Olimpiadi, bandiera della UE sequestrata a un 12enne: arrivano le scuse degli organizzatori
Un’addetta alla sicurezza ha fermato un ragazzo all'ingresso dell'Arena di Santa Giulia, poco prima della semifinale di hockey. L'accusa? Quella di aver portato un "simbolo politico". Il comunicato: "La bandiera non era vietata dal regolamento della sede e la situazione non è stata gestita nel modo corretto"
Un’addetta alla sicurezza ha fermato un ragazzo all'ingresso dell'Arena di Santa Giulia, poco prima della semifinale di hockey. L'accusa? Quella di aver portato un "simbolo politico". Il comunicato: "La bandiera non era vietata dal regolamento della sede e la situazione non è stata gestita nel modo corretto"
Francesco Maletto Cazzullo Giornalista 18 febbraio - 18:24 - MILANO"La bandiera non può entrare". Con queste parole un’addetta alla sicurezza ha fermato un dodicenne all'ingresso dell'Arena di Santa Giulia, poco prima della semifinale di hockey femminile di ieri sera tra Stati Uniti e Svezia. Il "corpo del reato"? Una bandiera dell’Unione Europea. L'episodio ha sfiorato il paradosso: il ragazzo, per timore di restare fuori, ha gettato il vessillo nel cestino, salvo poi vederselo riconsegnato da una seconda addetta, più flessibile ma cauta: "Tienila pure, ma non tirarla mai fuori".
il paradosso
—Secondo un'interpretazione rigida della Carta Olimpica, la bandiera UE - al pari di quella della pace - è spesso classificata come simbolo "politico" piuttosto che nazionale. Eppure, il Cio la ammette regolarmente nel protocollo istituzionale. Il risultato di questa zona grigia si è concretizzato ieri sera, scatenando le polemiche da parte dei genitori del ragazzo.
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—In giornata la Fondazione Milano Cortina ha rilasciato una nota sull'accaduto: "Il Comitato Organizzatore è a conoscenza dell'episodio che ha coinvolto un giovane spettatore durante la semifinale di hockey su ghiaccio, in cui una bandiera è stata confiscata durante i controlli all'ingresso. La bandiera non era vietata dal regolamento della sede e la situazione non è stata gestita nel modo corretto, soprattutto considerando l'età dello spettatore. Ci rammarichiamo per quanto accaduto e abbiamo provveduto a contattare la famiglia. Abbiamo affrontato la questione con il dipartimento di Sicurezza e Milano Cortina 2026 rimane impegnata a garantire un ambiente accogliente e inclusivo per tutti gli spettatori".
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