Federica Brignone torna al JMedical, dove è nato il trionfo olimpico
L'olimpionica è arrivata in auto da sola: l'affetto dei tifosi, l'abbraccio con Marta Bassino e poi quasi quattro ore di visite e controlli. Test per verificare la situazione del ginocchio sinistro dopo i due ori a Cortina
L'olimpionica è arrivata in auto da sola: l'affetto dei tifosi, l'abbraccio con Marta Bassino e poi quasi quattro ore di visite e controlli. Test per verificare la situazione del ginocchio sinistro dopo i due ori a Cortina
Filippo Cornacchia Giornalista 18 febbraio 2026 (modifica alle 23:37) - TORINOL’arrivo in auto da sola nel primo pomeriggio, come una paziente qualunque. Macchina parcheggiata tra quelle delle persone comuni alle spalle dell’Allianz Stadium, la casa della Juventus. Federica Brignone è tornata al JMedical, dove nei durissimi mesi post infortunio ha costruito il sogno olimpico, esattamente come la prima volta. Umile e alla mano, quasi imbarazzata. Come se negli ultimi giorni non fosse successo nulla. La campionessa dello sci è rimasta se stessa, ma tutto intorno a lei il mondo è cambiato dopo il leggendario doppio oro a Milano Cortina. Basta vedere il movimento di tifosi e appassionati nel piazzale davanti alla clinica torinese della Juventus. Ragazzini a caccia di autografi e selfie, adulti incuriositi dalla Tigre.
VIDEO: Brignone torna al J Medical, dove si è curata per 10 mesi: l'affettuosa accoglienzaquanto affetto
—Applauso spontaneo appena i riccioli di Federica sono spuntati al di fuori della sua vettura. Accoglienza da regina delle nevi all’ingresso del J Medical. Prima l’abbraccio di Luca Stefanini, il responsabile sanitario. Una volta all’interno il suo fisioterapista Federico Bristot, l’uomo che nei mesi scorsi ha aiutato Fede a compiere il miracolo trasformando le brutte fratture a tibia e perone in motivazioni, e tutto lo staff della struttura si sono fermati per qualche secondo. Tributo da brividi per la Brignone, quasi sorpresa per l’attenzione nei suoi confronti. Stupore anche in serata. Federica è entrata al JMedical con la luce e, dopo quasi quattro ore di visite e controlli, è uscita che era buio. Ad attenderla, nonostante il freddo, diversi ragazzini. Della serie: una foto con la Brignone è storia, non ha prezzo. Fede ha dribblato le telecamere, non la gente. Scene che di solito da queste parti si vedono per i giocatori della Juventus o al massimo per Jannik Sinner, altra stella di casa al JMedical. Effetto Brignone, effetto doppio oro olimpico.
con la bassino
—Federica non ha visto Gleison Bremer, come nei lunghi mesi di riabilitazione nella clinica della Juventus (il brasiliano aveva svolto gli accertamenti post Istanbul in mattinata), ma ha incrociato la collega Marta Bassino, che non ha trattenuto l’emozione: “Sono contenta di aver abbracciato Federica. Il mio recupero procede bene, serve pazienza”. In passato la tigre ha incontrato Sinner al JMedical e tanti altri grandi sportivi: da Matteo Berrettini a Jasmine Paolini, da Pecco Bagnaia ai giocatori della Juventus. Sarà anche una tifosa del Milan, Brignone, però è sempre più di casa nel mondo bianconero. Dalla clinica juventina sono passati fior di stelle negli ultimi anni: da Cristiano Ronaldo in giù. Ma pochi trionfi hanno emozionato i medici come le discese dei giorni scorsi di Brignone, vissute davanti alla televisione come un big match della squadra di Luciano Spalletti. Il JMedical non si è fermato - ma quasi - per la Brignone. Troppo forte il legame con la campionessa dopo la missione (quasi) impossibile seguita al terribile infortunio del 2025.
la full immersion
—Federica è apparsa sorridente, ma tutt’altro che appagata. E soprattutto focalizzata sul futuro e sullo sci. Full immersion di quasi quattro ore tra visite e trattamenti fisioterapici con Federico Bistrot. Test per verificare la situazione del ginocchio sinistro dopo la doppia impresa nel superG e nel gigante di Milano Cortina. Sensazioni positive e valutazioni in corso. Nessuno si sbilancia. Dopo il “tagliando”, sul banco della sciatrice italiana più vincente di sempre restano due opzioni: la prima è assecondare la richiesta del fratello-allenatore Davide e prendersi una pausa dopo lo stress olimpico a cui ha sottoposto la gamba sinistra; la seconda – ricevuto anche il via libera dei medici – è rimettersi subito in marcia per la prossima tappa di Coppa del Mondo a Soldeu, Andorra, da dove riprenderebbe la caccia alle finali di Coppa del Mondo, l’obiettivo dichiarato a Cortina all’indomani del capolavoro d’oro realizzato in gigante. Una risposta potrebbe arrivare già nella prossime ore, quando la bicampionessa olimpica, in compagnia della leggenda Deborah Compagnoni, sarà impegnata con uno sponsor a Milano.
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