Razzoli: "Queste Olimpiadi sono Giochi da ragazze! Franzoni? Può vincere tutto"
L’ultimo azzurro d'oro in una gara individuale ai Giochi, a Vancouver 2010, fa un primo bilancio di Milano Cortina: "I successi di Brignone e Lollobrigida hanno cancellato l’amarezza per la fiaccola. Vinatzer penalizzato dalla voglia di far bene a tutti i costi"
L’ultimo azzurro d'oro in una gara individuale ai Giochi, a Vancouver 2010, fa un primo bilancio di Milano Cortina: "I successi di Brignone e Lollobrigida hanno cancellato l’amarezza per la fiaccola. Vinatzer penalizzato dalla voglia di far bene a tutti i costi"
Pier Bergonzi Vicedirettore 19 febbraio - 07:40 - MILANOGiuliano “Razzo” Razzoli sorride e scuote la testa. Dopo 16 anni e 4 edizioni dei Giochi invernali è ancora l’ultimo azzurro ad aver vinto un oro olimpico individuale. "Ma non è cosa che mi rende felice. Io ho fatto e faccio il tifo perché un italiano vinca il titolo. Ma sembra che lo sci, anzi che tutti gli sport delle Olimpiadi invernali siano soprattutto Giochi da ragazze…". Giuliano ora ha 41 anni, è sempre un ufficiale degli Alpini, scia soltanto per divertirsi, ma ha seguito con grande interesse le gare di Milano Cortina perché le ha commentate ogni sera ai microfoni della Rai. "In realtà adesso mi definiscono primo graduato del Gruppo sportivo dell’Esercito di Courmayeur - dice Razzoli -. E sono orgoglioso di fare ancora parte di un gruppo militare. Pensate che praticamente tutte le medaglie che abbiamo vinto sono frutto di atleti che fanno parte o hanno fatto parte di gruppi militari, e questi atleti sono il 90% degli azzurri in gara alle Olimpiadi. Il nostro è un sistema studiato da tutti a livello internazionale".
VIDEO: Brignone infinita! È lei la sciatrice italiana più forte della storia?Giuliano vive sempre a Razzolo di Villa Minozzo, sulle colline appenniniche di Reggio Emilia, con la moglie Elisa che è in attesa di un secondo figlio, dopo Emanuele che ora ha due anni. Appassionato di vini, Razzoli è anche un raffinato produttore di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia. Sono passati 16 anni, ma abbiamo ancora negli occhi quelle due manche spettacolari di Vancouver 2010. Razzo aveva 58 centesimi di vantaggio sul croato Ivica Kostelic e riuscì a difendersi con una tiratissima seconda manche, mentre in tv Paolo De Chiesa urlava "Medaglia d’oro, medaglia d’oro, medaglia d’oro….", tre volte, come Nando Martellini per il Mondiale di calcio dell’82. "A Vancouver ho vissuto momenti pazzeschi. Se chiudo gli occhi sento ancora l’emozione al cancelletto di partenza della seconda manche. E poi quella che ho provato sul podio con la medaglia d’oro al collo e l’inno di Mameli. Il massimo!"
Al traguardo c’era anche Alberto Tomba…
"Albertone… un gigante. Prima del mio slalom mi mandò un sms che diceva 'Vai Razzo, occhi aperti, veloce e feroce'. Diventare olimpionico 22 anni dopo una leggenda come Tomba… Pazzesco".
I campioni più spettacolari con i quali ha sciato?
"Gli austriaci Marcel Hirscher e Benni Raich. Il primo certamente il più forte: con lui lo slalom sembrava facilissimo. Benni però aveva un tasso di classe unica. Sul piano stilistico era grande anche il norvegese Henrik Kristoffersen".
Scia ancora?
"Sempre, non potrei stare senza. Sono mastro di sci e sto seguendo il corso per istruttori".
La pista più bella sulla quale ha sciato?
"Sono ancora stregato dal fascino di Kitzbuehel, una pista fantastica. Ma ho amato molto anche Wengen e la 3Tre di Campiglio".
Che cosa le è piaciuto di più di questa Olimpiade?
"La grande forza delle nostre donne. Le atlete azzurre come Federica Brignone e Francesca Lollobrigida che venivano da grandi infortuni. E mi è piaciuta molto la discesa libera con Giovanni Franzoni e Dominik Paris, due generazioni, sul podio".
Giovanni ha un futuro luminoso, può vincere tutto. E poi mi piace come persona: è educato e parla bene
Giuliano RazzoliChe futuro prevede per Franzoni?
"Luminoso. Giovanni può vincere tutto perché scia davvero bene. Chi ha una sciata di sostanza, come lui, ha lunga vita agonistica. E poi mi piace come persona: è educato, parla bene e si gestisce bene. Credo che sia soltanto all’inizio di una grande carriera".
Vinatzer invece… Una grande delusione.
"Sono sinceramente dispiaciuto per Alex perché conosco il suo grande valore. Temo che sia stato penalizzato dalla voglia di fare bene a tutti i costi. Per far bene nelle gare delle Olimpiadi bisogna essere pronti anche a perderle. Bisogna sciare più 'leggeri' d’animo".
Come ha fatto Federica Brignone. Si aspettava le sue imprese?
"L’oro del superG, sinceramente no. Ma dopo ero convinto che avrebbe vinto anche il gigante. Nella nostra Olimpiade al femminile, Federica è certamente il volto di copertina".
Se la Brignone è la regina dei Giochi, chi è il re?
"Direi il leggendario Johannes Klaebo, dominatore assoluto dello sci di fondo. Ma se la gioca con lo svizzero Franjo Van Allmen che ha vinto tutte le 'sue' gare dello sci alpino".
La sorpresa più grande di questi Giochi?
"Direi Francesca Lollobrigida. Veniva da una stagione complicata e ha conquistato tutti per la sua spettacolare vitalità".
So cos'ha provato Atlie McGrath, il norvegese che è andato a piangere nel bosco. Con lo slalom puoi perdere tutto in un lampo
Giuliano RazzoliA chi regalerebbe una bottiglietta del suo prezioso aceto balsamico?
"Scelgo Atlie McGrath, il norvegese che era in testa dopo la prima manche dello slalom, ma ha inforcato a uno sguardo dal traguardo della seconda ed è scappato a piangere nel bosco. Da slalomista so che cosa ha provato. Lo slalom è bastardo. Puoi perdere tutto in un lampo. L’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia più invecchiato ha un bollino d’oro: ecco voglio darlo virtualmente a lui".
Che cosa resterà di questa Olimpiade?
"Sono stati Giochi fantastici. Ci resterà la grande lezione delle nostre donne coraggiose. Le azzurre hanno ottenuto risultati pazzeschi anche se venivano da periodi complicati. Resteranno i valori dello sport che vanno ben oltre i risultati: Ora sarà importante che le istituzioni sfruttino bene l’opportunità di investire sulla cultura dello sport. E rimarrà la bellezza dei nostri risultati e del nostro Paese che abbiamo raccontato al mondo. Non vi nascondo che alla vigilia ero amareggiato perché non sono stato considerato tra gli atleti che hanno portato la fiaccola olimpica a Milano o Cortina. Ma da atleta e appassionato di sport mi tengo solo il bello, ed è tanto, di questo grande evento".
Leggi anche La spiaggia della Lollobrigida, il lago di Franzoni: l'Italia vince e si "allarga"Sci alpinismo, combinata, 1500 pista lunga, le prime medaglie dell'hockey: il programma di oggi© RIPRODUZIONE RISERVATA