Hockey, la Nhl si accorge di Damian Clara: chi è l'insuperabile portiere azzurro
Il 21enne di Brunico ha parato 133 tiri su 146 (.911 di media) al torneo olimpico. Scelto nel 2023 dagli Anaheim Ducks, ora il sogno di giocare in Nhl è più vicino
Il 21enne di Brunico ha parato 133 tiri su 146 (.911 di media) al torneo olimpico. Scelto nel 2023 dagli Anaheim Ducks, ora il sogno di giocare in Nhl è più vicino
Mario Salvini Giornalista 19 febbraio - 09:30 - MILANOL’Italia dell’hockey all’Olimpiade ha segnato 4 gol e ne ha subiti 22. Poteva andar meglio, ma alla fine nemmeno poi più di tanto. Sarebbe stato più bello evitare l’imbarcata con la Finlandia (0-11), in definitiva però, in quanto a punti fatti in classifica, è andata come doveva andare. Eppure c’è un azzurro che chiuderà l’Olimpiade come un trionfo. Nella speranza possa rivelarsi una rampa di lancio. È il nostro portiere. È Damian Clara, 21enne da Brunico, che da 6 anni, cioè da quando ne aveva 15, gioca all’estero: Austria, Svezia, Repubblica Ceca, Finlandia, Stati Uniti, dove è stato scelto al draft dagli Anaheim Ducks. Ora è nel campionato svedese, con il Brynäs IF. E al contempo in stagione ha fatto un’esperienza ai San Diego Gulls, squadra di AHL affiliata ai Ducks.
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—Il tutto, come si diceva, dopo una specie di giro del Mondo affrontato da quando era poco più di bambino. E dire che a nove anni era già pronto a smettere. Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista Corriere dell'Alto Adige: “Giocavo con il Val Pusteria: confessai a mio papà che volevo smettere con l’hockey. Era gennaio, ma lui mi disse che prima di smettere dovevo concludere la stagione, fino ad aprile”. E meno male, perché, è sempre Damian che racconta: “Nelle ultime due settimane di quella stagione mancava il portiere e, dopo tre anni da giocatore, sono andato per la prima volta in porta. E lì ho deciso di continuare". Dev’esser stata una specie di folgorazione. Come se Damian avesse trovato la sua vocazione. "Quando avevo 12 anni – ha raccontato - ho chiesto ai miei genitori di andare a giocare all’estero, in un campionato più competitivo, per fare il primo passo. Perché il sogno è giocare in Nhl. So che è molto difficile riuscire a stare in un campionato di quel livello per un paio di anni, ma voglio dare il mio meglio per provare a raggiungerlo". E così a 15 anni era già in Austria, al Red Bull di Salisburgo, con cui ha partecipato anche al Campionato Ceco U20. Da lì una prima volta in Svezia, al Färjestad BK, nella squadra under 20 (.903 di percentuale di salvataggi).
la carriera
—Quindi, il 29 giugno 2023, la chiamata al draft, con il numero 60, da parte dei Ducks. Che lo hanno prontamente girato in Svezia, a fare esperienza con Brynäs IF di Gävle, nella Hockey AllSvenskan, la seconda serie. Ed è stato lì, soprattutto, che a soli 20 anni ha stupito con un gran .931 di salvataggi nei playoff 2024, contribuendo alla promozione in SHL, la prima serie svedese. Con tanto di premio come miglior giovane del torneo. Quasi scontato, giacché è stato il più giovane portiere di sempre ad aver vinto 25 partite nella seconda divisione di Svezia. Dopodiché ancora un passaggio al Färjestad. Con una parentesi anche in Finlandia, agli Oulun Kärpät, gli ermellini di Oulu. E la comparsata in AHL, a San Diego, coi Gulls. Con cui ha giocato giusto un paio di partite per ambientarsi (.898 di parate). Damian dice che il suo idolo è Jonathan Quick che, spiega “giocava in Nhl con uno stile molto aggressivo, mi piaceva molto. Ho anche una sua maglia dei Los Angeles King”. Aspirazioni da portiere spregiudicato, quindi. Ma fuori dal ghiaccio tutt’altra attitudine. “Quando non gioco leggo tanto. Mi piacciono sia gli autori classici sia i moderni. Uno dei miei preferiti è Dostoevskij. Non guardo tanto sport, mi piace assistere alle partite dal vivo. Sono andato a vedere una partita di baseball Mlb a San Diego e mi piacerebbe andare a vedere una partita di Nfl o di Nba".
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—Pare che in questi giorni il suo nome sia il più cercato al mondo tra tutti quelli dei giocatori di hockey. Più di quelli di Sidney Crosby, dei fratelli Tkachuk, di Leon Draisaitl e del giovane prodigio Macklin Celebrini. Parlano tutti di lui. Per le sue 46 parate su 49 tiri contro la Svezia. Per il bombardamento a cui è stato sottoposto. Per una prodigiosa parata, col bastone, contro la Svizzera. Gli dedica un post, tutto per lui, l’account della Nhl, sottolineando che ha fronteggiato 146 tiri. Ben 146 tiri sui quali, aggiungiamo, ha effettuato 133 parate, alla media di .911. “Gli Anaheim Ducks potrebbero aver trovato qualcosa di speciale”, dice la pagina della Nhl. L’Olimpiade di Milano magari è stata il momento decisivo: il momento del primo italiano in Nhlpotrebbe esser vicino.
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