Il padre di Franzoso: "Noi dimenticati. Franzoni e altri sono rimasti in Cile a sciare? Ancora non mi va giù"
In un'intervista a Repubblica, il padre di Matteo si sfoga: "Lo sci non esiste più, ma il problema è l'atteggiamento della Federazione: vogliamo giustizia. Quello di Michele era lo sfogo di chi ha perso un fratello, Franzoni non c'entra, ma perché ci hanno isolati?"
In un'intervista a Repubblica, il padre di Matteo si sfoga: "Lo sci non esiste più, ma il problema è l'atteggiamento della Federazione: vogliamo giustizia. Quello di Michele era lo sfogo di chi ha perso un fratello, Franzoni non c'entra, ma perché ci hanno isolati?"
19 febbraio - 10:26 - MILANODopo il botta e risposta tra il fratello di Matteo Franzoso, Michele e il gemello di Giovanni Franzoni, Alessandro, ha parlato anche il papà di Matteo. In un'intervista rilasciata a Repubblica ha rotto il suo silenzio: "Sono sei mesi che siamo in un frullatore, e non riusciamo a farcene una ragione. Per noi lo sci non esiste più, in questi tempi di festa olimpica diffusa che ci ha dimenticato, anzi cancellato. Ci sentiamo trasparenti, noi e la memoria di Matteo".
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—E la frustrazione verso il mondo che amava e a cui apparteneva Matteo, morto lo scorso settembre in Cile, dopo un incidente in allenamento: "Franzoni non c’era perché in cinque hanno scelto di rimanere in Cile ad allenarsi. È questo che non va granché giù, ancora oggi. Ma sia chiaro che Franzoni non c’entra, è stato lo sfogo di un ragazzo che ha perso un fratello. Ma perché non ci ha mai chiamato, invece di farci scrivere?”, si chiede papà Marcello. Impossibile farsi una ragione di quell'incidente durante un allenamento in Cile, e la gioia olimpica di queste settimane è inconciliabile con un dolore impossibile: "Nessuno ci ha coinvolto in queste Olimpiadi. Ci è stato vicino solo il presidente delle Fiamme Gialle, la Finanza ci sta aiutando molto. Per il resto il vuoto, l’oblio. Ma se posso accettare abbiano dimenticato noi in federazione, trovo inaccettabile che tra gli atleti nessuno abbia ricordato Matteo. Qualcuno l'ha fatto? Tanti campioni no”. E poi la giustizia: "Ma il problema vero rimane l’atteggiamento della Federazione. Vogliono far passare per casualità quello che invece è stata negligenza. In quella pista non c’erano le protezioni, non c’erano le minime condizioni di sicurezza. Vogliamo giustizia e delle scuse".
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