Italia ko con le Indie Occidentali: il Mondiale di cricket finisce qui
La Gazzetta dello Sport

Italia ko con le Indie Occidentali: il Mondiale di cricket finisce qui

Giovedì 19 febbraio 2026
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Finisce 165-123 l'ultima sfida azzurra, che chiude la sua prima avventura con orgoglio, con la vittoria netta sul Nepal, la bella figura coi maestri inglesi e gli applausi di un mondo che ha scoperto che il cricket si gioca anche da noi

Finisce 165-123 l'ultima sfida azzurra, che chiude la sua prima avventura con orgoglio, con la vittoria netta sul Nepal, la bella figura coi maestri inglesi e gli applausi di un mondo che ha scoperto che il cricket si gioca anche da noi

Mario Salvini Giornalista 19 febbraio - 11:49 - MILANO

Lo show finisce qua. Il Mondiale dell’Italia è terminato. I lanciatori delle Indie Occidentali dall’inizio hanno limitato i nostri battitori come non era riuscito a nessuno dei loro colleghi scozzesi, nepalesi e inglesi. Così che i 165 punti accumulati nel loro inning sono stati ben più che sufficienti. Ed è finita con 42 di scarto. Per quanto la vittoria ai caraibici non fosse nemmeno così necessaria, visto che prima ancora di cominciare erano già qualificati al Super Eight, alla seconda fase del torneo, in qualità del primo posto nel girone, davanti all’Inghilterra. L’Italia invece, come era del tutto prevedibile, torna a casa. Ma lo fa con un certo orgoglio, e questo no, non era scontato. Dobbiamo andare fieri della gran vittoria sul Nepal. Della bella partita, quasi alla pari, con l’Inghilterra. Persino per quest’ultima con le West Indies, persa senza che il risultato sia mai stato veramente in discussione. Ugualmente l’Italia ha dimostrato al mondo di poterci stare, anche se non ha nemmeno una casa: nel nostro Pease non esistono veri campi da cricket. Eppure in queste ultime due settimane siamo stati in mezzo ai più bravi, sui giornali indiani, inglesi, pakistani. Suscitando tanta curiosità, stupore persino. Nel senso che ovviamente tutti i media dei paesi di cricket hanno insistito su Jaspreet Singh che fa l’autista di Uber, su Crishan Kalumegane pizzaiolo, su Giampiero Maede fisioterapista, su Marcus Campopiano preparatore atletico. È giusto così, ma intanto se n’é parlato. Ed é stato fatto con rispetto, persino con un po’ di ammirazione.

LA SCOPERTA DEL CRICKET

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Noi, uscendo dall’aspetto agonistico, ci teniamo il valore simbolico di questa bizzarra nazionale di italiani-stranieri di terza generazione e di stranieri-italiani arrivati da noi bambini, al seguito di genitori venuti a cercarsi una speranza. Di queste storie di emigrazione e di immigrazione che mescolandosi hanno scoperto di essere molto simili, praticamente le stesse. E, molto più prosaicamente, la soddisfazione di aver sentito parlare di cricket, nelle settimane mediaticamente più difficili che di potessero programmare, quelle dell’Olimpiade a casa nostra. Eppure, raccontano in tanti, in questi giorni, sui video dei loro telefonini ogni tanto all’improvviso compariva il cricket, la nostra nazionale. Che ha finito per diventare una delle storie, dei trend, di questi giorni. Ha scritto Wired: “Analizzando ciò che in Italia è stato più cercato sui motori di ricerca negli ultimi mesi, infatti, emerge una tendenza che può suonare particolare: il cricket. In mezzo alle tantissime ricerche sul tennis, il calcio, perfino la partita Cosenza-Giugliano di Serie C, appare una voce: ‘Sri Lanka vs Pakistan’; e poi ancora, ‘India vs Pakistan’, ‘Afghanistan vs Sri Lanka’ “. È una soddisfazione. Tanti ragazzini immigrati in più ora sanno che il cricket li può far sognare anche in Italia. Tanti ragazzini e genitori italiani hanno scoperto un nuovo sport, con caratteristiche che possono andar bene anche a chi non è alto due metri né abile coi piedi. E una promessa. Non è stato che l’inizio.

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