Inter, la qualificazione agli ottavi è troppo importante. Ma senza Lautaro (e Zielinski)...
La Gazzetta dello Sport

Inter, la qualificazione agli ottavi è troppo importante. Ma senza Lautaro (e Zielinski)...

Giovedì 19 febbraio 2026
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Il passaggio del turno garantirebbe 11 milioni fondamentali per il bilancio della società, ma il 3-1 di Bodo complica non poco. E pure il polacco è uscito malconcio dalla trasferta norvegese

Il passaggio del turno garantirebbe 11 milioni fondamentali per il bilancio della società, ma il 3-1 di Bodo complica non poco. E pure il polacco è uscito malconcio dalla trasferta norvegese

Dal nostro inviato  Filippo Conticello 19 febbraio 2026 (modifica alle 12:45) - BODO (NORVEGIA)

Raccontano che a circa 30 km a sud di Bodo si trovi il vortice marino più potente al mondo, ieri sera quasi senza accorgersene pure Chivu è stato spazzato via dal suo "Saltstraumen": non sarà stato investito da 400 milioni di metri cubi d’acqua, ma in quei tre minuti impetuosi da leggenda scandinava il romeno ha vissuto finora incubi sconosciuti in questa stagione. Il tecnico ha un vantaggio appena lievitato in campionato, ma in Europa invece nessuno pensava a un rischio uscita tanto rapida: essere eliminati al playoff sarebbe un flop inatteso e grave perché sarà pure vero che è lo scudetto l’obbiettivo dichiarato di stagione, ma è altrettanto vero che Oaktree consideri la qualificazione agli ottavi il minimo indispensabile: non è solo un fatto di prestigio per chi ha sfiorato la coppa per due volte negli ultimi tre anni, ma contano soprattutto quegli undici milioni per il passaggio del turno che sarebbero ossigeno per il bilancio nerazzurro. Insomma, questo 3-1 rischia di far volteggiare una nuvola nera e pesante per tutta la stagione: per spazzarla via immediatamente e senza strascichi servirà una delle notti magiche di San Siro, stadio alla fine dei propri giorni ma che in passato ha regalato imprese eroiche. Per fortuna, l’erba milanese non è sintetica come quella indigesta in Norvegia: "Il Bodo riesce sempre a fare qualcosa in più su questo campo, dove le altre squadre non sono abituate. Non è una scusa, ma è stato così per tante formazioni prima di noi. Però è ancora tutto aperto, non dimentichiamolo" ha detto Chivu alla fine. Aver perso chissà per quanto Lautaro complica la riscossa ancora di più, ma inutile parlare a Chivu di Nico Paz e del +7 sul Milan in campionato perché l’allenatore romeno, al momento, ha in testa solo questa tempesta scandinava: “Mi interessa parlare di Champions, adesso non è rilevante parlare di altro…”.

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ahi, zielinski

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Tra 61’ e 64’ l’Inter ha complicato dannatamente la qualificazione e la spiegazione sta tutte nelle ripartenze vertiginose dei gialli che qui pattinano al doppio della velocità. Per quanto possibile, Chivu ha provato a dare una spiegazione più rotonda: "La squadra ha comunque provato, ha avuto un atteggiamento buono per 90 minuti. Abbiamo pagato dazio alle transizioni in cui loro sono pericolosissimi. non posso rimproverare molto ai miei. Ora dobbiamo fare la conta perché abbiamo qualche problemino dopo questa partita. Ci sono alcuni giocatori un po’ acciaccati e li valuteremo bene: non c’è solo Lautaro, anche altri hanno problemi”. Nello specifico, il riferimento di Chivu è a Piotr Zielinski, uscito anche lui malconcio. In fondo, era proprio questo il grande timore dei nerazzurri arrivati nel Nord: lasciare le penne su un terreno che pare stiracchiato come un tappeto del Subbuteo. Di fronte a una nevicata tanto fitta, meglio pensare al caldo Salento e andare oltre, alla rimonta possibile con la spinta di San Siro: “Concentriamoci sul Lecce perché sarà difficile e poi serve fare una gara molto attenta e di qualità al ritorno in casa, è necessaria più cattiveria di quella mostrata stavolta e, soprattutto, più attenzione alle loro ripartenze”.

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