Campo pericoloso e il ko di Lautaro: la rabbia dell'Inter
La trasferta di Bodo ha lasciato il segno, e non solo per la netta sconfitta. L'irritazione del club nerazzurro
La trasferta di Bodo ha lasciato il segno, e non solo per la netta sconfitta. L'irritazione del club nerazzurro
Dal nostro inviato Filippo Conticello 19 febbraio 2026 (modifica alle 13:43) - BODO (NORVEGIA)L’Inter è ripartita per Malpensa con il proprio charter dall’aeroporto di Bodo, minuscolo come ogni cosa in città: i giocatori, abituati a varchi preferenziali, sono stati costretti per una volta a mescolarsi tra la gente. Qualche selfie con i tifosi nerazzurri, alcuni rimasti bloccati dai ritardi per neve, e pochissima voglia di parlare dopo una débâcle che potrebbe avere una dimensione storica: Lautaro è filato via trascinando la gamba destra dopo l’infortunio al polpaccio che preoccupa tutti, Zielinski camminava in apparenza normalmente ma anche lui verrà valutato dallo staff medico soltanto domani. Assieme al gruppo squadra, è volato dalla Norvegia per l’Italia anche un sentimento comune in società: l’Inter è decisamente arrabbiata per aver giocato in un campo che non è minimamente all’altezza degli standard dell’alta nobiltà di Champions. L’infortunio del proprio capitano si deve proprio a un terreno di gioco artificiale che sembrava un panno del Subbuteo steso male, di quello che lascia delle strambe grinze ai lati.
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—Le nevicate dei giorni precedenti e le 80 tonnellate spalate dal campo con mezzi speciali dagli addetti del Bodo hanno provocato quegli avvallamenti laterali aggiustati in modo assai artigianale nelle ore prima della partita: già in quel momento, ancora prima della tempesta in campo, i nerazzurri si erano lamentati informalmente con la Uefa temendo per l’incolumità dei propri giocatori. Il peggiore timore è diventato realtà proprio intorno al 60’, quando per un appoggio (il grande problema del sintetico-trappola sta proprio lì) il capitano nerazzurro ha sentito dolore e chiesto il cambio: il destino ha voluto accanirsi e proprio nei minuti successivi l’Inter ha sbandato ed ha preso un terribile uno-due norvegese che complica dannatamente la qualificazione. Chivu lo ha detto con tono deciso nel dopo-partita e il discorso vale anche in società: il campo non deve essere considerato un alibi per la sconfitta, anche perché sullo stesso manto hanno giocato (e spesso tremato) altre big d’Europa e qua tre mesi fa la Juve è riuscita a spuntarla in qualche modo, ma rimane un fatto l’abitudine dei norvegesi a pattinare meglio degli altri. Semmai, è da considerarsi ben più grave la questione infortuni, anche perché a Lautaro si somma uno Zielinski acciaccato, oltre a Calha e Frattesi neanche partiti: il disappunto nerazzurro si concentra proprio su questo aspetto e il polpaccio di Lautaro è la prova al tavolo Uefa.
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