Tecnico, versatile, cattivo: è uno Jashari "alla Modric", sempre più decisivo
Il lancio per il gol di Leao uno spettacolo. Il centrocampista sta trovando sempre più continuità e prendendo confidenza con il gioco del Milan. I 34 milioni (+3 di bonus) spesi per lui in estate sono un investimento che inizia a ripagare
Il lancio per il gol di Leao uno spettacolo. Il centrocampista sta trovando sempre più continuità e prendendo confidenza con il gioco del Milan. I 34 milioni (+3 di bonus) spesi per lui in estate sono un investimento che inizia a ripagare
Marco Pasotto Giornalista 19 febbraio - 15:26 - MILANODi un lancio così – quaranta metri di arcobaleno che ha toccato terra sui piedi di Leao – disegnato sotto gli occhi di Tom Brady, quarterback mito del football, c’è da esserne orgogliosi. Anche perché quel pallone calciato con la naturalezza più disarmante del mondo da Jashari nella ripresa ha permesso a Rafa di rimettere in sesto la partita. Benvenuti nel mondo di Ardon, il ragazzo di bottega che studia da Modric. Nel prepartita ne aveva anche parlato, con gli occhi che gli brillavano: “È la prima volta che posso giocare con Luka dall’inizio, spero sia una bella partita insieme. È un giocatore fantastico”. Si sono guardati le spalle a vicenda: quando si sganciava Modric, lo svizzero si piazzava al centro a protezione della difesa. E viceversa. Jashari ha sottolineato la soddisfazione di iniziare (sottinteso: finalmente) una partita con Luka perché nelle idee di Allegri è il vice del croato. Quando Modric ha avuto bisogno di rifiatare, c’era Jashari al suo posto. Ardon però fra i vari pregi ha anche quello dell’elasticità tattica. Può giocare davanti alla difesa come da mezzala.
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—Ed è così che l’ha piazzato stavolta Max. Una posizione non banale, sul centrosinistra. Tradotto: è toccato a lui piazzarsi là dove di solito governa Rabiot, ovvero l’assenza in assoluto più pesante con cui possa fare i conti il Milan di quest’anno. Ardon non è Adrien, però è un ragazzo con personalità spiccata. L’aveva già dimostrata la scorsa estate, quando il Bruges aveva mandato in scena il solito tira e molla sfinente sul prezzo di vendita. Una situazione che aveva maldisposto Jashari a tal punto da decidere per la linea dura, mettendosi praticamente fuori rosa da solo: o mi cedete al Milan, o io mi chiamo fuori. Un braccio di ferro in cui l’ha spuntata lui, che alla fine ha raggiunto il suo personale Eldorado a Milanello. Poi, però, ci si è messa di mezzo la sfortuna: abbattuto dal fuoco amico, ovvero fuori due mesi con un perone fratturato dopo uno scontro in allenamento con Gimenez. Era inizio stagione, e per lui è stato subito uno Zoncolan. Quando è tornato, Allegri ha iniziato a coccolarselo pubblicamente. Della serie: il ragazzo ha parecchia stoffa, vedrete non appena inizierà a mettere un po’ di minuti nelle gambe.
DOPPIA FASE
—D’altra parte sulla qualità della stoffa di Jardon nessuno ha mai avuto dubbi. Lo racconta anche l’investimento, non esattamente un prezzo da outlet: 34 milioni più 3 di bonus, cioè la seconda spesa più ingente della scorsa estate dopo quella per Nkunku. Jashari ha una qualità non così comune per un centrocampista: unisce piedi delicati a cattiveria agonistica. Sa disegnare lanci come quello per Leao e sradicare palloni allo stesso tempo. Deve soltanto crescere ancora, osservando il maestro Modric. “Siamo fortunati ad averlo con noi e i ragazzi devono approfittare di questo tempo al suo fianco”, aveva detto Allegri a proposito di Luka nel dopogara di Pisa. Jashari lo sa, e lo sta facendo. Un lancio alla Modric sotto gli occhi di Tom Brady: ci sono cartoline più brutte.
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