Dino Viola, i soldi sporchi e una busta misteriosa: il caso Vautrot
La Gazzetta dello Sport

Dino Viola, i soldi sporchi e una busta misteriosa: il caso Vautrot

Giovedì 19 febbraio 2026
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All'arbitro durante una cena viene consegnata da mani amiche una busta beige. Dentro ci sono cento milioni di lire. Sono soldi sporchi. Soldi che servono per indirizzare una partita. Per la magistratura ordinaria, il presidente della Roma è parte lesa, vittima di una truffa. E partì lo scandalo...

All'arbitro francese Michel Vautrot durante una cena viene consegnata da mani amiche una busta beige. Dentro ci sono cento milioni di lire. Sono soldi sporchi. Soldi che servono per indirizzare una partita. La partita è molto importante, è una semifinale di ritorno di Coppa dei Campioni, la madre della Champions League. Si deve disputare il giorno dopo la cena all’Olimpico di Roma e i giallorossi sono chiamati all’impresa, perché all’andata hanno perso 2-0 contro gli scozzesi del Dundee United. Anzi no. Alt, fermi tutti. All'arbitro francese Michel Vautrot durante una cena non viene consegnata alcuna busta beige, né di nessun altro colore. Lui dirà di non averla mai ricevuta e chi doveva dargliela, quella busta, racconterà in maniera confusa di non avergliela mai allungata, pari e patta. Però dentro quella busta ci sono cento milioni di lire - questo è un fatto - un malloppo che all’epoca - siamo alla metà degli anni 80 - non è affatto male. Ah, la partita poi si gioca, la Roma vince 3-0, segnando i tre gol che servono per guadagnare la finale. Tre doveva farne e tre ne ha fatti. Per la cronaca: l’arbitro quel pomeriggio gliene ha annullati altri due. E no, la partita non è stata alterata. Ma se questa seconda versione è vera, che fine hanno fatto i cento milioni di lire?

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