Zappi, confermata la squalifica in appello: ora la decadenza da presidente Aia
La Gazzetta dello Sport

Zappi, confermata la squalifica in appello: ora la decadenza da presidente Aia

Giovedì 19 febbraio 2026
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La Corte federale d'Appello ha respinto il ricorso del numero uno degli arbitri: restano i 13 mesi di inibizioni che determinano la perdita dell'incarico. Si va verso il commissariamento 

La Corte federale d'Appello ha respinto il ricorso del numero uno degli arbitri: restano i 13 mesi di inibizioni che determinano la perdita dell'incarico. Si va verso il commissariamento 

Elisabetta Esposito Giornalista 19 febbraio - 16:17 - ROMA

Niente da fare, la Corte federale d'Appello ha respinto in toto il ricorso del presidente dell'Aia Antonio Zappi, condannato il 12 gennaio scorso dal Tribunale federale nazionale a 13 mesi di inibizione per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per far spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi. Questa mattina, nell'udienza durata poco più di un'ora, i legali di Zappi hanno presentato la loro tesi difensiva con diverse istanze, ma la Corte, ascoltata di nuovo anche la Procura federale di Giuseppe Chinè, non ha in alcun modo modificato il giudizio di primo grado.

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decadenza

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Con questa squalifica, che peraltro si va così a sommare ai 10 mesi che l'ex arbitro aveva accumulato in carriera prima di essere eletto presidente, il 14 dicembre 2024, determina dunque la decadenza dall'incarico, come previsto dall’articolo 29 comma 1 dello Statuto Figc e dall’articolo 15 del Regolamento Aia, in caso di inibizioni superiori ai 12 mesi.

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scenari

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La decadenza deve essere ora proposta dal Comitato Nazionale dell'Aia al Consiglio federale, chiamato poi a formalizzarla. I tempi sono tutti da definire e non si esclude si arrivi al commissariamento, quel che è certo è che Gravina, a prescindere dal futuro di Zappi (che, decadenza o meno, è comunque squalificato), andrà avanti spedito con il progetto che prevede la creazione di una società indipendente  in cui far confluire una classe arbitrale d'élite destinata al professionismo.

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