Gli Sdraiati in campo: se il nostro calcio si arrende alla fatica
La Gazzetta dello Sport

Gli Sdraiati in campo: se il nostro calcio si arrende alla fatica

Venerdì 20 febbraio 2026
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Crolli improvvisi, gol incassati in pochi minuti: più che limiti tecnici, sembra una resa mentale. Al contrario dell'esempio delle azzurre ai Giochi 

Crolli improvvisi, gol incassati in pochi minuti: più che limiti tecnici, sembra una resa mentale. Al contrario dell'esempio delle azzurre ai Giochi 

Luigi Garlando Giornalista 20 febbraio - 07:55 - MILANO

Ci sta che la Norvegia sia davanti a noi nel medagliere dei Giochi Invernali, non ci sta che in tre partite di calcio ci abbia sconfitto 10-2. Quelli bravi col pallone dovremmo essere noi. Loro hanno la neve, noi 4 Mondiali di football. In ognuna di queste tre partite, a un certo punto, gli italiani hanno mollato e sono crollati. A Oslo (Norvegia-Italia 3-0): 3 gol presi in 28’. A San Siro (Italia-Norvegia 1-4): 3 in 16’. A Bodo (Glimt-Inter 3-1): 2 in 3’. Aggiungiamoci il 5-2 di Galatasaray-Juve: 3 gol in 26’ e pure il Napoli che ad Eindhoven ne beccò 3 in 9’ (2-6 col Psv). Negli ultimi due casi l’inferiorità numerica c’entra, ma non giustifica il crollo. Sempre nel secondo tempo, quando la fatica esige più etica. 

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l'atteggiamento

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Ricordate la ripresa di Italia-Svizzera all’Europeo? Senza reazione, senza orgoglio. Ogni volta che incrociamo una squadra straniera, abbiamo sempre la stessa impressione: corrono, lottano e vogliono più dei nostri che a un certo punto mollano, pigri, senza fuoco, divanati come gli Sdraiati di Michele Serra. Anche perché, più della gloria, ci sta a cuore il cortiletto della Serie A, il quarto posto salva bilanci. Impietoso il confronto con le nostre splendide donne di questi Giochi che lottano e ardono per un centesimo di secondo con la faccia pesta o le ossa rotte. O, forse, siamo solo diventati più scarsi, condannati alla nostalgia, come il calcio danubiano. Un turno Champions meno eccezionale di quel che sembra. Senza escludere imprese al ritorno, però. Spalle al muro, diventiamo eroi: come nell’82, come Sordi e Gassman ne “La Grande Guerra”. Siamo gente da contropiede.

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