Pietro Sighel e i suoi Giochi da incubo: dal sogno dell'oro agli insulti social
La Gazzetta dello Sport

Pietro Sighel e i suoi Giochi da incubo: dal sogno dell'oro agli insulti social

Venerdì 20 febbraio 2026
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Dopo la vittoria nella staffetta dello short track al pattinatore è andato tutto storto tra cadute e polemiche coi giudici

Dopo la vittoria nella staffetta dello short track al pattinatore è andato tutto storto tra cadute e polemiche coi giudici

Elisabetta Esposito Giornalista 20 febbraio - 09:19 - MILANO

L'inizio era stato esaltante. Staffetta mista dello short track, gli azzurri prendono il largo grazie anche a un sorpassone di Arianna Fontana e nell’ultima frazione, comodamente davanti a tutti i rivali, Pietro Sighel gira i pattini e taglia il traguardo di spalle. Secondo oro azzurro dopo quello di Francesca Lollobrigida e Forum di Assago in delirio. Quel finale spettacolare e inatteso "era per il nostro pubblico", dice lui euforico. Da allora sono passati dieci giorni e l’Olimpiade di Pietro da Baselga di Piné si è lentamente trasformata in un incubo.

la polemica

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Era arrivato carichissimo. I Giochi in casa sono un’occasione unica e lui, dato tra i favoriti in tutte le gare, voleva divorarla. Si era approcciato alle competizioni e alla stampa con una sincerità rara, mostrando subito un certo disappunto per l’indisponibilità dei biglietti per le gare ("La Federghiaccio ne ha comprato uno per ognuno di noi, ma in sei giorni l’eventuale spesa da sostenere è folle"). Ben venga uno sportivo senza peli sulla lingua, basta non approfittarne. Perché le dichiarazioni successive, quelle che sono state universalmente lette come un attacco ad Arianna Fontana, gli hanno creato parecchi problemi. E un profondo disagio. Quell’ "E chi la conosce?" riferito alla campionessa dei record, che nel frattempo tornava a vincere medaglie mentre lui veniva squalificato in modo piuttosto severo, lo ha reso oggetto di un potente attacco social. A 26 anni, se vai su Instagram con un oro al collo e ti ritrovi con quintali di messaggi pieni di cattiveria, fai fatica a trovare la concentrazione giusta che un’Olimpiade richiede. Lui si è sentito smarrito. Anzi di più, tradito. Perché è convinto che le parole raccolte da un quotidiano — di cui per una serie di circostanze fortuite non esiste una registrazione — siano state decontestualizzate e ricostruite ad arte per montare la polemica. Che la frase incriminata sia stata detta solo paragonando la notorietà di Fontana a quella di Bolt o Valentino Rossi, che mai avrebbe voluto creare un conflitto con un mito come Arianna, cosa che invece lascia intendere il giornalista, peraltro non nuovo a questi incidenti di percorso. Sighel ha provato a dire la sua in una storia Instagram ("Non ho mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario"), ma il danno era fatto. Quell’arrivo al rovescio abbinato a certe dichiarazioni hanno regalato all’Italia l’immagine di un atleta strafottente. Non voleva. Non lo è. Per questo è rimasto così turbato.

il giudice

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C’era soltanto un modo per far dimenticare, almeno in parte, questa vicenda: vincere. Lui sapeva di poterlo fare e smaniava per riuscirci. Ma non era sereno come avrebbe dovuto. Un detto popolare sostiene che "quando va male, va male fino in fondo". Così è stato per Pietro. Il giorno in cui è esplosa la polemica, come si diceva, viene squalificato nei 1000 metri con una decisione molto opinabile. Il sabato si corrono i 1500, l’azzurro cade nel quarto di finale, trascinato giù dall’ucraino Handei: eliminato e non avanzato. Due sere fa l’ultima beffa, nella semifinale dei 500 metri viene “abbattuto” dal canadese Laoun, Anche stavolta il giudice, l’ungherese Balazs Kover, opta per il concorso di colpa, Sighel è fuori. La reazione è esagerata quanto umana: Pietro lascia l’impianto, stravolto, snobba anche la finalina per il quinto posto. La Federghiaccio gli mostra subito la sua vicinanza, condannando le scelte del giudice, ma nulla ora può consolarlo. L’occasione più grande sembra scivolata via. Ma già oggi può (parzialmente) rifarsi: è in programma la staffetta maschile. Dovrà lasciarsi tutto e tutti alle spalle, tornando a pattinare nel verso giusto.

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