Il Milan si fa sentire. Chiamata del club ai vertici dell'Aia: "Ora basta errori"
Rossoneri molto irritati per la direzione di Mariani col Como e anche per altre sviste che li hanno penalizzati
Rossoneri molto irritati per la direzione di Mariani col Como e anche per altre sviste che li hanno penalizzati
Andrea Ramazzotti Giornalista 20 febbraio 2026 (modifica alle 09:17) - MILANOIl giorno dopo Milan-Como, la rabbia per l’infortunio di Pavlovic, colpito duramente alla tibia sinistra da Van der Brempt, si mischia all’amarezza per la scelta dell’arbitro Mariani di non estrarre neppure il cartellino giallo per il difensore. Anche perché dal campo è sembrato subito evidente che l’intervento del giocatore di Fabregas fosse particolarmente duro e soprattutto pericoloso. A Milanello e in via Aldo Rossi, a mente fredda e dopo aver rivisto l’azione al replay (molti non ne avevano bisogno...), nessuno si spiega perché non ci sia stato un richiamo da parte del Var e, di conseguenza, il cartellino rosso. Non è il primo episodio che nel 2025-26 ha lasciato perplessi i dirigenti rossoneri e per questo ieri è partita una chiamata ai vertici dell’Aia. Non una protesta formale, ma comunque un modo per far capire garbatamente che quello che sta succedendo in termini di decisioni arbitrali non piace.
VIDEO: Il retroscena di Fabregas: "Io al Milan? Quando mi allenava Conte..."caso pavlovic
—L’esito degli esami effettuati ieri dal difensore serbo, del resto, è chiaro: "Vasto ematoma dei tessuti molli e imbibizione edematoso-emorragico dell’osso peroneale senza interruzione della corticale". A San Siro mercoledì sera c’era preoccupazione tanto è vero che il calciatore ha abbandonato lo stadio in ciabatte, con la caviglia bloccata da un tutore e per raggiungere il garage (naturalmente non ha guidato la macchina) ha utilizzato l’ascensore. L’ipotesi di una frattura del perone con arrivederci al 2026-27 non era campata in aria visto l’impatto dei tacchetti in un punto assai pericoloso. Un simile danno, che lo mette praticamente fuori combattimento per la gara contro il Parma (la speranza è di riaverlo il 1° marzo a Cremona), “deve” essere punito con un cartellino. Meglio se rosso. L’amarezza milanista a riguardo è palpabile anche perché giocare oltre un tempo in superiorità numerica, avrebbe cambiato (forse) il corso del match. A uscire invece è stato Pavlovic, obbligato alla sostituzione all’intervallo. Per Allegri un cambio forzato e dunque una sostituzione in meno da fare nella ripresa.
caso fabregas
—A essere espulso, poi, è stato l’allenatore livornese che è andato a “difendere” Saelemaekers dopo il battibecco con Fabregas. Insieme a Max sono stati allontanati anche il dirigente del Como Davide Cattaneo e un membro dello staff tecnico, Diego Perez Castillo, ma in via Aldo Rossi sostengono fosse Cesc, che ha ammesso il suo errore di fronte ai giornalisti, a meritare il cartellino rosso per aver trattenuto Saelemaekers per la maglia. Invece ha pagato Allegri, alla terza espulsione stagionale dopo quelle contro il Bologna (all’andata) e la Lazio. Domenica in panchina ci sarà il fidato vice Marco Landucci e Max guarderà Milan-Parma dalla tribuna: comprese le due gare di Coppa Italia con Bari e Lecce, saltate per una squalifica che risaliva all’esperienza alla Juventus, siamo già a quota cinque match da semplice spettatore. Tra i due il feeling è di ferro perché lavorano insieme da vent’anni e vedono il calcio allo stesso modo, ma l’assenza del proprio allenatore contro i gialloblù per Maignan e compagni sarà comunque un handicap. Esattamente come avere ancora Rabiot nell’elenco dei diffidati dopo il doppio giallo rimediato nel finale a Pisa. Un solo cartellino (il primo), vista l’entità del contatto con Leris, era già considerato eccessivo; figuratevi il secondo per proteste. Anche perché in tema di proteste (vedi Modric a Roma, anche lui ammonito) non tutti i giocatori delle big vengono trattati allo stesso modo. E questo dà fastidio.
dossier aia
—Il Milan mercoledì ha evitato di fare, di fronte a telecamere e taccuini, riferimenti polemici alla direzione di Mariani e all’operato del Var. In questo periodo turbolento per Rocchi e la sua squadra, l’atteggiamento della dirigenza è stato di grande responsabilità ed equilibrio. Non solo perché la scorsa settimana il patron Cardinale si è recato in via Rosellini e ha parlato con i vertici della Lega Serie A del nuovo stadio, dei diritti tv all’estero e dell’espansione del calcio italiano. Al tempo stesso, però, non tutte le direzioni di gara sono piaciute al Diavolo e questo nelle scorse ore è stato fatto notare in maniera garbata all’Aia. Mancano due punti contro il Sassuolo per il gol ingiustamente annullato a Pulisic (sarebbe stato quello del 3-1, la partita è poi finita 2-2); nessuno ha ancora trovato una spiegazione sia per il rigore non concesso a Nkunku nel match d’andata vinto contro il Bologna sia per il placcaggio di Moreo su Gabbia che ha favorito il momentaneo 2-1 di Nzola del Pisa a San Siro. Stride pure il dato dei rigori: il Milan è la squadra che ne ha avuti più contro (7) dopo il Napoli (8). Ce n’è abbastanza per una chiamata all’Aia e per sperare che certi casi non si ripetano più. A Milanello e in via Aldo Rossi hanno fiducia in un finale di campionato senza veleni ed errori.
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