Tottenham, inizia l'era Tudor: "Sicuro: gli Spurs resteranno in Premier"
Il neo tecnico, atteso subito dall'Arsenal capolista, si presenta: "Questo club e i suoi tifosi hanno bisogno che io faccia le cose giuste e risolva i problemi il più velocemente possibile"
Il neo tecnico, atteso subito dall'Arsenal capolista, si presenta: "Questo club e i suoi tifosi hanno bisogno che io faccia le cose giuste e risolva i problemi il più velocemente possibile"
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 20 febbraio - 15:51 - LONDRA Igor Tudor, 47 anni. AfpIl periodo Tudor al Tottenham non comincia pensando a chi sarà la prossima moglie di Enrico VIII, come nel Cinquecento inglese. Comincia - parola dell’allenatore che dopo aver inizialmente guidato la Juve nel via del 2025-26 ora è chiamato a soccorrere gli Spurs, in una situazione di emergenza - con una squadra che riesce a essere agli ottavi di Champions senza passare dai playoff ma anche al 16° posto in classifica in Premier, con lo spettro di una storica retrocessione che tormenta i tifosi (qui il nostro podcast su Tudor). "Non sono venuto qui per divertirmi, ma per lavorare", racconta il 48enne croato nella sua prima conferenza stampa, dopo cinque giorni di lavoro nello splendido centro di allenamento alla periferia nord di Londra e a due dal debutto in Premier, domenica al Tottenham Stadium contro l’Arsenal.
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—"Questo club è in un momento particolare, in una situazione strana anche per i tanti infortuni: ci siamo allenati in 13", ha raccontato in inglese quasi perfetto, con la sua voce profonda e l’impressione di voler pensare solo a come migliorare il Tottenham. È arrivato a Londra con la reputazione di saper cambiare le squadre in corsa, col biglietto da visita dei 18 punti in 8 partite conquistati sia con la Lazio 2023-24 che con la Juventus 2024-25. "Non faccio niente di speciale, solo le cose che credo importanti - racconta -. Devi affrontare i problemi che trovi, quelli che ci sono anche nei club migliori del mondo, e poi capire come risolverli il più velocemente possibile. Io sono concentrato sul fare le cose giuste, perché questo club e i suoi tifosi hanno bisogno che io faccia le cose giuste".
retrocessione
—Tudor racconta che il suo lavoro comincia dalla testa dei suoi giocatori. Per questo, quando gli viene fatta notare la posizione di classifica dei suoi e gli appena 5 punti di margine sulla posizione che porta in Championship, il croato tira dritto. "Non conta la classifica: per me ottieni quello che fai durante la settimana - spiega -. Io non parlo di risultati o di obiettivi: non ci credo. Credo nell’allenamento ed è l’unica cosa a cui voglio che i giocatori pensino. Dobbiamo concentrarci su di noi, su quello che dobbiamo fare per diventare una squadra, io come tecnico su come posso aiutare i giocatori. La posizione di classifica è una conseguenza".
arsenal
—Il primo atto del nuovo corso sarà contro l’Arsenal, la prima in classifica. In un’atmosfera potenzialmente pesante, coi tifosi che dopo aver scaricato Frank prima del suo esonero sono sempre più intimoriti e scettici su questa squadra. Soprattutto alla vigilia di un derby di North London che dalle parti del Tottenham Stadium ha sempre un significato extra. Tudor li chiama a raccolta ("I giocatori hanno bisogno del loro supporto") e prova a conquistarli con una promessa: "Sono sicuro al 100% che l’anno prossimo il Tottenham sarà ancora in Premier League". Tocca a lui assicurarsi che succeda, fare di nuovo in Inghilterra, anche se non ci ha mai allenato, quello che gli è riuscito così bene con Lazio e Juventus: prendere una squadra in difficoltà, alla deriva, e darle la spinta che serve per cambiare la stagione. Riuscisse anche al Tottenham a viaggiare a 2,25 punti di media a gara, come ha fatto quando è subentrato con Lazio e Juve, Tudor potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla sua leggenda di specialista delle squadre in corsa. E magari anche convincere il Tottenham, come fece con la Juve lo scorso anno, che la sua avventura può essere più lunga di pochi mesi.
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