Bellucci posta e... si scatena l'inferno: "Muori tu e i tuoi genitori, figlio di p..."
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Bellucci posta e... si scatena l'inferno: "Muori tu e i tuoi genitori, figlio di p..."

Venerdì 20 febbraio 2026
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Il tennista lombardo attaccato sui profili social. Il problema? Aver perso una partita. La questione, in parte legata agli scommettitori, sta dilagando

Il tennista lombardo attaccato sui profili social. Il problema? Aver perso una partita. La questione, in parte legata agli scommettitori, sta dilagando

20 febbraio 2026 (modifica alle 15:58) - MILANO

Le pressioni che devono sostenere i tennisti sono fuori dal comune. Uno su mille ce la fa. Perché non è sufficiente servire dei missili, avere i colpi e allenarsi 40 ore a settimana. Se non sei solido di testa, salti. Anche perché a volte subentrano questioni che dovrebbero essere estranee alla quotidianità di un tennista. E' di pochi giorni fa il post con cui l'australiana Destanee Aiava annunciava il ritiro, dedicando una serie di "vaffa" a quello che era il suo sport e prendendosela soprattutto con alcuni scommettitori che, per una schedina persa, non esitano a vomitare i peggiori epiteti sui profili sociali degli atleti. Già, i social. Che hanno accorciato le distanze con quelli che una volta erano degli idoli inavvicinabili, ora invece a portata di clic.

TEMPESTA DI INSULTI

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L'ultimo capitolo di un dossier ogni giorno più ricco riguarda Mattia Bellucci. Il tennista lombardo, semifinalista a Rotterdam 2025 e già numero 63 al mondo, recentemente, dopo aver perso una partita, ha pubblicato un post. E purtroppo è arrivato ogni tipo di commento, in un becerume tanto crescente quanto insopportabile. "Spero che tu muoia in un incidente di macchina e che i tuoi genitori facciano la tua stessa fine". "Perché non smetti di giocare a tennis, stupido figlio di p...". "Quanto c...sei scarso? Spero che ti romperai tutto". Mattia è un ragazzo intelligente e sensibile, col tempo un giocatore del suo livello impara ad andare oltre facendo finta di nulla, concentrandosi sul proprio lavoro. La questione è che esistono ragazzi che si bruciano, travolti da tanto odio. E si può fare ben poco per tutelarli. Anche perché, è risaputo, i leoni da tastiera si nascondono spesso dietro a profili fake. "Ne blocchi 10 e ne spuntano altri 50".

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IMMAGINE

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Il problema investe anche le aziende che sponsorizzano i giocatori, che si ritrovano i propri post letteralemente invasi da messaggi a cui nessuno vorrebbe essere associato. La soluzione al problema è oggettivamente complessa, ma la deriva è sempre più preoccupante.

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