Neve artificiale: pro e contro. Comporta dei rischi per la salute?
Per conservare il ghiaccio si ricorre a speciali additivi. Gli esperti: "Non è tossica, ma attenzione alle cadute"
Per conservare il ghiaccio si ricorre a speciali additivi. Gli esperti: "Non è tossica, ma attenzione alle cadute"
Giacomo Martiradonna 20 febbraio 2026 (modifica alle 17:14) - MILANOIl cambiamento climatico sta radicalmente trasformando la stagione fredda sulle Alpi. Gli inverni si fanno più miti, le precipitazioni irregolari e le temperature spesso sopra la media rendono sempre più difficile garantire un manto nevoso naturale e continuo. Nel tentativo di tamponare l'emergenza, si ricorre quindi a tecnologie di innevamento artificiale, che tuttavia pongono importanti interrogativi non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche sotto il profilo della sicurezza. La neve artificiale è tossica? Gli esperti di Dottore ma è vero che..?, il portale anti-disinformazione della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ne hanno analizzato vantaggi e criticità, e risposto a tutte le domande sull'argomento.
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—Dal punto di vista chimico, la neve tecnica non differisce da quella naturale: è composta da acqua e aria. In natura, i fiocchi si formano quando minuscole gocce nelle nuvole si congelano attorno a nuclei di condensazione e precipitano al suolo. Gli impianti di innevamento replicano lo stesso meccanismo attraverso i cosiddetti cannoni sparaneve, macchinari che nebulizzano acqua in condizioni di temperatura e umidità controllate, fino alla solidificazione. Negli impianti sciistici il processo può essere ottimizzato con l'uso di additivi che facilitano la cristallizzazione anche quando le temperature sono meno ideali. Si tratta di sostanze di origine organica, utilizzate per migliorare l’efficienza e ridurre gli sprechi di acqua ed energia.
Uno dei più usati è Pseudomonas syringae, un batterio presente in natura e utilizzato in formulazioni conformi agli standard di sicurezza europei.
Ci sono dei rischi per la salute?
—Secondo gli esperti, non emergono evidenze di tossicità per gli sciatori che frequentano piste innevate artificialmente. Le proteine impiegate per aumentare l'efficienza del processo di congelamento vengono infatti inattivate nei processi industriali e non risultano patogene per l'uomo. Le valutazioni, tra cui quelle dell'agenzia sanitaria francese, indicano rischi nulli per gli adulti e trascurabili per i bambini. Inoltre, controlli sulla qualità microbiologica dell'acqua e sugli additivi sono effettuati regolarmente nei Paesi europei. Gli unici soggetti potenzialmente più esposti sono gli operatori che manipolano direttamente le sostanze concentrate o effettuano manutenzione agli impianti; in questi casi, l’adozione di dispositivi di protezione individuale riduce il rischio di allergie o contaminazioni.
Quanto ai timori legati a disturbi respiratori, gli esperti chiariscono che eventuali esposizioni a gas nocivi, come monossido di carbonio o biossido di azoto, non sono correlate alla neve artificiale in sé, ma al potenziale malfunzionamento degli impianti in ambienti chiusi, come piste di pattinaggio indoor o arene per l'hockey. Sulle piste all’aperto, il rischio attribuibile alla neve tecnica è nullo. Il vero problema, semmai, è che la neve prodotta artificialmente tende a essere più compatta e ghiacciata rispetto a quella naturale, e ciò aumenta il rischio di cadute e traumi.
neve artificiale, il costo per l'ambiente
—La produzione di neve artificiale ha un impatto importante sulle risorse idriche ed energetiche. In un mondo in cui i ghiacciai si ritirano, l'uso massiccio di acqua per l'innevamento artificiale rende necessaria una riflessione urgente sull'argomento. L'Italia è tra i Paesi alpini più dipendenti dai sistemi di innevamento tecnico: oltre il 90% delle piste risulta dotato di impianti dedicati. Uno stato di cose che impone costi economici elevati per le società di gestione e una crescente esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell'energia.
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