Giusto innovare e guardare al futuro, ma il gigantismo può fare male alle Olimpiadi
La Gazzetta dello Sport

Giusto innovare e guardare al futuro, ma il gigantismo può fare male alle Olimpiadi

Sabato 21 febbraio 2026
7 visualizzazioni

Negli anni discipline e medaglie si sono moltiplicate: c’è l’esigenza di coinvolgere sempre più Paesi e piacere ai giovani, ma i Giochi non devono  snaturarsi

Il dibattito si riaccende ogni due anni, con maggior forza durante le Olimpiadi estive, ma ha coinvolto anche queste invernali di Milano Cortina che vanno verso la conclusione (e già ci mancano): come bilanciare le giuste spinte a innovare con la difesa dello spirito più autentico? Come garantire l’allargamento alle nuove discipline che incontrano i gusti dei giovani e assieme evitare che Giochi ipertrofici finiscano soffocati dalla loro stessa mania di grandezza? Scriveva il Guardian nel commentare le Olimpiadi di Parigi (che hanno visto registrare un aumento del 41% di discipline rispetto a Barcellona del 1992 e del 20% su Londra 2012) che con il gigantismo olimpico "bisogna regolarsi come dopo ogni pasto sontuoso, quando il corpo separa nettamente il nutrimento di cui ha bisogno dalla materia in eccesso". Non la metafora più elegante, ma insomma ci siamo capiti, c’è una scuola di pensiero che suggerisce una dieta. 

Condividi questo articolo