Juve, tutto in discussione. Spalletti si gioca la riconferma, ma anche Comolli è sotto esame
I bianconeri hanno davanti due partite di cruciale importanza contro Galatasaray e Roma. Poi per la proprietà sarà tempo di valutazioni sul tecnico, ma anche sull'Ad Comolli
I bianconeri hanno davanti due partite di cruciale importanza contro Galatasaray e Roma. Poi per la proprietà sarà tempo di valutazioni sul tecnico, ma anche sull'Ad Comolli
Giovanni Albanese Giornalista 22 febbraio - 14:27 - MILANOTutto in una settimana, forse anche meno. Per Luciano Spalletti il futuro bianconero si indirizzerà in due partite: col Galatasaray mercoledì e con la Roma domenica. Niente che possa riguardare esclusivamente l’allenatore, che in questo momento storico del club è semplicemente un pezzo di un puzzle che fatica a comporsi come dovrebbe, ormai da un po’ di tempo: la settimana che arriva è decisiva per la credibilità di tutta la Juventus.
VIDEO: Juve-Como, Di Gregorio e Openda nel mirino, ma per i tifosi il "colpevole" è un altro: i commentistagione negativa
—Dall’ultimo trofeo vinto (la Coppa Italia) nel 2024, i cui festeggiamenti sono stati sporcati dalla reazione rabbiosa di Allegri che hanno portato all’allontanamento del tecnico, dalla Continassa sono passati due dirigenti di riferimento (Giuntoli e Comolli) e tre allenatori (Thiago Motta, Tudor e Spalletti), e ci si ritrova di nuovo al punto di partenza nonostante gli investimenti caratterizzati dagli interventi straordinari della proprietà. Senza la qualificazione agli ottavi di Champions i bianconeri mancherebbero uno dei principali obiettivi minimi (dopo aver bucato anche i quarti di Coppa Italia) e a quel punto l’accesso alla prossima edizione sarebbe solo un modo per riparare a una stagione negativa e ben lontana dalle aspettative: la sconfitta del Como ha arrestato la corsa dei bianconeri al quarto posto, la Roma (che può chiudere già questo turno a +4) dopo la prossima giornata potrebbe spingersi fino a +7 dalla Juve vincendo lo scontro diretto.
questione spalletti
—I risultati condizionano i giudizi ma non le decisioni aziendali, soprattutto sulla guida tecnica. Elkann riconosce a Spalletti la competenza necessaria per costruire delle fondamenta solide e ha un filo diretto con l’allenatore che alimenta diversi ragionamenti, soprattutto quelli relativi alle risorse a disposizione. Il tecnico ha accettato la Juve come una sfida per tirarsi fuori dall’imbarazzo vissuto in nazionale e per riaccendere la propria passione attraverso principi personali: questo lo ha portato a concentrarsi tanto sui singoli, a creare empatia con i top della rosa e a far riscoprire alcune consapevolezze a chi nell’ultimo periodo si era assopito. Ma quando la Juve si è ritrovata a dover fare il passo successivo da squadra, cioè reggere un livello più alto di quello che è bastato per ricompattarsi, si è sgretolata per l’assenza di colonne solide e capaci di dare equilibrio con l’esperienza. A questo punto la proprietà, che ha dettato la linea e non si è tirata indietro quando c'è stato bisogno di interventi finanziari, dovrà valutare separatamente gli operati di Comolli e di Spalletti.
QUESTIONE COMOLLI
—I predecessori di Spalletti sono stati bocciati anche ottenendo risultati migliori di quelli dell’ex Ct, che però a differenza di altri ha restituito un valore alla rosa in breve tempo e una base su cui poter costruire: con lui o - volendo - senza di lui. Il predecessore di Comolli, cioè Giuntoli, stando ai valori che stanno emergendo negli ultimi mesi sotto la guida di Spalletti (e a quanto sosteneva pure Tudor, che era entrato in polemica con il neo Ad per alcune scelte di mercato estive), ha pagato per molto meno di quello che ha sbagliato fin qui l’uomo al comando della Juventus: le ultime due sessioni di mercato si sono rivelate ampiamente insufficienti alle esigenze della squadra per tornare a un livello vincente, basti pensare ai 45 milioni spesi per una riserva come Openda. A meno che le parti non decidessero di fare fronte comune di fronte alla proprietà, mettendo in discussione le ultime scelte di mercato e rilanciando su una nuova strategia condivisa (Comolli spiegò senza mezzi termini cosa l’avesse spinto a decidere per l’esonero di Tudor), sarebbe complicato uscire fuori da un’altra stagione pessima senza bocciati. A Elkann l’ultima parola.
Leggi anche Juve, in estate caccia a un nuovo numero uno: c'è Vicario in pole, tutti i nomiJuve, ora è vera crisi: lezione del Como allo Stadium (che fischia), la Roma può andare a +4© RIPRODUZIONE RISERVATA