Tachigrafo digitale, cosa cambia: regole, funzionamento e novità 2026
Registra tempi di guida e riposo, ed è già obbligatorio per gran parte dell’autotrasporto professionale di merci e persone. Dal 2026 le regole diventano più stringenti e coinvolgono anche molti furgoni impegnati nei trasporti internazionali
Registra tempi di guida e riposo, ed è già obbligatorio per gran parte dell’autotrasporto professionale di merci e persone. Dal 2026 le regole diventano più stringenti e coinvolgono anche molti furgoni impegnati nei trasporti internazionali
Giuseppe Biondo 22 febbraio - 15:15 - MILANOTempo alla guida, pause e riposo. Tenere traccia dell’alternanza tra queste fasi è il compito principale del tachigrafo, che da qualche anno è diventato digitale. Di fatto è un registratore, uno strumento che registra queste informazioni affinché chi deve effettuare i controlli abbia una panoramica certa, immediata e attendibile su ciò che ha fatto il conducente del mezzo. Il tachigrafo, infatti, è obbligatorio per gli addetti al trasporto di merci o persone che rientrano nel campo di applicazione della normativa europea. Tra pochi mesi questa si farà più stringente, e una categoria di mezzi che in precedenza era esclusa dovrà adottare il tachigrafo digitale. Ecco cosa prevede la normativa.
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COME FUNZIONA
—Il tachigrafo è un sistema composto da diversi elementi. C’è l’unità di bordo, la “scatola” visibile in cabina in cui vengono inserite le carte tachigrafiche. Si tratta di schede personali simili a una carta di credito o alla patente, diverse a seconda del soggetto che utilizza il sistema (conducente, azienda, officina o autorità di controllo), su cui viene memorizzata la cronologia di viaggio. I dati vengono registrati da un sensore collegato alla trasmissione, il quale rileva il movimento (e il fermo) del mezzo e manda le letture all’unità di bordo per la memorizzazione nella carta tachigrafica. L'architettura del tachigrafo e i dati da monitorare sono rigidamente vincolati dal regolamento europeo 165/2014. Velocità, distanza percorsa e attività del conducente sono gli elementi principali registrati anche dai vecchi tachigrafi; quelli di ultima generazione (gli Smart tachograph) possiedono anche un’unità satellitare Gps per i controlli sugli spostamenti e per rendere più efficaci le verifiche, soprattutto nei trasporti internazionali. Il sistema è sigillato in modo da evidenziare eventuali manomissioni. Installazione e procedure di verifica, perciò, devono essere effettuate da officine autorizzate.
I tachigrafi di ultima generazione registrano anche il percorsoNOVITÀ
—Negli ultimi anni il settore dei trasporti su gomma è stato interessato da diverse modifiche normative. Dal 2023 i mezzi pesanti di nuova immatricolazione devono avere di serie il tachigrafo digitale di ultima generazione (Smart tachograph v2). Entro la fine del 2024 l’obbligo si estende anche ai veicoli impiegati nei trasporti internazionali che montavano un tachigrafo analogico o digitale non “intelligente”. Da agosto 2025 l’obbligo si estende anche ai veicoli impegnati nei trasporti internazionali su cui era installata la prima versione dello Smart tachograph. Dal 1° luglio 2026 - salvo proroghe - l’obbligo di tachigrafo digitale (sempre quello di ultima generazione, lo Smart tachograph v2) riguarderà anche molti furgoni: dovranno averlo i mezzi “relativamente” pesanti, cioè di massa superiore a 2,5 tonnellate, impegnati in trasporti internazionali o in operazioni di cabotaggio. Restano escluse dall’obbligo le attività e i veicoli per i quali la normativa europea prevede deroghe specifiche.
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