Officina abusiva in un condominio, tre denunce in provincia di Caserta
Lavoro nero, reati ambientali e disturbo per i condomini: c'era di tutto nell'officina illegale di San Prisco
Lavoro nero, reati ambientali e disturbo per i condomini: c'era di tutto nell'officina illegale di San Prisco
Giuseppe Croce 22 febbraio - 18:12 - MILANOUna vera e propria "bomba ecologica" e un potenziale pericolo per la salute pubblica si nascondevano sotto i piedi degli ignari residenti di un tranquillo palazzo di San Prisco, in provincia di Caserta. I Carabinieri della locale stazione hanno portato alla luce e posto sotto sequestro una vasta officina meccanica e carrozzeria completamente abusiva, operante senza alcuna autorizzazione nel piano interrato di un condominio in cui erano permessi soltanto abitazioni civili e locali commerciali.
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TRE DENUNCIATI
—L'operazione dei Carabinieri ha portato alla denuncia a piede libero di tre individui, ritenuti responsabili a vario titolo di gravi e molteplici violazioni in materia di tutela ambientale. Si tratta di due uomini originari di Orta di Atella (Caserta), rispettivamente di 47 e 26 anni, e di un giovane di 21 anni proveniente da Crispano (Napoli). Le accuse a loro carico delineano un quadro di totale spregio per le normative vigenti: attività di gestione di rifiuti non autorizzata, immissioni in atmosfera prive di alcun controllo e scarico illecito di acque reflue industriali. Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi dei militari dell'Arma, una volta fatto irruzione nel locale sotterraneo di circa 300 metri quadrati, è stato allarmante. L'officina clandestina, perfettamente allestita in ogni sua parte per interventi su auto e scooter, era un coacervo di irregolarità ambientali. Durante la perquisizione, le forze dell'ordine hanno rinvenuto e sequestrato ben 32 motorini, una Fiat Punto e tre telai di auto. Ma a preoccupare maggiormente è stato l'impatto ambientale dell'officina abusiva. Numerosi pezzi meccanici, molti dei quali intrisi di olio motore, erano stati accatastati alla rinfusa all'interno di cassette di plastica forate. Un sistema del tutto illegale per stoccare questi componenti durante le attività in officina, tanto che, al momento dell'intervento dei militari, gli oli esausti gocciolavano liberamente sul pavimento. Non essendoci alcun sistema di raccolta degli oli, ciò creava un elevato e concreto rischio di contaminazione. L'ispezione ha inoltre portato al ritrovamento di quindici pneumatici fuori uso impilati, due batterie di ciclomotori ormai scariche, tre motori smontati in fase di lavorazione e una trentina di ingranaggi. Tutto questo materiale, per le sue condizioni e per l'assenza di bonifica, è stato classificato a tutti gli effetti come rifiuto, rientrante in gran parte nella delicata categoria dei "rifiuti speciali pericolosi".
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I Carabinieri hanno fatto irruzione mentre i tre denunciati stavano verniciando una carrozzeriaSTAVANO VERNICIANDO
—Il blitz dei Carabinieri è scattato, peraltro, in piena flagranza: al momento dell'accesso, infatti, era in corso un'operazione di verniciatura di alcune carrozzerie. L'ambiente, privo di qualsiasi impianto a norma per il filtraggio e l'espulsione delle emissioni, era letteralmente saturo di esalazioni tossiche provocate dalla vernice nebulizzata. Queste emissioni gassose, dannose persino per i tre che gestivano l'officina abusiva, venivano liberate nell'aria senza alcun filtro né, men che meno, autorizzazione, mettendo a rischio la salute delle famiglie residenti ai piani superiori. L'intera area, assieme ai veicoli e ai rifiuti speciali, è stata immediatamente sigillata e sottoposta a sequestro dai militari.
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