Faber Navalis: il robot che stampa le barche in 3D
L'olandese Cead lancia una soluzione hardware-software che promette di abbattere i costi di produzione delle barche entro i 12 metri
L'olandese Cead lancia una soluzione hardware-software che promette di abbattere i costi di produzione delle barche entro i 12 metri
Giuseppe Croce 22 febbraio - 19:35 - MILANO Il sistema Faber Navalis di CeadCostruire barche e gommoni di dimensioni medie potrebbe diventare presto molto più economico, grazie ad un nuovo sistema di stampa 3D che permette di creare scafi in materiale composito dalle dimensioni massime di 12x4 metri. Il sistema si chiama Faber Navalis ("fabbricante di navi", in latino) ed è stato messo a punto dall'azienda olandese Cead Group.
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FABER NAVALIS
—In parole molto semplici, il sistema Faber Navalis è costituito da un braccio robotico prodotto da Comau, al quale è stato applicato un estrusore di una stampante 3D. Il braccio si muove lungo una slitta, tramite un sistema di cingoli, ed è completamente gestito via software. Esattamente come tutte le stampe 3D, anche per le barche stampate da Faber Navalis si parte da un disegno tecnico al computer, che viene poi inviato al software che gestisce il braccio robotico. In questo modo il sistema di Cead segue il disegno e, uno strato dopo l'altro, stampa lo scafo della barca. Con questo metodo è possibile costruire, in un pezzo solo, un intero scafo di dimensioni discretamente grandi. Il sistema hardware di Faber Navalis è stato sviluppato già alcuni anni fa, la vera novità è l'integrazione con il software per la progettazione nautica, che permette di stampare tutto uno scafo in un colpo solo, abbattendo i tempi fino all'80%.
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COSA SI PUO' FARE
—Faber Navalis utilizza come materia prima per la stampa un materiale composito che è più leggero della fibra di vetro (-10% di peso) e più resistente del polietilene ad alta densità. Il risultato è uno scafo leggero, ma resistente e, soprattutto, con bassissimi costi di manutenzione. Il sistema è in grado di lavorare ininterrottamente e in modo autonomo per 8 giorni consecutivi ed è stato testato, negli scorsi 12 mesi, per creare barche "heavy duty" poi utilizzate in applicazioni reali anche molto impegnative. Ad esempio una corvetta di pattugliamento per l'esercito olandese, diversi tipi di barche da pesca, battelli da salvataggio e persino droni navali a guida autonoma.
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