L'Inter e il tesoro del doblete. Scudetto e coppa Italia valgono 23 milioni
La Gazzetta dello Sport

L'Inter e il tesoro del doblete. Scudetto e coppa Italia valgono 23 milioni

Giovedì 26 febbraio 2026
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Solo due volte nella storia i nerazzurri hanno centrato l’accoppiata: così il club può rifarsi dei ricavi persi con l’uscita dalla Champions

Solo due volte nella storia i nerazzurri hanno centrato l’accoppiata: così il club può rifarsi dei ricavi persi con l’uscita dalla Champions

Roberto Maida Giornalista 26 febbraio - 09:09 - MILANO

Si può far finta di niente, minimizzare. Oppure ingigantire gli effetti di una sconfitta inaspettata. L’Inter ha scelto la terza via, sistemarsi sulla linea retta dell’equilibrio, sposando in pieno il ragionamento di Cristian Chivu che ha evidenziato i meriti del Bodo Glimt nel ribaltare il pronostico. In sostanza l’eliminazione pesa, molto più di quanto non affermi Barella che ha ribadito la vera priorità della squadra ("Da inizio stagione pensiamo a vincere lo scudetto") già svelata qualche settimana fa da Akanji, guarda caso il difensore che ha demolito ogni piano di rimonta con l’errore decisivo. L’eliminazione pesa per il danno di immagine e per l’abbandono prematuro della Champions League, alla quale l’Inter partecipava da vicecampione in carica, ma soprattutto per l’aspetto finanziario: i 15 milioni di ricavi promessi dall’Uefa alle 16 squadre qualificate agli ottavi, compreso il botteghino di San Siro, erano ossigeno per il bilancio. Pesa, sì, ma non schiaccia l’Inter sotto a una pressa di frustrazione insostenibile. È chiaro che quei soldi andranno recuperati in qualche modo per scongiurare un rosso non gradito. Ma le strade per raggiungere l’obiettivo sono diverse: vendere un calciatore, oppure vincere le altre competizioni. 

VIDEO: "Una vergogna perdere contro il Bodo": Chivu non la prende bene e risponde così

Doblete

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L’Inter non realizza la doppietta, scudetto più Coppa Italia, dalla magica stagione 2009-10, quella del triplete di Mourinho. Questo può essere l’anno buono per rinverdire i vecchi fasti: in campionato Chivu, con il record di punti stabilito nelle prime 26 giornate da allenatore esordiente nell’Inter, si è ancorato con la prua a +10 dalla seconda in classifica, il Milan, mentre in coppa deve affrontare il rampante Como in semifinale ed eventualmente la vincente tra Atalanta e Lazio in finale. Le altre big italiane, dal Napoli alla Juventus passando per il Milan e la Roma, sono state già tutte eliminate. 

Tanti zeri

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Dal punto di vista sportivo, il doppio titolo ha un valore enorme: esclusa l’impresa di Mourinho, nessun’altra Inter ha mai centrato i due obiettivi della stessa stagione, a parte il caso del 2005-06 quando Roberto Mancini conquistò la Coppa Italia sul campo e si vide poi assegnare lo scudetto a tavolino per lo scandalo di calciopoli. Pensate se l’accoppiata dovesse riuscire a Chivu, che ha cominciato l’esperienza all’Inter con sole 13 panchine di Serie A alle spalle. L’allenatore emergente resterebbe per sempre nella storia del club, quasi come il maestro José che aiutò a trionfare 16 anni fa da calciatore. Ma il risultato avrebbe ricadute interessanti anche in termini economici. 

Bonus

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La Lega non concede un premio in denaro alla squadra campione d’Italia, alla quale però devolve la quota maggiore dei diritti televisivi venduti. Parliamo di circa 16 milioni che vengono destinati alla prima classificata, 14 alla seconda e così via fino al ventesimo posto. Diverso è il discorso per la Coppa Italia, che frutta poco più di 7 milioni ai sollevatori del trofeo nella finale dello Stadio Olimpico di Roma, quest’anno programmata per il 13 maggio. Ovviamente anche la corsa per cucire la coccarda sulla maglia della prossima stagione assegna premi graduali. Anche il raggiungimento della finale produce ricavi (intorno ai 4,5 milioni) mentre le semifinaliste incassano circa 2,7 milioni. È evidente che le cifre non sono paragonabili agli introiti della Champions ma si tratta comunque di denaro che può servire all’Inter per compensare l’esito indesiderato del playoff contro il Bodo Glimt. 

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VIDEO: Inter-Bodo Glimt highlights: l'erroraccio di Akanji è una condanna

Ideale Occorre aggiungere che ogni azienda preferisce resistere il più a lungo possibile (poi) nella principale macchina da soldi europea: la Champions appunto. Il fondo Oaktree proprietario dell’Inter potrebbe essere appagato nel desiderio di tranquillità finanziaria se l’Inter ripetesse all’infinito l’ultima stagione di Simone Inzaghi, senza titoli sportivi ma con tante gratificazioni economiche. Del resto la conquista dei trofei comporta anche un esborso destinato alla squadra sotto forma di bonus scritti nei contratti. Nel prossimo bilancio l’Inter si accorgerà dunque che i ricavi sono diminuiti e dovrà forse abbassare l’aggressività sul mercato. Ma in caso di doppietta scudetto-Coppa Italia renderà orgogliosi i tifosi e valorizzerà il brand, ottenendo comunque benefici nel medio-lungo periodo. Ciò che diventa memorabile, in ogni business, è anche monetizzabile.

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