Il dramma di Horner, le emozioni di Antonelli: i momenti clou di Drive to Survive 8
In uscita domani su Netflix la nuova stagione che racconta il Mondiale 2025 attraverso immagini e interviste inedite ai protagonisti. Ecco i principali avvenimenti raccontati nelle otto puntate
In uscita domani su Netflix la nuova stagione che racconta il Mondiale 2025 attraverso immagini e interviste inedite ai protagonisti. Ecco i principali avvenimenti raccontati nelle otto puntate
Giusto Ferronato Giornalista 26 febbraio - 11:04 - MILANOL’attesa è finita: l’ottava stagione di Drive to Survive approda su Netflix a soli nove giorni dal via del campionato 2026 in Australia. Venerdì sulla piattaforma di streaming saranno disponibili le otto puntate che ripercorrono alcuni dei momenti salienti del Mondiale 2025. E in questo c’è già la prima novità della produzione di Box to Box Films, che ha deciso di ridurre dai canonici 10 a 8 gli episodi della serie. Secondo il produttore Tom Rogers, è stata una valutazione per mantenere alta la qualità narrativa, preferendo non allungare la narrazione con episodi meno incisivi.
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—In questa ottava stagione viene dato un certo risalto al racconto di alcuni drammi personali. Su tutti spicca quello di Christian Horner, licenziato dalla Red Bull. Lo storico team principal del team di Milton Keynes, finito nel 2024 al centro di una bufera per via delle accuse di “comportamento inappropriato” nei confronti di una dipendente, dopo un’indagine interna era riuscito a conservare il ruolo. Ma l’anno scorso, dopo il GP di Gran Bretagna, la Red Bull ha deciso di tagliarlo ed è stata una caduta rumorosa, che una serie come questa non poteva ignorare. Inedito è il racconto, con Horner che si confessa davanti alle telecamere a casa sua, ammettendo un profondo senso di perdita: "Sento un vero senso di dolore, non ho avuto la possibilità di dire un addio adeguato". Punta il dito contro Oliver Mintzlaff e Helmut Marko come registi della sua uscita, definendosi amaramente come il "cattivo della storia" di fronte ai fischi che il pubblico non gli ha risparmiato alla presentazione londinese della stagione della F1, altra scena drammatica che viene documentata e aumenta il pathos di questa vicenda. Come drammatico il racconto di Jack Doohan, che ha rivelato di aver girato sotto scorta nel GP di Miami.
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—Il trionfo della McLaren ha offerto invece lo spunto per raccontare la tensione della sfida interna tra Lando Norris e Oscar Piastri, un duello così serrato che ha rischiato di agevolare la grande rimonta di Max Verstappen, piegato da Norris solo all’ultimo GP di Abu Dhabi. La sfida McLaren è stata quella di gestire il naturale desiderio di vincere di due piloti e Zak Brown emerge come il leader che deve gestire questa rivalità. Un momento clou è la discussione post-incidente in Canada, dove Brown definisce "bianca o nera" la colpa di Norris. Le telecamere catturano anche il caos nel garage a Las Vegas, dopo la doppia squalifica per l'usura del fondo, un duro colpo psicologico prima della trionfale festa finale ad Abu Dhabi.
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la sfida di kimi
—Non mancano alcuni momenti di grande umanità. Come quello del debutto del nostro Kimi Antonelli in Mercedes. Nel racconto sono ben evidenziati i contorni di questa sfida sportiva, a cominciare dalla portata: riuscirà un ragazzo di soli 18 anni a prendere il posto di una leggenda come Lewis Hamilton? La narrazione è coinvolgente perché mostra le prestazioni di Kimi sotto l’occhio attento (e un po’ paterno) di Toto Wolff, il potente team principal della squadra tedesca che ha fortemente creduto nel ragazzo. E così i podi conquistati diventano come vittorie, momenti di riscatto che bilanciano i bassi che fanno naturalmente parte della stagione di un esordiente, tipo l’incidente con Verstappen in Austria o il difficile GP del Belgio, quando davanti alle telecamere Kimi si mostra durissimo con sé stesso: "Mi vergogno della mia prestazione".
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il podio di nico
—Un altro momento di umanità celebrato in questa ottava stagione è il primo podio in carriera finalmente conquistato da Nico Hulkenberg, a Silverstone con la Sauber, al suo 239° GP in F1. Un risultato che è la punta dell’iceberg di una puntata in cui la vera protagonista è la sfida tra due approcci alla gestione dei team, quello raccontato come più sbrigativo e diretto, a tratti brutale, da parte di Flavio Briatore (Alpine) e quello più umano di Jonathan Wheatley (Sauber, ora Audi), che proprio con Briatore ha lavorato in Benetton ai tempi dei trionfi con Schumacher. Il podio di Hulkenberg, idealmente contrapposto alle difficoltà incontrate dall’Alpine, è l’apice di un racconto in cui la sceneggiatura fa ovviamente pendere la bilancia della narrazione dalla parte del “buono”, sicuramente una delle puntate più coinvolgenti delle otto di questa stagione. Al netto di scelte di sceneggiatura che possono evidentemente piacere o no, anche questa ottava serie di Drive to Survive si conferma un prodotto che cerca di dare agli appassionati di F1 un taglio emozionale dei protagonisti, cogliendoli dietro le quinte, a tratti in alcuni dei momenti più intensi e personali che i tradizionali resoconti dei GP, per forza di cose, non possono documentare. Tutti sanno com’è finita la stagione 2025. Ma il racconto emozionante di quei “come”, per chi ama questo sport e i suoi attori, è un arricchimento.
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