Carne contaminata da steroidi, il duello tra Tara Moore e le istituzioni va avanti
La Gazzetta dello Sport

Carne contaminata da steroidi, il duello tra Tara Moore e le istituzioni va avanti

Giovedì 26 febbraio 2026
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L'atleta britannica, al momento sospesa, continua la sua lotta, ecco che alcuni tornei iniziano ad eliminare la carne dagli alimenti per le atlete per per precauzione

L'atleta britannica, al momento sospesa, continua la sua lotta, ecco che alcuni tornei iniziano ad eliminare la carne dagli alimenti per le atlete per per precauzione

Federica Cocchi Giornalista 26 febbraio - 11:01 - MILANO

Tennisti attenti: la carne è... debole.  Una richiesta di risarcimento da 20 milioni di dollari (circa 17 milioni di euro) per non aver protetto le giocatrici dal rischio di contaminazione da steroidi presenti nella carne di alcuni tornei. È la causa intentata da Tara Moore classe 1992, nata a Hong Kong e professionista dal 2010, che ha costruito la parte più solida della carriera soprattutto in doppio, dove ha toccato il best ranking attorno alla 77ª posizione, mentre in singolare è arrivata fino al numero 145. 

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il caso

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Il caso che la riguarda esplode ad aprile 2022, durante il torneo Wta 250 di Bogotá, in Colombia. Moore risulta positiva a nandrolone e boldenone, scatta la sospensione provvisoria e inizia una lunga battaglia per dimostrare che si trattava di una contaminazione non volontaria. Sostiene fin dall’inizio di non aver assunto sostanze dopanti e indica come possibile spiegazione la contaminazione alimentare, in particolare legata alla carne consumata in quei giorni. A dicembre 2023 arriva una prima svolta: un tribunale indipendente riunito tramite Sport Resolutions, organismo che abbiamo imparato a conoscere durante i mesi del caso Sinner, conclude che è probabile che l’origine delle sostanze sia stata carne contaminata e stabilisce il principio di “No Fault or Negligence”, cioè nessuna colpa o negligenza. 

altra puntata

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Ma la storia non finisce con quell’assoluzione. L’Itia, l’agenzia per l’integrità del tennis, decide di impugnare la decisione e presentare appello. La discussione si sposta sulla solidità della spiegazione e sulla prova scientifica dell’origine della sostanza: secondo l’Itia la ricostruzione non è sufficientemente dimostrata e, in particolare, non sarebbe stato provato in modo adeguato che la violazione fosse non intenzionale. Il 15 luglio 2025 il Tas accoglie l’appello e ribalta la decisione precedente: per Moore arriva una squalifica di quattro anni, con una scadenza che porta fino a dicembre 2027, tenendo conto anche del periodo già trascorso in sospensione provvisoria. È un colpo durissimo che, di fatto, può mettere fine alla carriera della giocatrice britannica. 

risarcimento

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Ed ecco allora che Tara Moore rilancia con la causa di risarcimento nei confronti della Wta. La giocatrice sostiene che, al di là dei procedimenti e delle sentenze sportive, il sistema non le abbia fornito una tutela pratica e preventiva rispetto a un rischio specifico. Se la contaminazione della carne in quel contesto era un problema noto e discusso, allora chi governa il circuito avrebbe dovuto fare di più per informare e proteggere le sue giocatrici. “La Wta aveva una conoscenza concreta e ben documentata del pericolo relativo alla carne contaminata, ma è rimasta in silenzio”, è l’accusa della tennista attraverso i suoi legali. 

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replica e provvedimenti

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Netta la risposta della Wta: “L’arbitrato è stato condotto da un arbitro indipendente e non vi sono basi per annullare il lodo“. Intanto ad Acapulco, l’Atp 500 che si sta giocando in questi giorni, dopo aver sentito della maxi causa, hanno pensato di puntare sulla prevenzione togliendo la carne dal menu del ristorante dei giocatori. Il sito della International Tennis Integrity Agency ha una sezione informativa dedicata proprio a questo tipo di rischi: “In alcune regioni del mondo esiste il rischio che gli alimenti locali vengano contaminati da sostanze proibite durante il processo di produzione. La Wada ha segnalato che clenbuterolo, ractopamina, zilpaterolo e zeranolo o i suoi metaboliti sono utilizzati in Messico, Cina e Guatemala per favorire la crescita di bovini, agnelli, pollame e suini. Nel documento diffuso ai giocatori, l’organizzazione ha fatto presente che nella players lounge saranno messe a disposizione altre fonti proteiche come latticini, prodotti ittici e uova.

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