Pani: "Due anni di inferno, pensavo di smettere. Italia, sono più forte di prima"
Prima la rottura del crociato, poi quella del polso. Era fuori dal 2024: "Ero in down, dormivo tre ore a notte. Mi hanno aiutato gli amici, la famiglia, la preghiera e la meditazione"
Prima la rottura del crociato, poi quella del polso. Era fuori dal 2024: "Ero in down, dormivo tre ore a notte. Mi hanno aiutato gli amici, la famiglia, la preghiera e la meditazione"
Era il 16 marzo del 2024, l’Italrugby aveva appena chiuso il suo miglior Sei Nazioni di sempre e Lorenzo Pani era stato protagonista di una grande vittoria contro il Galles, dominato a casa sua: aveva segnato la meta più bella del torneo, aveva esultato come il suo idolo, Cristiano Ronaldo, tutto quello che un ragazzo di 21 anni poteva sperare. Poi nel momento migliore il ginocchio fa crack. Due mesi dopo si gioca Zebre-Scarlets, classica partita senza pretese di fine stagione, ma Lorenzo sente qualcosa che non va. L’infortunio è tanto brutto quanto subdolo: rottura del crociato. “È stato stranissimo. Ho fatto una finta e ho sentito qualcosa di strano al ginocchio, ma nessun dolore, zero. Infatti ho continuato a giocare, anche se sentivo che qualcosa non andava, ma non avrei mai pensato a una rottura del crociato, tanto che anche i giorni successivi stavo bene, corricchiavo. Poi ho fatto la risonanza ed è venuto fuori quello che non avrei mai pensato. Nel momento migliore della mia carriera poi. La cosa più strana è che continuavo a non sentire dolore: quello è arrivato, forte, dopo l’operazione” racconta il 23enne, estremo dell'Italia e delle Zebre Parma.
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