Furiosa dopo l'Inter, niente proteste contro il Gala: perché la Juve si è comportata diversamente
La Gazzetta dello Sport

Furiosa dopo l'Inter, niente proteste contro il Gala: perché la Juve si è comportata diversamente

Giovedì 26 febbraio 2026
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Alla base della scelta dei bianconeri una scelta di comunicazione, per non far passare in secondo piano l'impresa sfiorata dalla squadra, ma non solo

Alla base della scelta dei bianconeri una scelta di comunicazione, per non far passare in secondo piano l'impresa sfiorata dalla squadra, ma non solo

Filippo Cornacchia Giornalista 26 febbraio - 19:41 - TORINO

"L'espulsione di Kelly? C'è poco da commentare", ha tagliato corto Giorgio Chiellini nel post Galatasaray. Poche parole, ma tanta delusione e frustrazione per una decisione arbitrale che ha penalizzato la Juventus, costretta a giocare in inferiorità numerica contro i turchi dall'inizio del secondo tempo. Un film già visto nelle ultime settimane: i bianconeri sono rimasti in dieci tanto a Istanbul (rosso di Cabal) quanto nel derby d'Italia contro l’Inter (Kalulu). Alla Continassa la sensazione di aver subito un torto è la medesima. Casi, serate e situazioni, però, sono diverse. E differente è stata anche la reazione del dirigente bianconero. Dal duro sfogo di San Siro a braccetto con l'ad Damien Comolli al basso profilo di mercoledì sera, subito dopo l'eliminazione al play-off di Champions. Lo stato d'animo, però, è lo stesso e nelle ultime ore Comolli ha faticato a trattenerlo. "Non mi sono ripreso dalla Champions League - ha detto il dirigente francese da Londra -, penso ci vorranno anni. I nostri tifosi sono stati straordinari e voglio ringraziarli. I giocatori sono stati fantastici. È la prima volta che sono in uno stadio che applaude quando prendiamo un gol. È quello che ci piace del calcio: emozione, frustrazione, il segnale che la squadra è viva e vuole combattere. Cercherò di non farmi sospendere dall'Uefa dopo quello che è successo con l'Inter, ma la decisione dell'arbitro è stata frustrante. Farà male per molti anni”.

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comunicazione

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Chiellini a caldo non ha attaccato il fischietto portoghese Pinheiro - e nemmeno i vertici arbitrali Uefa – soprattutto per non far passare in secondo piano la super prestazione e la rimonta sfiorata da Locatelli e compagni al termine di una partita infinita e giocata ad altissima intensità. Della serie: siamo stati penalizzati dell'arbitro, ma la squadra si è dimostrata talmente compatta e forte da meritarsi la scena e gli applausi. La rabbia era tanta anche mercoledì notte nella pancia dell'Allianz Stadium, però l'ex difensore ha preferito privilegiare l'orgoglio per la reazione mostrata sul campo dai giocatori. Anche per ripartire in fretta in vista della delicata trasferta di Roma e senza sprecare ulteriori energie mentali in veleni.

motivazione

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Dove finisce la comunicazione, comincia la motivazione. Uno sfogo può fare effetto. Urlare sempre può diventare un boomerang, soprattutto internamente. Gli errori arbitrali, per dirla alla Marchisio, danno fastidio ma non possono diventare alibi. E far passare il messaggio alla squadra che si perde unicamente per le sviste arbitrali - e non anche per proprie mancanze, dalla scarsa mira sotto porta a qualche regalo difensivo - può diventare un rischio. E sicuramente non è mentalità vincente, quella che Chiellini conosce alla perfezione e vuole ricostruire alla Continassa.

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dinamica

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E poi ci sono anche altri fattori: dalla dinamica agli atteggiamenti. L'espulsione per doppia ammonizione di Kalulu, causata dalla simulazione dell'interista Alessandro Bastoni (pure lui già ammonito in precedenza), ha avuto un peso differente. I bianconeri avrebbero dovuto giocare quasi mezzo derby d’Italia in superiorità numerica, invece si sono trovati nella situazione opposta (10 contro 11) e con la beffa di dover rinunciare a Kalulu anche nel match successivo contro il Como.

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