Sampdoria-Bari ad alta tensione: chi perde è nei guai
Liguri frenati dopo l’ultimo ko a Mantova, pugliesi in crisi da tempo
Liguri frenati dopo l’ultimo ko a Mantova, pugliesi in crisi da tempo
Filippo Grimaldi Giornalista 27 febbraio - 07:54 - GENOVAL’atterraggio non è stato morbido, perché il ko nel finale di Mantova, una gara che la Sampdoria pensava di avere già messo in cassaforte, ha trasformato l’appuntamento di stasera contro un Bari a dir poco preoccupato nell’ennesima sfida della paura. Se la squadra di Longo attraversa - non da ieri - una fase delicatissima, in campo e fuori, le ambizioni blucerchiate sono state rimesse in discussione dopo che il filotto delle sei partite precedenti – dodici punti complessivi - aveva fatto pensare che davvero gli orizzonti della Samp potessero cambiare all’improvviso, grazie anche al sontuoso mercato di gennaio, puntando perlomeno verso zone più tranquille della classifica. E, forse, pure qualcosa di più.
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—La classifica dice che i pugliesi ancor più della Sampdoria sono obbligati a vincere per uscire da una situazione di classifica sempre più pericolosa. Ma è un concetto, quello su chi stia peggio fra le due squadre, che Gregucci rifugge parlando senza mezzi termini di «scontro diretto». Una realtà di chi deve pensare soprattutto a salvare la categoria. Gregucci aveva avvisato di quanto fosse pericoloso volare troppo con la fantasia e la realtà gli ha dato ragione. Fra l’altro, la sua Sampdoria è ripiombata in piena emergenza, con l’infermeria di nuovo colma. In settimana si sono fermati nell’ordine Barak, Coda (che dovrà stare fermo un mese: ieri l’esito dell’infortunio patito in allenamento) e Viti -, ma i doriani potrebbero recuperare perlomeno le geometrie di Esposito in mezzo al campo, con Begic (tre gol nelle ultime quattro partite giocate) che è riuscito a recuperare in tempo e sarà disponibile per gestire una trequarti con Cherubini probabilmente al suo fianco, dietro all’insostituibile Brunori.
chi segna?
—Il Bari ha evidenti carenze offensive, un ruolino di marcia che nell’anno nuovo è stato sin qui disastroso e solo una vittoria conquistata negli ultimi sedici turni di campionato. Insomma, ce n’è abbastanza per definire questo incontro fra due nobili un po’ decadute come un crocevia senza ritorno, perché perdere può voler dire finire in guai ben peggiori. E guai a ricordare al tecnico doriano i numeri negativi del Bari: «Resta un avversario complicatissimo», dice lui. Complicato, forse, ma pure disperato. Longo non ne fa mistero: «Ci aspettano sei gare in venti giorni, siamo sempre qui a parlare di gare della vita. Ma poi, queste partite, alla fine bisogna vincerle...».
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