Embolia polmonare: dopo infarto e ictus è la terza causa di morte cardiovascolare. Come prevenirla?
Tra difficoltà di diagnosi, ritardi e disuguaglianze territoriali, troppi casi sfuggono ancora alla rete del sistema sanitario nazionale
Tra difficoltà di diagnosi, ritardi e disuguaglianze territoriali, troppi casi sfuggono ancora alla rete del sistema sanitario nazionale
L'embolia polmonare ha un impatto clinico e sanitario importante ma sottostimato. Ogni anno, solo in Italia, si registrano circa 68mila casi, a fronte di poco più di 38mila ospedalizzazioni. Un divario che si spiega con diagnosi non formulate o tardive. Una quota rilevante di pazienti, in altre parole, non viene intercettata dal sistema sanitario. Il dato è ancora più preoccupante se si considera che l'embolia polmonare è una patologia difficile da identificare, caratterizzata da sintomi talvolta aspecifici e da un'evoluzione rapida. Bastano poche ore perché un quadro clinico peggiori drasticamente, e questo spiega il tasso di mortalità del 9,2% della malattia.
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