Sneijder: "Stankovic figlio più forte del padre. Ho perso peso con un reality, e ora gioco di nuovo"
Wes è andato in campo in quarta serie olandese dopo un programma di dimagrimento: "Ci vorrà tempo per capire che impresa ha fatto Chivu, dopo aver ereditato una squadra delusa. Pio Esposito è la benedizione d'Italia, come uomo derby dico lui perché..."
Wes è andato in campo in quarta serie olandese dopo un programma di dimagrimento: "Ci vorrà tempo per capire che impresa ha fatto Chivu, dopo aver ereditato una squadra delusa. Pio Esposito è la benedizione d'Italia, come uomo derby dico lui perché..."
Filippo Conticello Giornalista 8 marzo - 09:31 - MILANOQuesto OSM’75-Focus ‘07, quarta serie olandese, non incatena alla sedia come il derby di Milano, ma deve aver lasciato addosso a Wesley Sneijder almeno una parte dei vecchi brividi: il ritorno in campo ieri a 7 anni e mezzo dal ritiro, anche se in un match amatoriale, è stato ricercato con la dedizione dei giorni migliori. L’ex interista, oggi 41enne, ha perso quasi 10 chili partecipando in patria (molto seriamente) a un reality pensato per la rimessa in forma di vecchi campioni. Non bastasse, è pronto a un altro esperimento tv: a fine marzo sarà nel cast di una “Isola dei Famosi” per ex calciatori. In una località tropicale lo aspettano per faticare altre vecchie leggende olandesi come i fratelli De Boer. "Intanto, mi godo il momento, è meraviglioso giocare di nuovo, divertimento puro. Ma a tornare a San Siro no, non sono pronto...", se la ride felice Wes alla fine del match.
Wesley Sneijder Ex trequartista Wesley Sneijder è nato in Olanda nel 1984. All'Inter dal 2009 al 2013, nel 2010 ha vinto il Triplete e giocato la finale mondialeSneijder, si divertirà pure la sua Inter nel derby?
"Intanto, questo non è un derby, ma il derby. A San Siro senti addosso la storia, anzi le storie perché le squadre sono due. Io ho giocato Real-Barça, che è un Clasico mondiale ma riguarda città diverse, e Galatasaray-Fenerbahce, che fa impazzire Istanbul, ma il fatto che squadre della grandezza di Milan e Inter siano dentro allo stesso stadio, questo è sempre... wow. Poi quest’anno il derby può assegnare definitivamente uno scudetto che è strameritato. Non è come due anni fa, quando l’Inter ha festeggiato in casa del Milan matematicamente, ma se Cristian va a +13 chi mai può pensare di prenderlo?".
Sneijder contro Gattuso in un derbyGià, Cristian, il suo ex compagno di triplete: un giudizio al primo anno nerazzurro?
"Forse serve un po’ di tempo per far capire l’impresa... Chivu ha ereditato una squadra col cuore spezzato per delle delusioni enormi: io c’ero a Monaco di Baviera, un risultato di quel tipo te lo porti addosso. Lui ha trasformato la squadra in una macchina: in Italia vince sempre e, vedendo la distanza dalle avversarie, pensi sia una cosa normale, quasi facile. Invece, è l’esatto contrario, è veramente difficile lasciare i rivali 10 punti indietro: Cristian è stato bravissimo. Nella nostra chat “Triplete” gli scriviamo tutti dopo ogni vittoria: siamo legati per la vita, il successo di uno è il successo di tutti".
Nel 2009 giocai subito il derby e mi sembrava di conoscere Milito ed Eto’o da tutta la vita. Mou vedeva il futuro
Wesley Sneijdersulla sua prima contro il MilanMa se lo aspettava così pronto subito per gestire una panchina importante?
"Non mi piace quando sento dire che un giocatore è già allenatore in campo: puoi essere predisposto, ma non sai mai cosa ne sarà della tua vita. Cristian è sempre stato metodico, intelligente, un osservatore del gioco da dietro perché aveva i piedi da regista. E poi fatemi dire una cosa: sia io che lui amiamo l’Inter, ma in Cristian si vede davvero la scuola Ajax".
Quale è il suo derby di Milano della vita?
"Neanche il tempo di scendere dall’aereo a fine agosto 2009 che José mi fa: “Giochi già col Milan...”. Quanti altri lo avrebbero fatto? È finita 0-4 per noi, mi sembrava di conoscere Milito ed Eto’o da tutta la vita. A fine partita ho capito che Mourinho parlava sul serio quando diceva che gli mancava solo un numero 10 per vincere tutto. Non lo aveva detto per convincermi, vedeva semplicemente il futuro".
Anche Chivu ha la stessa capacità divinatoria?
"Paragoni così non hanno senso, anzi sono pericolosi. Come José, però, Cristian dice quello che pensa senza dover piacere per forza e va dritto per la sua strada. Lui deve difendere l’Inter da tutto e da tutti. Guardate il caso Bastoni, quante polemiche inutili... Prima o poi la gente si stancherà di fischiare, ma mi piace soprattutto la reazione del giocatore: la contestazione gli scivola addosso, è così che si fa".
Come vede la battaglia di centrocampo stavolta?
"Il Milan è una squadra... furba. Ha il carattere del suo allenatore, sa mettersi dietro, aspettarti e punirti, anche perché ha centrocampisti come Rabiot. L’Inter è superiore nel palleggio: ha recuperato ormai Calha, ma l’uomo chiave di quest’anno è Zielinski. L’anno scorso mi chiedevo: 'Ma perché non gioca?'. Ora, invece, la palla passa sempre da lui".
Nella valutazione della stagione quanto pesa l’eliminazione dalla Champions?
"Quest’anno è andata così, ma bisogna partire da un fatto che non tutti hanno capito: il Bodo Glimt è forte, non è lì per caso, sa giocare ad altissimi livelli e non solo in casa. Se non stai bene, ti butta fuori. Ha meritato il passaggio del turno, ma l’Inter ha avuto infortuni importanti: ha giocato il ritorno senza Calha, Dumfries e Lautaro. La delusione resta, ma si va avanti: il modo migliore per dimenticare è prendersi lo scudetto presto, magari già nel derby".
Chi può essere l’uomo copertina a San Siro?
"Avrei voluto dire Denzel Dumfries perché il suo fisico non ce l’ha nessuno, ma arriva da un lungo infortunio: è un giocatore chiave anche per l’Olanda, speriamo torni subito ai suoi livelli e poi faccia un gran Mondiale. Mi auguro resti all’Inter ancora a lungo perché è difficile sostituire un giocatore così completo. Visto che pesa tanto l’assenza di Lautaro, faccio anche io il nome di Pio: lo so, non sono originale, di Esposito ne parlano tutti...".
Ho perso peso grazie a uno show chiamato 'Di nuovo in forma'. Tornare in campo è stata una gioia
Wesley Sneijdernumero 10 dell'OSM '75Se ne parla troppo o il ragazzo lo merita?
"Pio è la benedizione dell’Italia, la punta che mancava e che guida un movimento. Sperando ci raggiungiate al Mondiale, sennò sai che noia... (ride, ndr). È già pronto, con l’Arsenal in pochi minuti ha impressionato tutti. E poi Lautaro gli ha preso le misure, sa adattarsi e si muove di conseguenza. Insieme possono fare 50 gol l’anno perché l’Inter deve pensare a vincere pure in futuro".
Ha idee per questo proposito?
"Dall’Olanda noi guardiamo con attenzione il campionato belga. State vedendo anche voi cosa combina al Bruges ogni settimana il figlio di Dejan? Deki non si offenderà, ma Stankovic figlio sta diventando più forte di Stankovic padre. Me lo ricordo bambino, vederlo così forte mi fa sentire vecchio, quindi dovrei essere arrabbiato con lui... In realtà, gli auguro ogni bene e spero che l’Inter lo riporti a casa".
E lei, a casa sua, come sta?
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"Bene, prima di partecipare a 'Football Island' ho perso peso grazie a uno show chiamato Nog Eén Keer Fit, 'Di nuovo in forma'. Mi ha dato un percorso strutturato di dimagrimento e la giusta motivazione: è stato un lungo viaggio, ma sapevo di poter migliorare. Tornare adesso in campo per qualche minuto è stata una gioia per tutta la famiglia: nell’OSM’75, a Maarssen, provincia di Utrecht, mio fratello Jeffrey è assistente allenatore e l’altro mio fratello, Rodney, fa il giocatore. Mancavo solo io".
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