Dimentichi i nomi? È più comunque di quanto pensi. Ma ecco come evitarlo
Un metodo semplice può aiutare a ricordare i nomi delle persone appena incontrate
Un metodo semplice può aiutare a ricordare i nomi delle persone appena incontrate
Riccardo Cristilli 8 marzo - 11:10 - MILANOQuante volte può essere successo che una nonna o un nonno confondono i nomi dei nipoti, ma anche una mamma o un papà durante qualche discussione possono lasciarsi scappare il nome di un figlio rispetto a un altro? Dimenticare i nomi delle persone, anzi sarebbe meglio dire confondere i nomi delle persone che si conoscono, è un disturbo più frequente di quanto si possa immaginare, senza contare la nebbia che avvolge la mente quando ci si presenta con una persona sconosciuta.
VIDEO: Zuccheri: quali dobbiamo scegliere per la dietadimenticare i nomi
—Questi piccoli problemi sono più frequenti di quanto si possa immaginare, non a caso ci sono diversi studi che provano a trovare una spiegazione ma anche a fornire dei potenziali rimedi. Rientra nella stessa problematica di quando non ci si ricorda il nome di una celebrità e si usa la famosa espressione “ce l'ho sulla punta della lingua”. La psicologa Samantha Deffler dello York College ha studiato questi fenomeni evidenziando come confondere o dimenticare i nomi è assolutamente frequente e non è da considerare come un aspetto preoccupante. Non è necessariamente il segno di un declino cognitivo, anche se avviene tra gli anziani. Secondo gli esperti esistono delle dimenticanze fisiologiche legate al funzionamento stesso del cervello umano che trova alcune situazioni più insidiose per la mente.
volti e nomi
—Un esperimento inglese degli anni '80 chiamatoil paradosso Baker/baker, facendo riferimento sia al cognome Baker che alla parola baker che vuol dire fornaio in inglese, ha mostrato come per le persone è più facile ricordare che una persona è un fornaio piuttosto che il suo cognome. Infatti si tende ad associare un volto a una professione, quindi incontrando per strada il proprio fornaio di fiducia anche fuori dal proprio contesto lavorativo e sociale, è più facile che ci si ricordi che è il fornaio piuttosto che il suo nome. Anche lo stato d'animo di quel momento in cui si cerca di ricordare un nome ne condiziona il ricordo. Per esempio una mamma che sta rimproverando un figlio ed è agitata, potrebbe usare il nome di un altro figlio in modo del tutto involontario.
gli errori
—Sostanzialmente è come se la mente aprisse un file errato del proprio archivio. Uno studio dell'UniSR (università vita e Salute del San Raffaele) ha mostrato come tra le cause di questi errori c'è una scarsa attenzione. Nei casi di un incontro tra sconosciuti può capitare che non si presti la giusta attenzione all'informazione ricevuta, sia per scarsa propensione che per i pensieri che riempiono costantemente la nostra mente. Soltanto ascoltando con attenzione e concentrazione è possibile superare questo problema. Ovviamente c'è anche il contesto da considerare, se ci si trova in un luogo affollato con altri stimoli è più facile che la mente si distragga.
il metodo Suave
—“L'arte della memoria è l'arte dell'attenzione” ha spiegato Jim Kwik, esperto di memoria in un podcast dell'autrice americana Mel Robbins, che ha proposto un metodo per ricordare il nome di una persona usando l'acronimo Suave:
- S come say, dire, nel senso di ripetere il nome della persona incontrata;
- Usa il nome nel dialogo con l'altro, naturalmente in modo naturale e senza forzature;
- A di Ask,chiedi spiegazioni su quel nome soprattutto se è insolito perché aiuterà a focalizzarlo;
- Visualizza il nome, associalo a un'idea o a una storia;
- E di End per consigliare alla persona di ripetere il nome alla fine della conversazione nel momento in cui ci si saluta, un modo per ribadirlo nella propria mente.
L'importante è non farsene un cruccio e pensare che dimenticarsi un nome è qualcosa di normale e non rappresenta necessariamente un problema.
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