Russell-Antonelli e Leclerc-Hamilton: le sfide interne in Mercedes e Ferrari fanno già scintille
La Gazzetta dello Sport

Russell-Antonelli e Leclerc-Hamilton: le sfide interne in Mercedes e Ferrari fanno già scintille

Lunedì 9 marzo 2026
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La prima gara della stagione ha segnalato Mercedes e Ferrari come prime forze. Col passare delle gare, l'assenza di gerarchie interne e la grande ambizione iridata dei 4 piloti protagonisti potrebbe regalare situazioni roventi. E ci sono già i primi segnali  

La prima gara della stagione ha segnalato Mercedes e Ferrari come prime forze. Col passare delle gare, l'assenza di gerarchie interne e la grande ambizione iridata dei 4 piloti protagonisti potrebbe regalare situazioni roventi. E ci sono già i primi segnali  

Giusto Ferronato Giornalista 9 marzo 2026 (modifica alle 18:24) - MILANO Il podio australiano: da sin Antonelli, Hywel Thomas( Mercerdes), Russell e Leclerc

"Un feeling incredibile": con queste parole un raggiante George Russell è sceso dalla Mercedes W17 ad Albert Park, il sorriso di chi sa di aver appena scritto la prima pagina di un'era nuova. Si è girato, ha parlato con i meccanici, ha abbracciato Toto Wolff. Ha incrociato Kimi Antonelli, giunto secondo a meno di tre secondi, e niente. Non un cenno, non una pacca sulla spalla. Dettagli. Forse. O forse i primi segnali di una tensione destinata a crescere? Dietro alle Frecce d’argento le due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Il monegasco è stato per un tratto di gara in lotta per la prima posizione. Poi nel finale ha visto il compagno di squadra avvicinarsi sempre di più, per nulla rassegnato. Perché Lewis è uno che i segnali sa lanciarli: il comprimario non intende farlo.

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nuove regole e non solo

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Il GP d'Australia è stato dominato dal dibattito sulle nuove regole, sulla nuova procedura di partenza, sui sorpassi improvvisi e sulle monoposto che dovevano gestire e recuperare l’energia. Ma c’è stata anche una gara con un primo verdetto sportivo: Mercedes e Ferrari si sono rivelate le prime due forze della F1 2026. Russell ha vinto sfruttando la VSC al giro 11, Antonelli ha rimontato dal settimo posto fino al secondo con una gara di sostanza, Leclerc ha tenuto testa alla Mercedes nei primi dieci giri, Hamilton ha chiuso quarto a sei decimi dal compagno dopo essere partito settimo. La lotta per il Mondiale sembra passare da Brackley e Maranello: e dentro quei box, le dinamiche interne mostrano già i primi segnali di possibili, se non addirittura probabili, scintille in arrivo tra compagni di squadra. 

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i segnali di george

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In Mercedes, Russell si è presentato a Melbourne da favorito per il titolo. Nei giorni precedenti aveva evitato con cura di indicare Antonelli come rivale diretto, concentrando le risposte sulla sfida con Ferrari, McLaren e Red Bull. Ha parlato del titolo 2025 di Norris come motivazione personale, si è descritto come pronto a dare tutto, ma sul compagno è rimasto vago, quasi evasivo. È il comportamento di chi percepisce una minaccia e sceglie di non legittimarla. Antonelli, prima della stagione, aveva definito Russell "il benchmark della griglia", aggiungendo però che il suo obiettivo è "lottare per il Mondiale". E di cominciare a "rompere le scatole a George" che a suo parere, e c’è da credergli, inizia a guardarlo in modo diverso. Wolff, mentore del bolognese fin dalle categorie giovanili, non ha smorzato queste ambizioni, limitandosi a dire che non si aspetta il 19enne subito al livello di Russell. Un’ovvia cautela diplomatica. Ad Albert Park, nonostante la partenza compromessa da un problema di batteria, Antonelli ha mostrato un passo gara notevole nella seconda metà della corsa. Ma soprattutto è stato bravo a reagire all’errore durante le libere 3, quando ha sfasciato la macchina, ma poi è tornato in pista qualificandosi in prima fila. Russell lo sa. Sa che il compagno migliora weekend dopo weekend, come aveva già dimostrato nella seconda parte del 2025. E sa che Wolff crede profondamente nel talento di Kimi. Parole e comportamenti di George ormai sono chiari: non c’è ostilità, ma ci sono i segnali di chi ora sa che il ragazzino è una reale minaccia. Sportivamente parlando, si intende. 

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la fame di lewis

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Ai box del Cavallino si vive una dinamica diversa, ma altrettanto delicata. Leclerc è all'ottavo anno in rosso e, a parte l’inizio del 2022, non ha mai avuto tra le mani una macchina potenzialmente così competitiva fin dal via. Ha battuto Hamilton in qualifica — quarto/settimo — e in gara. Hamilton, però, nel finale stava recuperando a ritmo impressionante: "Un paio di giri in più e avrei preso Charles", ha confermato. E ancora: "La macchina è fantastica, mi sono davvero divertito. Non è impossibile colmare il gap con la Mercedes". Hamilton è arrivato a Maranello con un obiettivo mai nascosto: l'ottavo titolo, quello che lo renderebbe il pilota più vincente nella storia della Formula 1. Dopo un 2025 senza podio, si è presentato in Australia rigenerato: "Il pilota dell'anno scorso non lo vedrete più". La fame è intatta, a 41 anni. 

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sottile equilibrio

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Leclerc però non intende certo farsi da parte proprio adesso. Il monegasco vuole il primo Mondiale con la stessa intensità con cui Hamilton insegue l'ottavo. La convivenza si regge sull'obiettivo comune di avvicinare la Mercedes, ma se e quando la SF-26 diventerà la macchina da battere, l'equilibrio interno potrebbe essere messo a dura prova. Il team radio con cui Hamilton ha segnalato ai box che almeno una delle due Ferrari avrebbe dovuto imitare la strategia delle Mercedes lascia intendere come l’inglese sia sul pezzo, carico, consapevole delle possibilità. Sono anche segnali lanciati al team, lui sa come funziona il gioco. Per la Ferrari gestire la lotta per la vittoria di due galli come Charles e Lewis sarebbe un piacevole problema, perché vorrebbe dire competitività. Ma per Fred Vasseur e la scuderia sarebbe una sfida affatto da ridere. Si profila un duello Mercedes-Ferrari. Ma i duelli interni ai due box potrebbero essere ancora più bollenti.

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