Bmw i3, la Serie 3 diventa elettrica nel segno della Neue Klasse
La Gazzetta dello Sport

Bmw i3, la Serie 3 diventa elettrica nel segno della Neue Klasse

Mercoledì 18 marzo 2026
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Look moderno con richiami al passato e proporzioni completamente diverse: la berlina media bavarese rinasce nell'ottava generazione in due modelli distinti, di cui l'elettrica i3 è la prima ad arrivare sulla piattaforma della Neue Klasse

Look moderno con richiami al passato e proporzioni completamente diverse: la berlina media bavarese rinasce nell'ottava generazione in due modelli distinti, di cui l'elettrica i3 è la prima ad arrivare sulla piattaforma della Neue Klasse

Giacomo Ruben Martini 18 marzo - 11:01 - MILANO L'effetto tridimensionale della mascherina e i cerchi da 21 pollici di questa i3 con allestimento M Sport e colore Le Castellet Blue metallic

Si apre una nuova fase per la berlina media di Bmw. E questa volta si tratta di un cambio strutturale. L’ottava generazione della Serie 3 è, per la prima volta in Europa, anche elettrica. Il nome può generare confusione: i3 è stato quello della citycar in carbonio del 2013 e una Serie 3 a batterie è già esistita per il mercato cinese. Ma oggi il discorso è diverso. La nuova i3 non è un esperimento parallelo: occupa nella gamma elettrica lo stesso spazio che la Serie 3 occupa da sempre nella gamma tradizionale. La berlinatermica continuerà ad esistere: sarà presentata nei prossimi mesi con motori a benzina, diesel e ibridi, e avrà un aspetto molto simile, anche se con proporzioni diverse. Perché sotto la carrozzeria sarà totalmente un’altra auto. La i3 nasce infatti su una piattaforma nativa elettrica, la Neue Klasse, la stessa della iX3 che abbiamo guidato qualche mese fa. E qui sta il punto: Neue Klasse non è solo un’architettura tecnica, ma un modo diverso di concepire una Bmw, sia stilisticamente, sia dal punto di vista dell'esperienza di bordo. E questa nuova filosofia coinvolgerà anche la prossima Serie 3 termica.

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La i3, a discapito della lunghezza di 4,77 m e 1,86 m di larghezza, ha l'aspetto di una berlina molto compatta

nostalgia intelligente

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Bmw chiude definitivamente la lunga stagione di evoluzione stilistica iniziata nei primi anni Duemila. Le auto della Neue Klasse introducono un linguaggio più geometrico, più essenziale, che guarda ai modelli degli anni Settanta-Ottanta senza copiarli. Osservando la i3 da alcune angolazioni sembra addirittura di rivedere alcune Bmw del passato, ma qui colpisce subito il cofano corto e spiovente. È la conseguenza più evidente dell’assenza di un motore a combustione interna montato longitudinalmente. Il doppio rene inoltre non è più una griglia funzionale, ma una mascherina luminosa a sviluppo orizzontale e, guardandola dal tre quarti anteriore, se ne percepisce l'effetto tridimensionale. Non si tratta di un elemento tecnico, ma di un mero segno distintivo. I fari sono sottili, lo sguardo è affilato, le superfici tese. Rimane, accennato, il "gomito di Hofmeister": l'angolo disegnato dai vetri del terzo montante, un'idea di Wilhelm Hofmeister, direttore della progettazione Bmw dal 1955 al 1970. Nella nuova i3 permane anche l’impostazione da berlina classica con tre volumi definiti. Va detto che la berlina media bavarese non è mai stata così grande: le dimensioni ora raggiungono i 4,77 metri di lunghezza e 1,86 m di larghezza. Non una sorpresa, considerando che la Bmw Serie 5 misura 5,06 metri.

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definita dal software

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Oggi le elettriche più competitive non si distinguono solo per batterie e motori, ma per l’architettura software. Bmw in tal senso con la Neue Klasse ha cambiato radicalmente approccio. Via la moltitudine di centraline sparse per l’auto, collegate da centinaia di metri di cavi. Al loro posto quattro “supercervelli” centralizzati che gestiscono, rispettivamente, infotainment, guida automatizzata, funzioni di base e dinamica di marcia. Meno cablaggi, meno complessità, maggiore velocità di calcolo. È una scelta necessaria se si vuole competere con costruttori che sul software hanno costruito il proprio vantaggio competitivo. La velocità di risposta dell'auto e la gestione della batteria diventano elementi tecnici tanto quanto la potenza.

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la guida al centro

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 Su questa piattaforma l'arduo compito di mantenere intatta l'immagine della berlina per gli amanti della guida spetta all'Heart of Joy, uno dei quattro "supercomputer". Gestisce motore, freni, parte dello sterzo, ricarica e recupero di energia. La casa parla di tempi di risposta dieci volte più rapidi rispetto ai sistemi precedenti. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è una dinamica più pulita, meno interventi correttivi, traiettorie più coerenti. È un passaggio chiave: l’elettrico non viene presentato come alternativa “razionale”, ma come evoluzione della precisione di guida. A tal proposito, nel 2027 la rivoluzione arriverà anche nel reparto M: sarà la volta di una "vera M" elettrica con quattro motori, uno per ruota. Parallelamente, gli aficionados del marchio possono tirare un sospiro di sollievo: la casa dell'elica ha già confermato l'arrivo della M3 con motore sei cilindri benzina entro il 2030.

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Il frontale ricorda alcune Bmw del passato, soprattutto degli anni Settanta e Ottanta

abitacolo minimale

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L’abitacolo riprende fedelmente quanto anticipato dalla concept e già visto sulla iX3. Al centro c’è uno schermo da 17,9 pollici leggermente orientato verso il guidatore. Davanti, invece di un classico quadro strumenti, troviamo il Panoramic Vision: una fascia proiettata alla base del parabrezza che raccoglie le informazioni principali in modo personalizzabile. Siamo già saliti a bordo della i3 e abbiamo riscontrato una posizione di guida diversa da quella a cui la Serie 3 ci ha abituati: le batterie sotto il pavimento alzano la seduta e riducono leggermente lo spazio per la testa. Non è un dettaglio secondario, ma l’impressione generale è quella di un cockpit ordinato e che libera spazio per favorire la visibilità.

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La i3 debutta nella versione 50 xDrive da 469 cavalli, con due motori – sincrono sull'asse posteriore e asincrono su quello anteriore -  per massimizzare efficienza e prestazioni. La batteria utilizza nuove celle cilindriche ad alta densità energetica. Il principio è “cell-to-pack”: niente moduli intermedi, le celle sono integrate direttamente nel pacco, che a sua volta diventa parte strutturale dell’auto. Questo consente maggiore rigidità e un design più basso, elemento non scontato su una berlina elettrica. L’architettura è a 800 volt e consente ricariche ad alta potenza, con velocità fino a 400 kW (ma compatibili anche con colonnine più lente, oltre alla corrente alternata fino a 22 kW). Arriveranno anche versioni più semplici, con singolo motore e trazione posteriore, per ampliare la gamma verso il basso.

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driving machine

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La i3 sfrutta una batteria più sottile per abbassare il baricentro. Di serie adotta uno schema di sospensioni anteriori a doppio snodo e un multilink posteriore, con ammortizzatori a smorzamento dipendente dalla corsa. Per le versioni a trazione integrale è disponibile l’assetto adattivo M. Sul fronte Adas, la logica è quella della “symbiotic drive”: il sistema non si disattiva se il guidatore interviene leggermente su volante o freno, ma integra le correzioni. È un approccio più collaborativo e meno “rigido”. Ci ha già convinti sulla iX3 e conferma che anche nella sua versione elettrica, Bmw vuole ancora essere ricordata per il piacere di guida.

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