Inter, Lautaro lavora senza sosta: nel mirino il rientro contro la Roma
Ieri soltanto lui e Mkhitaryan ad Appiano Gentile. Nessun rischio a Firenze, il suo viaggio scudetto riparte a Pasqua
Ieri soltanto lui e Mkhitaryan ad Appiano Gentile. Nessun rischio a Firenze, il suo viaggio scudetto riparte a Pasqua
Guendalina Galdi Giornalista 20 marzo - 15:22 - MILANOImmaginate una casa con un salone molto generoso e, questo, immaginatelo pieno di palloncini bianchi e celesti che colorano il soffitto. Poi altri quattro, sul tavolo, che compongono la parola "papà". Ecco, casa Martinez ieri mattina si presentava più o meno così. La moglie del Toro, Agustina, ha documentato tutto sui social durante una festa del papà in cui comunque suo marito, dopo aver ricevuto i doni e gli abbracci dei figli Nina e Theo, è andato ad Appiano Gentile. Lavoro personalizzato e corsa in campo nel centro sportivo deserto (c’erano soltanto lui e l’altro infortunato, Mkhitaryan che ha proseguito con le terapie) perché ieri Cristian Chivu ha concesso un altro giorno di riposo ai suoi.
VIDEO: Inter, chi resta e chi se ne va? Le nostre previsioniArrivederci a Pasqua
—La storia recente è nota: poco più di un mese fa Lautaro si è infortunato sul campo del Bodo e da allora non si è più visto. O meglio, si è visto eccome ma in tribuna, a bordocampo o vicino alla panchina per far sentire la sua vicinanza ai compagni; ma non gioca una partita da 30 giorni. E la trasferta di Firenze di dopodomani non si trasformerà nella partita del ritorno in campo. Perché rischiare? Al netto della volontà del giocatore, che scalpita per tornare a indossare la sua 10 e la fascia, la cautela domina. Il calendario in tal senso aiuta anche. Dopo la Fiorentina, la sosta per le nazionali piomba come la più benefica delle pause. Due settimane senza partite in cui, a Milano, Lautaro potrà rigenerarsi e completare il recupero senza alcuna fretta visto anche che il suo ct Scaloni l’ha lasciato fuori dai convocati dell’Argentina. Niente Albiceleste né amichevole-evento con e per Messi a Buenos Aires, davanti a lui “solo” 14 giorni di serenità e allenamenti con vista sull’appuntamento di Pasqua contro la Roma, squadra contro cui ha giocato 14 volte e nella metà delle occasioni ha vinto. Quella sì che sarà la gara da cui riprendere il suo personale discorso scudetto.
Voglie argentine
—Non poter vestire la maglia della nazionale fa male quanto il mese da spettatore in nerazzurro. Ma riavere il vero Lautaro è troppo più importante di qualsiasi frenesia che può rivelarsi un boomerang. La voglia di Argentina nel Toro è sempre tanta e, recentemente, ha spiegato anche quanto un giorno gli piacerebbe vestire di nuovo la maglia del "suo" Racing, club che l’ha cresciuto e lanciato. "Il mio sogno è tornare a giocare lì per almeno un anno, non so quando". Il presidente Milito lo accoglierebbe a braccia aperte, ma allo stesso tempo nessuno meglio di lui sa quanto sia importante prima togliersi certe soddisfazioni all’Inter.
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