Come proteggere il seno durante l’attività sportiva secondo il senologo
La Gazzetta dello Sport

Come proteggere il seno durante l’attività sportiva secondo il senologo

Domenica 22 marzo 2026
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Il reggiseno sportivo è il primo alleato di una donna che fa sport: scopriamo quale scegliere e quali precauzioni adottare per evitare dolori e invecchiamento precoce del seno

Il reggiseno sportivo è il primo alleato di una donna che fa sport: scopriamo quale scegliere e quali precauzioni adottare per evitare dolori e invecchiamento precoce del seno

Anna Castiglioni 22 marzo - 12:32 - MILANO

Molte donne pensano che l’attività fisica, soprattutto quella che coinvolge la parte superiore del corpo, possa tonificare il seno. In realtà si tratta di un’idea piuttosto diffusa ma non corretta dal punto di vista anatomico. Per capire meglio cosa succede davvero al seno durante lo sport e quali precauzioni adottare, ne abbiamo parlato con Federico Frusone, chirurgo senologo. Il primo punto da chiarire riguarda proprio la struttura del seno. "Il seno non è fatto da muscoli", spiega Frusone, che aggiunge: "È composto da tessuto ghiandolare, tessuto adiposo e da una rete di connettivo, i cosiddetti legamenti di Cooper, che hanno la funzione di sostenerlo". Questo significa che il seno non può essere tonificato con l’allenamento. L’attività fisica può comunque avere effetti indiretti positivi. "Lo sport migliora la postura e rafforza i muscoli pettorali che stanno sotto la mammella. Questo contribuisce al sostegno del torace, ma non cambia la struttura del seno in sé".

VIDEO: Fare attività fisica regolarmente è cruciale per la nostra salute

come si muove il seno quando fai sport

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Durante l’attività sportiva il seno non rimane fermo. Al contrario, compie movimenti in tre dimensioni: verso l’alto e il basso, lateralmente e in avanti e indietro. L’intensità di questi movimenti varia molto a seconda della disciplina praticata. Negli sport che prevedono corsa o salti – come running, pallavolo, basket o atletica – la sollecitazione è particolarmente evidente. "Durante la corsa il seno può avere escursioni anche di dieci o quindici centimetri", spiega Frusone. "Il movimento è soprattutto verticale e laterale". Anche nelle attività che comportano continui cambi di direzione o impatti con il terreno, come molti sport di squadra, le sollecitazioni possono essere intense. In discipline diverse, come la scherma o alcune forme di allenamento con i pesi, il seno è coinvolto in modo indiretto attraverso il lavoro dei muscoli del torace.

il ruolo dei legamenti di cooper

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Il continuo movimento della mammella può mettere sotto stress le strutture che la sostengono, in particolare i legamenti di Cooper, una rete di tessuto connettivo che contribuisce a mantenere la forma del seno. "Questi legamenti sono la componente stabile che crea una sorta di rete tridimensionale di sostegno", spiega Frusone. "Se vengono sollecitati e stirati ripetutamente, con il tempo possono perdere elasticità". Questo fenomeno può favorire un cedimento più rapido dei tessuti e contribuire a quello che il senologo definisce "un invecchiamento accelerato del seno". In alcuni casi può comparire anche dolore persistente alla mammella.

perché il reggiseno sportivo è fondamentale

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Per ridurre queste sollecitazioni il principale strumento di protezione è il reggiseno sportivo. "Serve qualcosa che contrasti l’effetto della gravità e limiti il movimento della mammella", spiega Frusone. "Il reggiseno sportivo è a tutti gli effetti uno scudo e un presidio di protezione". Il suo compito è ridurre l’escursione del seno durante l’attività fisica e distribuire meglio le sollecitazioni generate dal movimento. Tuttavia, scegliere il modello giusto non è sempre così semplice. Uno degli aspetti più importanti è la taglia corretta, che non riguarda soltanto la circonferenza del torace ma anche la coppa. "Molti reggiseni sportivi permettono di scegliere solo la taglia, ma servono entrambe le misure: la circonferenza e la coppa". Anche le spalline regolabili sono un elemento utile perché permettono di adattare il sostegno alle diverse attività sportive e alle variazioni che il seno può avere durante il ciclo mestruale. "A seconda dello sport e della fase del ciclo cambia il tipo di compressione che serve", spiega Frusone.

quando il reggiseno sportivo non è adatto

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Uno degli errori più comuni è utilizzare un reggiseno sportivo troppo stretto o, al contrario, troppo largo. Nel primo caso la compressione eccessiva può causare fastidio e dolore. "Quando il reggiseno comprime troppo si crea una pressione meccanica sulla mammella", spiega Frusone. "Soprattutto in alcune fasi del ciclo può ostacolare temporaneamente il drenaggio dei liquidi e provocare dolore". Nel tempo questa condizione può favorire un ristagno di liquidi nei tessuti, responsabile di quella sensazione di tensione o indolenzimento che alcune donne avvertono anche dopo l’allenamento. All’estremo opposto c’è il problema del sostegno insufficiente. Un reggiseno troppo largo o ormai usurato non riesce più a limitare il movimento della mammella. "Come qualsiasi capo tecnico, anche il reggiseno sportivo con il tempo perde elasticità", ricorda il senologo.

perché evitare il reggiseno con ferretto

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Durante l’attività sportiva è sconsigliato usare il reggiseno tradizionale, soprattutto se dotato di ferretto. La struttura rigida non è progettata per gestire le sollecitazioni del movimento. "Il ferretto crea una barriera rigida sotto la mammella", spiega Frusone. "In alcuni casi, se utilizzato per anni in condizioni di compressione, può favorire la formazione di tessuto fibroso nella zona sottostante". Questo ispessimento può diventare visibile anche negli esami diagnostici, come l’ecografia, e talvolta può generare dubbi interpretativi.

dolore al seno durante lo sport: non sempre è la mammella

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Non tutto il dolore percepito nella zona del seno ha origine nella mammella. In alcune discipline, soprattutto quelle che coinvolgono intensamente la parte superiore del corpo, il fastidio può derivare dai muscoli o dalle strutture della gabbia toracica. "In sport come pesistica, crossfit, scherma o pallavolo può comparire un dolore che sembra mammario ma che in realtà è intercostale o legato allo stiramento del grande pettorale", spiega Frusone. Distinguere l’origine del dolore è importante perché le cause e i trattamenti possono essere diversi.

attenzione anche all'igiene e all'umidità

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Durante l’attività sportiva si crea spesso un ambiente caldo e umido sotto il seno, soprattutto quando il reggiseno rimane a contatto con la pelle per molte ore. "Quando si usa lo stesso reggiseno sportivo per troppo tempo, o si rimane a lungo con un costume bagnato, si può creare un microambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi", spiega Frusone. In questi casi possono comparire irritazioni dell’areola o del capezzolo, piccole crosticine o cambiamenti della pelle. Anche alcune secrezioni dal capezzolo possono essere il segnale di un’infezione locale.

quando è il caso di consultare uno specialista

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Il dolore al seno viene spesso considerato inevitabile e molte donne non pensano di rivolgersi a uno specialista. In realtà esistono alcuni segnali che meritano attenzione. "Il primo è quando il dolore persiste anche dopo la fine del ciclo", spiega Frusone. "Oppure quando è presente anche senza toccare la mammella". Altri segnali da non sottovalutare sono il dolore localizzato da un solo lato, la comparsa di un nodulo palpabile, secrezioni anomale dal capezzolo o cambiamenti persistenti della pelle della mammella.

sport con le giuste precauzioni

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L’attività fisica rimane una delle abitudini più importanti per la salute generale e non deve essere evitata per timore di danneggiare il seno. Tuttavia, proprio perché la mammella è formata da tessuti delicati e privi di muscoli, è importante proteggerla durante l’allenamento. "Molte donne pensano che il dolore al seno sia inevitabile", conclude Frusone. "In realtà ci sono molte situazioni in cui si può prevenire o ridurre semplicemente adottando le giuste accortezze". Un reggiseno sportivo adeguato, scelto con attenzione e utilizzato correttamente, rappresenta uno degli strumenti più semplici per ridurre le sollecitazioni e continuare a praticare sport in sicurezza.

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