Italia, al via l'operazione Mondiali. E anche gli infortunati hanno insistito per essere a Coverciano
La Gazzetta dello Sport

Italia, al via l'operazione Mondiali. E anche gli infortunati hanno insistito per essere a Coverciano

Lunedì 23 marzo 2026
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Giovedì alla New Balance Arena di Bergamo inizia la missione playoff. Bastoni e Scamacca hanno voluto essere presenti nonostante gli infortuni, per Mancini oggi si decide

Giovedì alla New Balance Arena di Bergamo inizia la missione playoff. Bastoni e Scamacca hanno voluto essere presenti nonostante gli infortuni, per Mancini oggi si decide

Fabio Licari Giornalista 23 marzo - 09:54 - MILANO

Quattro volte campioni del mondo, due d’Europa, altre quattro volte finalisti, ma la prima cosa da dimenticare stamattina sul campo di Coverciano è proprio l’albo d’oro dell’Italia, il suo status internazionale. Su questo lavorerà Gattuso quando il gruppo sarà al completo. Dirà più o meno: ragazzi, ricominciamo da zero o, meglio, da tre, dal terzo playoff mondiale consecutivo. Per spiegare che il passato conta ma fino a un certo punto: molti degli azzurri che si giocheranno il 2026 neanche ricordano la finale di Berlino. Era un’altra epoca, il calcio cambia le gerarchie e il ct cercherà di liberare la testa degli azzurri da responsabilità storiche e sensi di colpa eccessivi. Oggi siamo noi contro l’Irlanda del Nord. Domani, si spera, noi contro Galles o Bosnia, argomento da affrontare soltanto se, quando, nell’eventualità. L’orizzonte non va oltre Bergamo.

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Ct psicologo

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Non è facile preparare una partita così, con gli occhi di sessanta milioni di ct addosso e i precedenti con la Svezia e la Macedonia del Nord come un’ombra sulla maglia dell’Italia. La paura, si diceva, vero avversario degli azzurri. Sarebbe ipocrita negare che i nordirlandesi sarebbero stati accolti senza troppi drammi in un gruppo di qualificazione, come Israele, come l’Estonia. Discorso diverso in uno scenario da dentro o fuori senza diritto all’errore come in un playoff. E quindi: Gattuso selezionatore sicuro. Gattuso allenatore molto meno, avendo a disposizione tre sessioni al massimo, grazie anche alla comprensione della Lega sulla richiesta di uno stage. Gattuso psicologo tanto, per necessità.

gruppo azzurro

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S’era posto un obiettivo il ct: recuperare il senso di appartenenza e la voglia d’Italia manifestate a giorni alterni negli ultimi cicli. Il primo Mancini aveva ammaliato il gruppo: i risultati si sono visti. Il secondo, già prima che la Macedonia del Nord ci facesse male, non era più un totem. Con Spalletti era cominciata bene, poi l’avvicinamento all’Europeo ha complicato il rapporto con i giocatori, l’ha ammesso lo stesso ct. Gattuso ha il gruppo dalla sua, forse anche perché, rispetto a tutti i predecessori, è un ct con ancora un’anima da calciatore, sebbene il suo primo cruccio sia cancellare l’immagine stereotipata di Gattuso in panchina tale e quale l’infaticabile incontrista di Milan e Italia: "Non schiererei uno come me nella mia Nazionale".

infortuni e coverciano

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Sono scomparsi gli infortuni diplomatici dell’ultim’ora. Al contrario, gli infortuni veri della vigilia – Bastoni dolorante alla tibia, Scamacca con una lesione all’adduttore – sono stati minimizzati dai protagonisti che hanno preteso di venire comunque a Coverciano, chissà con quanta felicità dei loro club. Ieri s’è aggiunto alla lista Mancini, uscito dopo 45’ di Roma-Lecce con un fastidio al polpaccio che non sembra preoccupante. Capiremo meglio oggi.

fuori dal progetto

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Questo gruppo spiega anche qualche convocazione mancata, almeno secondo alcuni critici: bellissimo l’ultimo Bernardeschi, notevole Zaniolo, ma il ct ha scelto un gruppo all’interno e disegnato un progetto tecnico-tattico con il quale arrivare fino in fondo o, in caso, affondare, pranzi e cene conviviali comprese. Come Bearzot che aveva spaccato l’Italia con Pruzzo, come Lippi (al quale si ispira) che rinunciò a Cassano, come in fondo lo stesso Mancini che ha presto rinunciato alla suggestione Balotelli.

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la sua italia

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L’Italia di Gattuso ha un’identità precisa in un 3-5-2 che neanche le assenze dovrebbero scalfire. Scamacca non sarebbe partito titolare, ma resterà se ci saranno speranze di impiego per l’eventuale finale. Il recupero di Bastoni sembra meno problematico: se non fosse disponibile, potrebbe toccare a Scalvini, in concorrenza con Coppola e Gatti. Si parte.

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