Erjona Sulejmani: "In forma con yoga e pilates. L'Inter nel cuore e CR7 come esempio"
La modella, nata in Albania ma cresciuta in Italia, racconta: "Da ragazza partivo con il pullman dell'Inter Club Lago di Garda e andavo al Meazza. Oggi mi diverto con il golf: impegna la mente, allontana tutti gli altri pensieri"
La modella, nata in Albania ma cresciuta in Italia, racconta: "Da ragazza partivo con il pullman dell'Inter Club Lago di Garda e andavo al Meazza. Oggi mi diverto con il golf: impegna la mente, allontana tutti gli altri pensieri"
Pietro Razzini 23 marzo - 12:09 - FUERTEVENTURADietro l’immagine estremamente femminile e i quasi 500mila follower su Instagram, c’è una donna, una mamma, una modella e una studentessa che tiene alla sua forma fisica: Erjona Sulejmani è molto più di una semplice icona social. Nata in Albania e cresciuta in Italia, ha costruito nel tempo una personalità determinata, fatta di disciplina e attenzione al benessere. Oggi vive a Fuerteventura, dove divide le giornate tra il figlio Luan (avuto dall'ex marito Blerim Džemaili), l’allenamento, nuovi progetti professionali e una passione per lo sport che affonda le radici nella sua infanzia. E naturalmente nel tifo nerazzurro per l’Inter: “Quando sono arrivata in Italia avevo circa dieci anni. I miei amici mi dissero che c’erano due squadre forti: una con i colori rossoneri e una con i colori nerazzurri. Io scelsi senza indugi l’Inter. Ricordo che prendevo il pullman dell’Inter Club Lago di Garda per andare allo stadio. Durante il viaggio cantavamo Amala, pazza Inter amala e ogni volta che entravo al Meazza, mi venivano i brividi dall’emozione”.
Erjona Sulejmani durante un servizio fotograficoMolti la conoscono per la sua immagine pubblica: quanto lavoro c’è dietro al fisico che vediamo sui social?
“Io sono, per mia natura, una perfezionista. Sicuramente devo ringraziare genetica e metabolismo. Tuttavia, sin da bambina, pratico uno stile di vita sano: mangiare bene, andare a dormire presto, non fumare e non bere. Sono crescita seguendo questo stile. Ed è ciò che cerco di insegnare anche a mio figlio”.
Quanto spazio occupa l’allenamento nella sua routine?
“Mi dedico all’attività fisica due o tre volte a settimana. Trovo nello sport una eccezionale valvola di sfogo mentale oltre che fisica. Non è semplice perché sono una mamma a tempo pieno, lavoro e studio. Ma credo sia fondamentale trovare un’attività che piaccia perché aiuta a stare meglio sia con il corpo sia con la mente”.
Che tipo di allenamento predilige?
“Negli ultimi cinque anni mi sono avvicinata al pilates e allo yoga. Non è semplice organizzarsi tra i tanti impegni. Però ho capito che è indispensabile ritagliarsi uno spazio per sé: solo così riesco a rendere al meglio anche negli altri momenti della giornata. Ho iniziato con il pilates quando mi sono trasferita a vivere a Fuerteventura, pensando fosse qualcosa di leggero. In realtà allena il corpo a 360 gradi. Lo yoga invece mi aiuta con la respirazione. L’una associata all’altra sono discipline straordinarie”.
C’è uno sport che pratica per puro divertimento?
“Il golf. Guardando giocare le altre persone, pensavo fosse uno sport noioso. Poi l’ho provato e ho scoperto che, a livello mentale, permette di allontanare tutti i pensieri, concentrandosi essenzialmente sulla forza da imprimere al colpo, sulla propria postura e sulla direzione da dare alla pallina”.
Nei momenti di stanchezza cosa la motiva a non saltare l’allenamento?
“Il mio programma quotidiano inizia alle 7 del mattino e finisce verso le 21. Per superare la pigrizia uso un metodo semplice. Sul planning scrivo proprio queste parole: “spazio mio”. Vederlo nero su bianco mi motiva a non perdere l’opportunità di fare qualcosa per me”.
Yoga e pilates nell'allenamento settimanale di Erjona SulejmanaLei ha un carattere molto determinato: è qualcosa che ha costruito nel tempo?
“Sono arrivata in Italia da bambina, avevo circa dieci anni. Erano gli anni della guerra nei Balcani. Mio padre era un poliziotto: regole e disciplina hanno fatto parte della mia educazione da sempre. Il trasferimento dall’Albania non è stato facile: il primo anno è stato complicato. Poi mi sono ambientata. Amo profondamente il mio Paese e le mie origini ma l’Italia è diventata la mia seconda casa, se non addirittura la prima”.
Essere molto seguita sui social significa anche essere molto osservata: come ha imparato a convivere con l’opinione altrui?
“Ho imparato molto presto a convivere con questo aspetto. Quando sono arrivata in Italia nel 1999, anche le persone perbene provenienti dall’Albania venivano spesso giudicate o etichettate. Quell’esperienza mi ha insegnato a non farmi colpire dai giudizi altrui. Ho capito che ha valore solo il pensiero delle persone importanti nella propria vita. I social sono una vetrina: lì mostro la mia parte più femminile ma rappresentano il 5% di quello che sono davvero. La mia vita è molto di più. È soprattutto dedicata alla crescita di mio figlio e ai valori che voglio trasmettergli”.
Qual è stata la decisione più coraggiosa che ha preso fino a oggi?
“Nell’esistenza di una donna ci sono tante decisioni coraggiose, anche quotidiane. Una delle più importanti per me è stata scegliere la serenità per me e per mio figlio. È stata fatta pensando al nostro futuro. Assolutamente non scontata perché ora ricopro un doppio ruolo genitoriale. Spero che quando sarà grande Luan capirà che l’ho fatto per garantirgli una vita serena, lontana da tensioni e litigi”.
C’è una sfida professionale che le piacerebbe affrontare in futuro?
"Sono una persona ambiziosa e combattiva. Quando voglio qualcosa cerco di ottenerla senza compromessi. Negli ultimi anni mi sono dedicata molto agli studi. Mi sto formando come mental coach transpersonale. Mi piacerebbe creare un podcast che possa davvero aiutare gli altri. E poi, quando mio figlio sarà più grande, sarebbe bello tornare attivamente nel mondo della moda e della tv”.
La notorietà per lei è arrivata durante gli Europei del 2016: fu definita la tifosa più bella del torneo. Che effetto le fece?
“Ne rimasi travolta. Ero semplicemente andata allo stadio con mio figlio e, all’improvviso, mi ritrovai sui giornali di tutto il mondo. Fu un’ondata che cambiò la mia vita e mi offrì tante proposte di lavoro. Ho avuto bisogno di tempo per adattarmi. Però mi fa piacere vedere che, nonostante tutto sia arrivato molto velocemente, nel tempo l’interesse nei miei confronti è rimasto intatto”.
Lei ha visto da vicino il mondo del calcio professionistico: è stato complicato vivere al fianco di un atleta?
"Nella mia famiglia ho sempre avuto un’educazione molto rigida. Per questo stare accanto a una persona che doveva seguire regole e allenamenti ferrei, non è mai stato un problema. Uno stile di vita sano non era né una rinuncia né una novità. Dal punto di vista psicologico, invece, è stato più complesso. Quando parlo di sport con Luan gli cito sempre come esempio Cristiano Ronaldo. Disciplina, talento, impegno, dedizione e sacrificio: in lui c’è tutto questo”.
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