Marotta: "Momento difficile, Inter involuta. Pongracic? Non facciamo le vittime, ma il protocollo..."
Il presidente dell'Inter parla in Lega del tocco di braccio del difensore della Fiorentina: "Tanti esperti di var oggi hanno detto che era rigore"
Il presidente dell'Inter parla in Lega del tocco di braccio del difensore della Fiorentina: "Tanti esperti di var oggi hanno detto che era rigore"
Alessandra Gozzini Giornalista 23 marzo 2026 (modifica alle 14:45) - MILANOUffici milanesi della Lega, poche ore da Fiorentina-Inter. Parla il presidente nerazzurro Beppe Marotta al termine di una riunione tra i club che inizialmente prevedeva anche l'intervento del designatore arbitrale Rocchi, poi rinviato a fine stagione. L'Inter capolista non vince da tre giornate, Marotta predica serenità: "Siamo in un momento particolare ma non è uno psicodramma. Siamo primi meritatamente con sei punti di vantaggio in campionato, semifinalisti in Coppa Italia. Vero, siamo in difficoltà, è una fase di involuzione a causa della stanchezza o degli infortuni, come ce li hanno gli altri. Con tranquillità ce la giocheremo fino alla fine". Dal presidente un assist a Chivu: "Si confronterà con lo staff per le analisi, lui è il leader del nostro gruppo. Non dobbiamo cullarci sul vantaggio ma nemmeno fare il contrario: può essere in questo momento più facile fare la parte del cacciatore che non la lepre ma io resto ottimista, la squadra è forte e ci sono professionisti veri. Ritroveremo la strada che abbiamo momentaneamente perso. Quindi, niente paura".
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—Di arbitri si parla comunque. La richiesta di Marotta è una: uniformità di giudizio. "La riunione con Rocchi è stata rinviata su indicazione della Figc. Dopo ieri sera ho sentito e letto una pletora di esperti tecnici, varisti e opinionisti per i quali il fallo di mano di Pongracic era da rigore. Ma non voglio dare alibi, semplicemente chiediamo uniformità, un protocollo utilizzato in modo omogeneo senza interpretazione soggettiva. In un campionato ci sono sempre lamentele, io non voglio farlo. Dico solo che non deve esserci qualcosa di non trasparente: a fine stagione grosso modo favori e torti si equivalgono. Noi dobbiamo essere più forti anche degli errori".
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