Auto convertite a Gpl, la guida: costi, norme, vantaggi e svantaggi
I rincari di benzina e diesel delle ultime settimane hanno riacceso i riflettori sul Gpl, carburante con cui oggi circolano più di tre milioni di veicoli italiani. Ma conviene ancora convertire la propria auto a Gpl? Pro e contro di questa scelta, tra risparmi alla pompa e costi da tenere in considerazione
I rincari di benzina e diesel delle ultime settimane hanno riacceso i riflettori sul Gpl, carburante con cui oggi circolano più di tre milioni di veicoli italiani. Ma conviene ancora convertire la propria auto a Gpl? Pro e contro di questa scelta, tra risparmi alla pompa e costi da tenere in considerazione
Matteo Corsini 24 marzo 2026 (modifica alle 07:50) - MILANO Nel 2025 sono state vendute 142.253 auto nuove a GplIl caro carburanti delle ultime settimane non ha interessato in modo rilevante il Gpl, il cui prezzo è cresciuto in maniera sensibilmente inferiore rispetto a benzina e gasolio. Così si è tornati a parlare maggiormente di questa alimentazione alternativa, che vede nell'Italia il proprio principale mercato europeo. Sulle strade del nostro paese circolano infatti più di 3.154.400 vetture a Gpl, mentre nel 2025 ne sono state acquistate nuove 142.253, per una quota di mercato del 9,2% (ciò significa che ha praticamente raggiunto il diesel, sceso al 9,4% del totale del venduto). Ma per circolare a Gpl non è indispensabile acquistare una vettura nuova già equipaggiata con tutto il necessario. Anzi, molti scelgono ancora la via della conversione aftermarket, modificando la propria auto a benzina in modo da poterla alimentare a gas. Così è possibile beneficiare del minor costo del carburante e allo stesso tempo evitare di acquistare un'auto nuova, massimizzando il risparmio. Allo stesso tempo, va sempre tenuto conto che il Gpl non è la "panacea" di tutti i mali: tra costi di installazione e svantaggi, bisogna valutare bene prima di procedere alla conversione della propria auto. Ecco quindi una panoramica completa su costi da affrontare, normative, vantaggi e svantaggi per vetture convertite aftermarket a Gpl.
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—Convertire un'auto a benzina per poter essere alimentata a Gpl necessita dell'installazione di numerose componenti, dal serbatoio agli iniettori, dalla centralina ai filtri carburante. Tutto questo ha un costo, che a seconda dell'installatore e del tipo di vettura può andare da 1.000 a 2.400 euro. Per il 2026 è nuovamente stato messo a disposizione un ecobonus per agevolare economicamente la conversione di auto a Gpl, ma oggi i fondi, 21 milioni di euro complessivi, risultano esauriti. Un litro di Gpl è attualmente acquistabile a un prezzo medio di 0,710 euro, quindi una cifra molto più contenuta rispetto a benzina e gasolio (ora a 1,735 e 1,979 euro). Va tenuto conto, tuttavia, di un consumo di carburante superiore del 15-20%, nonostante il quale il Gpl risulta ugualmente più economico. Prendendo l'esempio dell'auto a Gpl più venduta d'Italia, la Dacia Sandero, si registra infatti un consumo di 6,7 l/100 km viaggiando a Gpl, e di 5,4 l/100 km usando la benzina. Percorrendo 100 chilometri a Gpl si spenderebbero quindi 4,76 euro, contro i 9,37 della benzina. Una differenza dovuta anzitutto al minore importo delle accise: su benzina e diesel (parificati a gennaio 2026) si pagano 0,672 euro al litro di imposte, mentre nel caso del Gpl solo 0,147 euro al litro. Così è quindi possibile calcolare, approssimativamente, il punto di pareggio oltre il quale l'installazione di un impianto a Gpl conviene realmente. Lasciando solo momentaneamente da parte costi di manutenzione, supponendo di pagare 1.700 euro un impianto completo e mantenendo come riferimento i consumi della Dacia Sandero, registreremmo un risparmio di 4,76 euro ogni 100 chilometri percorsi. Considerando queste cifre, se si viaggiasse solamente a Gpl l'impianto si ripagherebbe matematicamente dopo 36.860 chilometri percorsi. Calcolando che a motore freddo si viaggia a benzina, il punto di pareggio si può spostare maggiormente verso i 38-40.000 km. Per inciso, in media gli automobilisti italiani percorrono circa 10.000 chilometri all'anno.
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—L'0mologazione dell'impianto Gpl montato a posteriori su una vettura originariamente nata a benzina viene di norma seguita direttamente dall'installatore, e il prezzo per la pratica è incluso nel costo totale. Per legge, la bombola del Gpl va sostituita ogni 10 anni presso un centro autorizzato, operazione che costa dai 300 ai 900 euro a seconda della tipologia di impianto e del centro a cui ci si rivolge. Il Codice della strada prevede una multa da 87 a 344 euro per chi circola con un serbatoio scaduto o non omologato. Quanto a manutenzione, va poi tenuto conto della maggiore usura di valvole e iniettori rispetto a un normale motore a benzina, nonché della necessità di effettuare la sostituzione dei filtri carburante ogni 15-20.000 km, a seconda delle raccomandazioni dell'installatore. Montare un impianto aftermarket può invalidare la garanzia delle componenti interessate, ma normalmente gli installatori offrono una propria garanzia sull'impianto, generalmente da due anni di validità.
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—Il principale vantaggio rappresentato dal Gpl è naturalmente rappresentato dai minori costi di esercizio. Beneficiando della minore tassazione, si può fare rifornimento pagando il Gpl 0,710 euro al litro, che diventano 0,804 in autostrada. Cifre ben inferiori rispetto ai prezzi odierni di benzina e diesel, che in autostrada sono rispettivamente arrivati a quota 1,812 e 2,048 euro. Considerando inoltre che il rifornimento di Gpl può avvenire unicamente in modalità "servito", mentre il self-service in Italia non è consentito, volendo essere precisi il costo potrebbe essere anche paragonato a carburanti tradizionali erogati in questo modo. L'altro vantaggio fondamentale è la circolazione anche durante i blocchi del traffico in molte città italiane. Il rifornimento, come detto, può essere unicamente effettuato in modalità "servito", quindi si dipende dagli orari dei distributori, che risultano tuttavia diffusi in maniera capillare sulla Penisola. E in alcune regioni, come Lombardia, Trentino, Piemonte e Liguria, vi è anche l'esenzione dal pagamento del bollo auto per i primi tre o cinque anni, mentre in altre vi è una semplice riduzione dell'importo dovuto.
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—Prima di convertire la propria auto a Gpl bisogna valutare il proprio chilometraggio annuo medio, per verificare di raggiungere il punto di pareggio economico in tempi utili. Va poi tenuto conto della manutenzione necessaria. Come detto, la legge impone la sostituzione della bombola ogni 10 anni, il che può costare dai 300 ai 900 euro. Normalmente questa viene posizionata nel vano della ruota di scorta, che va quindi rimossa o tenuta in bagagliaio. L'usura di valvole e iniettori, inoltre, è più veloce rispetto a quella di una normale auto a benzina. Vi sono limitazioni anche in materia di parcheggi: per questioni di sicurezza, un'auto a Gpl può essere posteggiata al massimo al primo piano interrato di un parcheggio sotterraneo, e in ogni caso mai a una quota inferiore ai sei metri sotto la superficie. Infine, imbarcandosi su un traghetto, potrebbe essere necessario segnalare che la propria vettura sia alimentata a Gpl, in modo che venga parcheggiata in una sezione apposita.
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—Anche un'auto ibrida può essere convertita a Gpl, indipendentemente dal livello di elettrificazione. Nel mercato italiano esistono infatti alcuni modelli equipaggiati con motorizzazioni mild hybrid Gpl, come Dacia Duster e Bigster, ma anche full hybrid Gpl, la Kia Niro Tri-fuel, e persino ibride plug-in Gpl, la Sportequipe 8. Anche nel mercato aftermarket esistono diversi esempi di vetture ibride convertite a Gpl, come numerose Toyota Prius adibite a uso taxi, per un'ulteriore riduzione dei costi di esercizio.
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