Dieci anni senza Cruijff: un rivoluzionario che ha cambiato il calcio
Scomparso il 24 marzo 2016, nessuno ha avuto il suo impatto da giocatore e allenatore. C'è un solo rimpianto: non averlo mai visto in Italia
"Se uniamo la sua rilevanza di giocatore a quella di allenatore siamo di fronte alla figura più importante della storia del calcio". Parole di Jorge Valdano, dette pochi giorni fa in un’intervista al quotidiano politico catalano El Periódico. L’argentino sta parlando di Johann Cruijff. Oggi sono 10 anni dalla sua scomparsa e una riflessione su vita, opere ed eredità ideologica di questo olandese trascendentale per la storia del calcio ci pare obbligatoria. Partiamo da un rammarico: che il grande Johann nel 1973 sia finito in Catalogna e non in Italia. Avrebbe fatto un gran bene al nostro movimento e invece ha fatto volare, mentalmente e sportivamente, il Barcellona e la sua terra. Ha lottato contro il vittimismo catalano, ha demolito il complesso d’inferiorità blaugrana, ha sfidato la dittatura, ha incantato calcisticamente. Tutto da solo, o quasi.