L'Inter è in crisi profonda: i calciatori si prendano le loro responsabilità
La Gazzetta dello Sport

L'Inter è in crisi profonda: i calciatori si prendano le loro responsabilità

Martedì 24 marzo 2026
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Thuram, Barella, Sommer e altri: non tutte le colpe sono di Chivu

Cristian Chivu è il bersaglio grosso e facile della crisi interista. Prima di ritornare a Milano, tra i grandi aveva allenato soltanto il Parma in 13 partite di Serie A. Inesperto per curriculum, ha però condotto l’Inter in vetta alla classifica. La squadra è capolista solitaria dalla 15ª giornata. Fin qui Chivu ha sbagliato abbastanza, non tutto. Ha onorato certi lusinghieri pronostici estivi — a proposito, chissà a chi si riferisce quando dice che qualcuno prevedeva l’ottavo posto, forse a qualche critico da TikTok? — e per mesi ha mantenuto alto il livello. Poi l’Inter è uscita male dalla Champions League contro il Bodo; è stata insipida a Como, in Coppa Italia, per uno 0-0 inguardabile; ha racimolato due punti nelle ultime tre giornate di campionato, per una media di 0,66 a gara, un andamento da retrocessione. L’Inter ha dilapidato un bel po’ delle provviste ed è possibile che non vinca lo scudetto a braccia alzate, come si immaginava, ma a questo punto il come conta poco. L’importante è che il titolo arrivi per non scadere nel consunto stereotipo della pazzia, della squadra imbizzarrita capace di tutto e del suo contrario. L’Inter eterna cavalla "scossa", senza cavaliere capace di domarla. Che poi non è del tutto vero, qualche bravo domatore c’è stato.

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