Biaggi: "Bezzecchi ormai è pronto a giocarsi il titolo, ma solo a Jerez si vedranno i veri valori"
Max promuove il pilota Aprilia: "Forte e generoso, non deve fare errori. Lo vedo in corsa fino alla fine contro Marquez e la Ducati"
Max promuove il pilota Aprilia: "Forte e generoso, non deve fare errori. Lo vedo in corsa fino alla fine contro Marquez e la Ducati"
Massimo Brizzi Giornalista 24 marzo - 09:36 - MILANOCon l’Aprilia ha vinto tre dei suoi quattro titoli in 250 e due Mondiali Superbike, fino a diventare testimonial del marchio: dai box Max Biaggi si gode il momento di gloria della casa di Noale con la consapevolezza di “una competitività già vista negli ultimi mesi del 2025 e che andava però confermata in questo 2026, perché non sai mai come hanno lavorato gli altri durante l’inverno”.
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Max, quanto l’ha stupita questa Aprilia?
“Sono sorpreso di vedere Bezzecchi e Martin per la prima volta ai primi due posti del Mondiale, non delle prestazioni della moto. In Thailandia è stato quasi un Aprilia Day, con quattro moto nei primi cinque, e in Brasile la sorpresa della doppietta Bez-Martin dopo una Sprint non facile. Bene così, ma sono solo due GP: aspettiamo il Texas e le gare europee e se ci saranno conferme, meglio per noi”.
Max Biaggi 42 vittorie in MotoGp Nato a Roma il 26/6/71, nel Motomondiale ha ottenuto 42 vittorie, 111 podi e 56 pole. In Superbike, ha corso con Suzuki, Ducati e ApriliaBezzecchi e Aprilia sono diventati i favoriti?
“Ducati e Marquez sono i campioni e quindi i favoriti. Battere Marc è complicato, se poi ha la moto migliore diventa molto complicato: ora Bez ci sta riuscendo, ma va capito se Marc sta avendo delle difficoltà che ci sfuggono, perché non sta facendo tutta questa differenza. Ora Bezzecchi e Martin vanno forte, ma solo dal primo GP europeo, a Jerez, si vedranno i veri valori e capiremo chi è davanti”.
Le piace il Mondiale con due Case italiane in lotta?
“In classe regina sarebbe la prima volta di una lotta fra due Case italiane, perché prima la Ducati vinceva facile. Ora che un’altra marca italiana compete sul serio, diventa molto più bello, mentre le giapponesi è un po’ che sono assenti e questo è strano”.
Bez nuovo Corsaro Nero?
“Ognuno deve avere la sua identità e lui si sta costruendo la sua: è un personaggio che piace e magari troveranno un altro soprannome, ma conta che porti a casa il risultato”.
Bez Corsaro Nero? Ognuno deve avere la sua identità e lui si sta costruendo la sua
Max BiaggiChe ruolo ha con Bezzecchi: gli dà dei consigli?
“Io non ho un ruolo da stratega, ma parliamo quando siamo in hospitality. Lui ha attorno altre persone per ruoli esecutivi, dal suo capomeccanico in poi”.
Marco ha detto che Valentino Rossi gli ha dato la scossa con dei messaggi: vede il Bez come un trait d’union fra lei e Vale, due grandi rivali?
“No, non tanto, ma l’importante è che si vedano i frutti del lavoro”.
In cosa l’ha stupita Bezzecchi?
“È veloce e ha il temperamento di lottare senza titubanze con Marc, cosa già evidenziata l’anno scorso. Spero solo che faccia meno errori possibili perché il campionato è lungo: ha voglia di vincere ed è un pilota generoso, ma in Thailandia è caduto tre volte tra prove e Sprint e non sono poche. Mi auguro che si risparmi quando è il momento di farlo perché a volte l’entusiasmo ti porta oltre e si deve invece puntare sempre a riempire la casella dei risultati. Quando vinci dei Mondiali assapori la gloria e la cosa ti aiuta a fare meno errori, ma all’inizio vai a tutta, mentre e a volte sarebbe un bene trovare dei limiti in te stesso”.
Mi auguro che si risparmi quando è il momento di farlo perché a volte l’entusiasmo ti porta oltre e si deve invece puntare sempre a riempire la casella dei risultati.
Max BiaggiIl rivale più pericoloso è Marquez?
“Marc è come se fosse l’obiettivo di tutti, perché quando hai battuto lui sei appagato anche se non vinci la gara. È il più titolato in pista e il più forte: tutti sono quindi super motivati a batterlo. Per Marco è diverso, ha meno da perdere”.
Bez ha grandi doti, ma quanto contano il progetto e il supporto tecnico di un’Aprilia ormai al top?
“Vincere a un certo livello è un’alchimia: servono team, pilota e sviluppi. Un pilota da solo non può fare tutta la differenza, c’è bisogno di un’azienda che ti sostiene e il presidente Michele Colaninno si vede che tiene molto ad Aprilia Racing: ora si stanno raccogliendo i frutti di un lavoro ben pianificato. Servono scelte giuste, poi devono allinearsi i pianeti, ma da Massimo Rivola a Fabiano Sterlacchini tutti hanno fatto un lavoro egregio. Sarebbe bello che dopo tanti anni di dominio Ducati fosse ora l’Aprilia ad aprire un altro ciclo”.
Bezzecchi è stato cacciatore: ora che è la lepre cosa cambia?
“Gli auguro sia pronto a tenere questo ritmo importante fino a fine anno: in questo caso le ultime due o tre gare, nel momento caldo del Mondiale, sarebbero molto interessanti. Però, conoscendo il passato, i favoriti in questo momento per me rimangono la Ducati e Marquez: non li togli da quella posizione o smonti dopo due soli GP”.
Austin sarà una cartina di tornasole?
“Lì Marquez fa sempre uno sport diverso dagli altri: se non cade vince e se vince lo fa per distacco. Se però domenica non dovesse riuscirci, allora il problema diventerebbe evidente. Jerez sarà la puntata zero per capire bene i livelli delle moto, ma il prossimo week end darà degli spunti per capire esattamente la posizione nostra e della Ducati”.
A proposito di Usa: come vede Liberty Media?
“La loro fama li precede, guardando quello che hanno fatto in F.1. Basterebbe che portassero nelle moto il 50% di quanto realizzato nel Circus per avere uno sport più globale, ricco e mediatico, a costo di dover rinunciare a qualcosa come la genuinità e spontaneità del nostro ambiente”.
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