Diana Bianchedi e Giulia Amore, mamma e figlia campionesse laureate: "Sport e studio? Si può"
La Gazzetta dello Sport

Diana Bianchedi e Giulia Amore, mamma e figlia campionesse laureate: "Sport e studio? Si può"

Martedì 24 marzo 2026
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Giulia, schermitrice laureata in economia, ha seguito le orme di mamma Diana, 2 ori olimpici e una laurea in medicina. Le due sono state protagoniste del talk dell'Università Bocconi, organizzato con il Corriere della Sera, Pact4Future 2026: "Scuola e sport devono andare di pari passo"

Giulia, schermitrice laureata in economia, ha seguito le orme di mamma Diana, 2 ori olimpici e una laurea in medicina. Le due sono state protagoniste del talk dell'Università Bocconi, organizzato con il Corriere della Sera, Pact4Future 2026: "Scuola e sport devono andare di pari passo"

Mario Canfora Giornalista 24 marzo - 12:49 - MILANO

In Pact4Future 2026, talk organizzato dall’Università Bocconi col Corriere della Sera, c’è anche uno spazio dedicato allo sport dal titolo "Allenare il tempo. Disciplina, fiducia, passaggio di testimone", con protagoniste Diana Bianchedi, due ori olimpici nella scherma, vice presidente del Coni e Chief Strategy Planning & Legacy Officer della Fondazione Milano Cortina 2026, e la figlia Giulia Amore, fiorettista azzurra.

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dialogo

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In questo dialogo tra madre e figlia, entrambe atlete, il tema delle generazioni prende forma concreta. "Il rapporto con mamma in passato è stato un po’ sfidante perché siamo due bei caratterini, ma con il tempo abbiamo imparato a prendere il buono l’una dall’altra e siamo diventate le nostre reciproche rocce portanti", dice Giulia. "Cosa è diverso? Io penso ai miei 22 anni, la determinazione, i sacrifici, ma non avevo molti strumenti a disposizione pur essendo una professionista — dice Diana, due ori olimpici nel fioretto a squadre ai Giochi 1992 e 2000 —. In realtà adesso loro sono molto seguiti in tanti aspetti, hanno più facilità, un supporto psicologico e la possibilità di poter studiare anche se in questo campo c’è ancora tanta strada da fare". 

nuovi strumenti

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La 22enne Giulia, che non poteva scegliere nessun altro sport al di fuori della scherma visto che anche il padre Gianmarco è stato uno schermitore di valore (oro nel fioretto a squadre agli Europei 1999), ribatte: "Alle parole di mamma vorrei solo aggiungere che le nuove generazioni sono fortunate in quanto hanno molti più strumenti anche tecnologici grazie ai quali possono allenarsi in maniera diversa, non c’è più bisogno di dover fare chilometri come ai suoi tempi. Ci si può allenare anche a distanza. Io per esempio mi sono trasferita a Pisa a settembre ma la mia preparatrice atletica continua ad essere a Roma e spesso facciamo tutto con lezioni video. 
Rispetto a tanti anni fa adesso mettono tutto a disposizione, dal mental coach all’osteopata, però diciamo che puoi anche perdere un po’ il vero obiettivo, il vero focus, nel senso che comunque anche oggi la cosa importante non è necessariamente una medaglia ma aver superato il proprio limite".

pari passo

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Il tempo, sapere organizzare e gestire sport e studio: oggi tutto ruota lì. "Mi hanno sempre insegnato fin da piccola che scuola e sport devono andare di pari passo — ribatte Giulia —, quindi non mi sono neanche mai posto il problema del 'se studio non mi posso allenare o viceversa'. Piuttosto che fare le nottate oppure alzarsi molto presto la mattina, mi portavo da studiare alle gare. Il fatto di avere un esempio come mamma, che si è laureata in medicina e nel frattempo vinceva due Olimpiadi, mi ha sempre spronato. E alla fine ho pensato: 'Onestamente se ce l’ha fatta lei possiamo farcela tutti' (ride). Alle superiori ho scelto il liceo sportivo dove le esigenze venivano capite". Diana ricorda: "Io invece dovetti cambiare scuola perché mi dissero che o avrei dovuto studiare o fare l’atleta. Sono andata in un’altra scuola e al termine degli studi mi sono laureata in medicina".

imbarazzo

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Problemi ad avere avuto una mamma campionessa? "Ma no, piuttosto quando all’inizio veniva a vedermi soffriva ed era rumorosissima, urlava, sentivo più lei che il maestro, mentre mio padre era una sfinge. Ero in imbarazzo. Poi si è calmata: 'Mamma, così non si può andare avanti...'. Messaggio recepito anche se ora, lo ammetto, sono diventata come lei. Già, urlo alle gare del mio ragazzo, Filippo Macchi (due argenti ai Giochi e un oro ai Mondiali, ndr)". Tornando allo studio Giulia si è laureata alla Bocconi in 'Economics management and computer science': "Mi piacerebbe applicare la parte di big data e data analysis al mondo dello sport, che è un mondo nel quale ho sempre vissuto. E allo stesso tempo provare ad andare ai Giochi di Los Angeles 2028". Sarebbe il più classico passaggio di testimone tra mamma e figlia. Atlete di alto livello gestendo studio e sport.

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