Calafiori: "Italia, dipende da noi. Negli ultimi mesi ho sentito più Gattuso che mia madre"
La Gazzetta dello Sport

Calafiori: "Italia, dipende da noi. Negli ultimi mesi ho sentito più Gattuso che mia madre"

Martedì 24 marzo 2026
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Il difensore dell'Arsenal ha parlato a 48 ore dalla gara contro l'Irlanda del Nord che può mandarci in finale dei playoff

Il difensore dell'Arsenal ha parlato a 48 ore dalla gara contro l'Irlanda del Nord che può mandarci in finale dei playoff

dal nostro inviato  Andrea Ramazzotti 24 marzo 2026 (modifica alle 14:50) - FIRENZE

Riccardo Calafiori è pronto per la prima partita dei playoff e ha fiducia. "Fisicamente sto bene - ha spiegato - anche se vediamo in campo oggi le risposte. In un momento così delicato, cerchiamo di vivere il presente, di fare gruppo e di pensare solo alla prima partita. Cosa penso dell'Irlanda del Nord? Mi concentro sulla mia squadra e sui compagni, non penso agli avversari. Dipende più da noi che dagli altri. La partita va preparata come se fosse una gara normale. Sappiamo quanto è delicata, ma dobbiamo essere più leggeri possibile" (qui il nostro focus sull'Irlanda del Nord). 

VIDEO: Italia, Calafiori: "In giro c'è negatività, ma per i playoff bisogna fare gruppo"

CALCI PIAZZATI

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Un capitolo a parte lo meritano i calci piazzati che sono uno dei punti di forza dell'Irlanda del Nord. Calafiori ha spiegato: "Su quelli a sfavore dobbiamo stare attenti perché loro sono pericolosi. I calci piazzati possono fare la differenza perché i margini di differenza tra le squadre sono ridotti nel calcio moderno. Dobbiamo cercare di stare attenti anche sulle seconde palle, dal primo all'ultimo minuto. Io comunque spero in una partita in cui saremo noi a dominare e avremo le chances più grandi, ma non si può pronosticare prima quale sarà il corso di un incontro. Ecco perché dico che bisogna stare insieme ed essere positivi: questo ci aiuterà. In partite così importanti la mentalità è determinante per andare avanti. Ho apprezzato molto il comportamento del mister perché negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre... Nel periodo in cui stavo fuori e giocavo meno (all'Arsenal, ndr) mi ha chiamato di continuo. La cena fatta con lui è stata bella: ci ha permesso di stare bene e insieme. Chi ha pagato il conto? Lui... È stata una serata tra amici, nella quale abbiamo discusso di altre cose, ma anche di aneddoti perché c'erano Gattuso, Bonucci e Buffon. E loro di cose da raccontare sul calcio ne hanno tante".

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champions

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Calafiori ha poi aperto una parentesi sul calcio italiano fuori dalla Champions e sulle nostre difficoltà in Europa: "La Champions è complicata. Non c'è più in corsa nessuna italiana, ma tra gli inglesi siamo rimasti solo noi e il Liverpool. La differenza tra il campionato italiano e quello inglese è l'intensità, sia in allenamento sia in partita. Noi di allenamenti ne facciamo pochi perché giochiamo ogni tre giorni e così teniamo un'intensità alta in ogni incontro. Ci sono pochi momenti morti, anche quando la palla va fuori, si riprende subito".

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DIFESA ATTENTA

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Finale naturalmente ancora sull'Italia e sui molti gol subiti durante l'era Gattuso: "Non credo ci sia una problematica legata alla difesa. Quando si prende gol la colpa non è solo di un reparto. In questo momento comunque c'è poco da pensare al passato: bisogna stare insieme e ottenere il risultato che vogliamo. Mi piace ricordare il 5-0 contro l'Estonia a Bergamo, a settembre. Quella sfida mi ha trasmesso e lasciato buone sensazioni. Lo stadio ci può dare una mano anche stavolta: credo che Bergamo ci spingerà. Dobbiamo essere ottimisti perché vogliamo tutti la testa cosa. Perché complicarci la vita pensando negativo? Se uno pensa positivamente, alla fine le cose le ottiene. La pressione c'è e sappiamo quanto è importante per noi qualificarci per questo Mondiale, però per quel che si può, non ci pensiamo. Domani c'è rifinitura e io sono contento di giocarla questa partita. C'è il lato della medaglia che può andare male, ma dobbiamo viverla bene. Non sto pensando ad altro che ad andare ai Mondiali in America e questa può essere una settimana bellissima. Preferisco mille volte giocare una partita così che non essere in campo e non avere questa chance. Sogniamo da quando siamo piccoli di disputare un Mondiale e, anche se sarebbe stato meglio qualificarci direttamente, adesso abbiamo questa opportunità di entrare tra le 48 che andranno oltre Oceano e non vogliamo sbagliare".

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