Basta impuniti: ai giudici di Wimbledon una la lista delle parolacce in tutte le lingue del mondo
Non sempre i giudici di sedia riescono a cogliere il significato di una frase in una lingua diversa dalla loro. Ora non ci sarà scampo per i tennisti. Forse...
Non sempre i giudici di sedia riescono a cogliere il significato di una frase in una lingua diversa dalla loro. Ora non ci sarà scampo per i tennisti. Forse...
Martina Sessa 24 marzo - 17:09 - MILANOA Wimbledon l’eleganza non è mai stata solo una questione di stile, ma una vera e propria filosofia. L’estetica impeccabile dei prati verdi inglesi, che ha dato al torneo quell’aria regale e senza tempo, si riflette da sempre anche sui giocatori. Il bianco rigoroso delle divise, con poche eccezioni figlie della modernità, resta uno dei simboli più riconoscibili dello Slam londinese, ciò che lo rende unico agli occhi del mondo.
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—Ma il celebre “total white” non sarà l’unica regola da rispettare. Perché a Wimbledon, oggi più che mai, anche le parole finiscono sotto osservazione speciale. Secondo quanto riportato sui social, gli arbitri del torneo saranno dotati di un elenco di parolacce in diverse lingue, uno strumento pensato per riconoscere con precisione quando un giocatore pronuncia un’“audible obscenity”, ovvero un’oscenità udibile. In realtà, parolacce e blasfemie rientrano già da tempo in questa categoria e sono dunque sanzionabili da regolamento. Il problema, però, è soprattutto pratico: non sempre i giudici di sedia riescono a cogliere il significato di uno sfogo se pronunciato in una lingua diversa dalla propria. È qui che interviene la “novità”. Con queste liste, gli arbitri potranno identificare più facilmente le espressioni offensive. Per quanto riguarda le conseguenze, invece, si parla di una multa salata per il giocatore o la giocatrice.
aggiornamento
—In realtà, più che una rivoluzione assoluta, si tratta di un aggiornamento. Come raccontava già nel 2014 un giudice di sedia al Guardian, a Wimbledon agli arbitri venivano fornite liste di termini offensivi proprio per orientarsi tra le diverse lingue del circuito. È quindi probabile che per questa edizione tale lista verrà ampliata e aggiornata. La notizia ha fatto comunque il giro dei social, dove tra ironie e commenti è spuntato anche il nome di Lorenzo Musetti. Il toscano è noto non solo per il suo tennis estetico, ma anche per l’uso frequente di blasfemie in campo. A Londra, dunque, non basta vestirsi di bianco per essere impeccabili: serve anche parlare nel modo giusto.
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