Djorkaeff: "Non è normale l'Italia agli spareggi. Per far cresce il movimento serve aiuto dalle big"
La Gazzetta dello Sport

Djorkaeff: "Non è normale l'Italia agli spareggi. Per far cresce il movimento serve aiuto dalle big"

Mercoledì 25 marzo 2026
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L’ex stella nerazzurra gioca già la sfida con i giallorossi "L'Italia del calcio deve avere un campionato importante, non solo grazie agli stranieri, ma pure con i giocatori italiani. Thuram deve fare il salto di qualità. Contro la Roma ho segnato il mio gol più bello"

L’ex stella nerazzurra gioca già la sfida con i giallorossi "L'Italia del calcio deve avere un campionato importante, non solo grazie agli stranieri, ma pure con i giocatori italiani. Thuram deve fare il salto di qualità. Contro la Roma ho segnato il mio gol più bello"

Alessandro Grandesso 25 marzo - 07:49 - PARIGI

Passa il tempo, ma non perde il vizio del gol, Youri Djorkaeff. Anche se si tratta di una partitella tra vecchie leggende del calcio internazionale. Anche se calza di nuovo gli scarpini per promuovere l’iniziativa Fifa Arena, che sta creando in giro per il mondo centinaia di campetti per diffondere i valori di inclusione, uguaglianza, rispetto. Come domenica, e fino a ieri, in Place de la Concorde, in pieno centro a Parigi. Insomma, anche a 58 anni, il francese ormai consigliere speciale del presidente della Fifa, Gianni Infantino, non ha smarrito il fiuto davanti alla porta. E neppure la passione per l’Inter che segue sempre con interesse speciale, visto che con la maglia nerazzurra, nel triennio tra il 1996 e 1999, Djorkaeff vinse una coppa Uefa, lottando per lo scudetto e soprattutto regalando tante emozioni ai tifosi. Come quel gol indimenticabile in rovesciata angolatissima e spettacolare contro la Roma, prossimo avversario della squadra di Chivu, in crisi di fiducia e braccata da Milan e Napoli. “Vietato mollare adesso”, intima Djorkaeff che 29 anni fa fece alzare in piedi tutto il Meazza: “Non è stato il mio gol più importante, ma è quello più bello, il più incredibile tra i più di 200 gol che ho realizzato in carriera. Ed è anche quello rimasto nel cuore e nella memoria della gente. Ogni anno salta fuori sui giornali, i tifosi me ne parlano, non solo in Italia ma pure in giro per il mondo. E per me, segnarlo proprio al Meazza resta qualcosa di unico”. 

VIDEO: Il calendario di Inter, Milan e Napoli: la lotta scudetto è ancora aperta?

Il calendario propone di nuovo un duello cruciale tra Inter e Roma. Come vede la sfida in chiave scudetto? 

“Purtroppo l’Inter è uscita dalla Champions, che è una competizione importante per il club, ma è comunque davanti in campionato, in lotta per lo scudetto. Vedo una squadra che, se gioca bene, vince”. 

È una squadra che magari soffre l’assenza prolungata di Lautaro, che pesa anche sul rendimento di Thuram? 

“Vero. Thuram ha bisogno di fare ancora un ulteriore salto di qualità, rispetto a quanto ha già fatto la scorsa stagione. Penso che potrà farlo anche grazie alla nazionale. Se ha l’occasione di giocare bene con la Francia, quando torna sarà ancora più forte con l’Inter. A questi livelli, se vuoi importi nella tua squadra, devi dimostrare il tuo valore e fare cose importanti con la tua nazionale”. 

In assenza di Lautaro, sta emergendo Pio Esposito e c’è la concorrenza di Ange-Yoan Bonny. 

“Non conosco gli equilibri della squadra e dello spogliatoio, ma dico sempre che più ci sono giocatori forti e meglio è per l’Inter. Ma anche per gli stessi giocatori, perché solo così impari e cresci. E quando non giochi, sei stimolato a fare meglio. E mi pare che se all’Inter la concorrenza è sana, non può che essere benefica per Esposito, per Bonny, per Thuram”. 

L’Italia, in questo momento particolare, per far crescere il movimento ha bisogno di una grande Inter, di un grande Milan, di un grande Napoli, e di una grande Juventus

Anche la concorrenza per il titolo è forte, con un Milan molto francese. 

"Anche se osservo il Milan da lontano, mi sembra che abbia dato una svolta al progetto rispetto allo scorso anno, quando non si capiva che direzione avesse. E quando le cose sono chiare a livello di società, poi il resto gira più facilmente”. 

Il campionato rimane aperto? 

“L’Italia, soprattutto in questo momento particolare, per far crescere il movimento ha bisogno di una grande Inter, di un grande Milan, di un grande Napoli, e di una grande Juventus, che però mi pare in crisi ormai da qualche anno e faticano a risolverla. Il fatto è che l’Italia del calcio deve avere un campionato importante, non solo grazie agli stranieri, ma pure con i giocatori italiani”. 

Sarebbe drammatica un’altra esclusione dal Mondiale? 

“Non è normale vedere la nazionale italiana costretta a fare per la terza volta di fila gli spareggi. Qualificarsi per il prossimo Mondiale deve essere la cosa più importante per tutto il calcio italiano. Non si può pensare a un altro mondiale senza gli azzurri. Stare fuori una volta, può succedere. La seconda, è un problema. Se succede di nuovo, significa che c’è qualcosa che va cambiato. Il fatto è che ogni volta si parla molto, si annunciano cambiamenti, ma poi rimane tutto uguale. Va fatto un piano di sviluppo serio, come lo hanno fatto in Francia, Spagna e Germania”. 

So che lei vede la Francia favorita per il Mondiale, ma lo scudetto in Italia chi lo vince? 

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“Da tifoso dico la mia Inter, ovviamente. L’importante, però, è non mollare, perché, se molli adesso, sei morto. Adesso bisogna lavorare duro e lottare fino in fondo”.

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