Caro Rino, ti scrive Italo: ha 16 anni e non ha mai visto un Mondiale con l'Italia
Gattuso dovrà ricordare nell’ultimo discorso alla squadra che una generazione di giovani italiani aspetta di innamorarsi della Nazionale e diventare grande a un Mondiale
Gattuso dovrà ricordare nell’ultimo discorso alla squadra che una generazione di giovani italiani aspetta di innamorarsi della Nazionale e diventare grande a un Mondiale
Luigi Garlando Giornalista 25 marzo - 07:30 - MILANOCaro Rino, mi chiamo Italo e ho 16 anni. L’ultima volta che l’Italia ha partecipato a un Mondiale ne avevo 4 e zero ricordi. Mio padre dice che non mi sono perso nulla, solo un Pistolero cannibale che ha piantato i denti nella spalla di un nostro difensore. Nel 2018 avevo la memoria attiva, ma non c’era l’Italia. Quest’anno in storia abbiamo studiato le invasioni barbariche. Allora calarono gli svedesi e saccheggiarono la qualificazione a San Siro. Abbiamo studiato anche Alessandro il Macedone che dal 24 marzo 2022 per me si legge Aleksandar Trajkovski. Beh, avrai capito cosa ti sto chiedendo. Dai, Rino, non posso diventare maggiorenne, prendere la patente e andare a votare, senza avere visto almeno una volta la Nazionale al Mondiale! Non si diventa grandi del tutto. Invece di narrarmi Cappuccetto Rosso, mio padre mi addormentava con i 3 gol di Pablito Rossi al Brasile. Mi raccontava di Totò, che sparava fuoco dagli occhi, come un drago, e io dormivo notti magiche. E, se faticavo a prendere sonno, mi cantava la ninna nanna del 2006: po-po-po-po-po-po…
VIDEO: Italia-Irlanda del Nord, la formazione: ballottaggio in attaccogeografia
—Sì, Euro ’21 me lo sono goduto, ma ho studiato anche geografia: l’Europa rappresenta il 7% delle terre emerse e l’8,9 degli abitanti del pianeta. Io voglio vedere l’Italia in gara per il mondo intero! Le emozioni che arrivano dall’altra parte dell’oceano, come nel ’94 di Baggio, sono tutta un’altra cosa, giura papà. Forse intense come l’amore che non ho ancora capito bene. Nell’ultimo discorso alla squadra, ricordalo, caro Rino: c’è una generazione di giovani italiani che aspetta di innamorarsi della Nazionale e diventare grande a un Mondiale.
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