Mister promozione: comanda Stroppa, il doge di Venezia vuole fare poker
La Gazzetta dello Sport

Mister promozione: comanda Stroppa, il doge di Venezia vuole fare poker

Mercoledì 25 marzo 2026
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L’allenatore lodigiano cerca la quarta conquista della Serie A. È primo e col miglior attacco

L’allenatore lodigiano cerca la quarta conquista della Serie A. È primo e col miglior attacco

Francesco Velluzzi Giornalista 25 marzo - 09:32 - MILANO

Tutto è cominciato a Foggia nella primavera del 2017. Quando Giovanni Stroppa trionfò in piazza davanti a 50 mila persone impazzite. Prima promozione. Aveva riportato i rossoneri in serie B. Dopo 19 anni. Non era Zemanlandia, ma era comunque un Nuovo Cinema Paradiso. Al Giuanin la voglia di vincere non è mai mancata. Ha trionfato da giocatore al Milan dove ha cominciato ad allenare vincendo quella coppa Italia Primavera che sollevò anche da talentuoso numero 10. Alla scuola Milan da Silvio Berlusconi ha imparato che "bisogna essere padroni del campo". Da Arrigo Sacchi che "prima conta il gioco". Quello che sta imponendo col suo Venezia che è primo in serie B a sei tappe dal traguardo. Sarebbe la quarta promozione in serie A per il tecnico lodigiano. Che da calciatore offensivo sollevò le coppe dei Campioni, ma che da allenatore in B non ha rivali. Ha portato su il Crotone, il Monza, quello di Galliani e Berlusconi e nella passata stagione la Cremonese. Non colpisce e scappa via, come cantavano gli Stadio... Il Giuanin è uomo leale. Ma deve capire che si crede in lui. E, quando è salito all’attico non sempre ha trovato gruppi attrezzati, ma ardue montagne da scalare. Il Venezia ha colto l’attimo. E lo ha "firmato" subito. Dopo il trionfo di Cremona. "Sono stato scelto per la mia idea e spero di ricambiare la fiducia. Per farlo devo portare i numeri, dare identità alla squadra". Lo sta facendo. Ha 68 punti, più di tutti. Un attacco atomico: 64 reti. Due di media a giornata. Un uomo in doppia cifra, Adorante (13), uno a un passo, la stella di Yeboah (9). Un cervello che segna, Busio (7). La difesa è la terza del torneo, 27 gol subiti, dopo Modena (25) e Monza (26). Se il Venezia nell’uovo di Pasqua troverà la vittoria con la Juve Stabia e poi bisserà a Chiavari con l’Entella avrà la tanto attesa promozione in tasca. 

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La proprietà americana ha costruito una squadra per salire, ma l’asso è l’allenatore. Che a Crotone volò direttamente arrivando secondo. Correva l’anno 2020. E Vrenna (presidente) e Ursino (ds) pescarono l’uomo che aveva fatto risalire il Foggia. Lo esonerarono e lo richiamarono. E il Giuanin li portò al piano di sopra. Fu l’ultima volta nel profondo sud. Il richiamo di Casa Milan era troppo forte. Adriano Galliani si spostò nella sua Monza, Silvio Berlusconi lo supportò. Bisognava condurre i brianzoli in serie A. A chi lo chiediamo? Facile. Stroppa. Detto fatto. La canzone iconica del dottor Galliani, cantata in tante serate di gioia, è sempre stata quella di Antonello Venditti: "Certi amori non finiscono.Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili. Indissolubili, inseparabili". Giuanin arrivò quarto. Ma ai playoff fu una sentenza. Finale da cuori forti contro il Pisa e trionfo. Come a Crotone, la A si rivelò una trappola per il Giuanin. Che salutò dopo 6 gare con un solo punto. In crisi. 

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Ma in B nessuno come lui. Ed ecco che il Cavaliere, Giovanni Arvedi non ha dubbi: la Cremo vuol salire. Al primo tentativo non ce la fa. Resta. Lo esonerano, lo richiamano al posto di Eugenio Corini. E stavolta fa centro. Al playoff, battendo in finale lo Spezia. Ma capisce che non tira aria. Che sarà un’avventura. Resta in B. Al Nord. E va in laguna. In Veneto non era mai stato neppure da calciatore. Ma Filippo Antonelli non ha dubbi. Ha già lavorato con Stroppa al Monza. Il sodalizio si ricompone. Col patto per la serie A. Il portiere lo ha, anzi ne ha due, Stankovic e Plizzari, il difensore d’esperienza pure, Svoboda, il centrocampo è di livello con l’americano Busio che svetta, l’attacco abbonda di qualità: Giuanin veste il Venezia col 3-5-2 e va che è una bellezza. Sabato è tornato a Monza, ha pareggiato con la seconda forza del campionato. Ora l’ambiente lo apprezza e gli vuole bene. Vaporetti carichi, fermata Sant’Elena. Questa squadra ha ridato entusiasmo a una piazza particolare. Che vuole risalire. Ma con l’idea fissa di non essere la solita meteora. E il Giuanin resterà? O ne farà salire un’altra l’anno prossimo?

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