Gudmundsson, talento a singhiozzo: la Fiorentina aspetta il vero Albert
L'islandese ha qualità ma non è costante: un investimento importante ancora lontano dai livelli top del Genoa
L'islandese ha qualità ma non è costante: un investimento importante ancora lontano dai livelli top del Genoa
Ilaria Masini Collaboratore 25 marzo - 11:07 - FIRENZEGud, l’accendiamo? La ricerca continua dell’esplosione del talento di Albert Gudmundson a Firenze è ormai diventata una specie di tormentone. La motivazione è chiara: i numeri ci sono, ma le aspettative su un giocatore con le sue qualità sono sempre alte in ogni gara, su ogni pallone. E allora nella parte finale di questa stagione una delle missioni sarà proprio quella di accendere il numero 10 viola che nei sogni continua a essere quello visto al Genoa, ma nella pratica non ha mai trovato la stessa continuità e centralità. Tocca alla squadra nel suo complesso metterlo nelle condizioni migliori per alzare il livello, però anche allo stesso calciatore trovare quel guizzo che è nelle sue corde, ma che in viola è stato visto solo a intermittenza. Sarà decisivo per lo sprint finale così come per capire se potrà essere a tutti gli effetti uno dei punti fermi della Fiorentina del futuro.
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—In alcuni momenti della partita è come se evaporasse, in altri invece diventa prezioso come quando è glaciale dal dischetto o mette lo zampino su un gol, come nel recentissimo caso di Ndour contro l’Inter. Anche se le prestazioni non sono quasi mai state del tutto convincenti, i numeri sono dalla sua parte con 6 assist e 9 reti di cui 5 in Serie A (Bologna, Genoa, Udinese, Lazio e Cremonese) e 4 in Europa in un totale di 2231 minuti in campo. Ha già superato i gol della scorsa stagione (8) e ha servito il doppio degli assist. L’altro fattore positivo sono il suo buonumore e la serenità perché scherza con i compagni in campo o attraverso i social. Eppure nei suoi confronti c’è sempre la sensazione da “deserto dei tartari” nel senso di quell’attesa continua che lo avvolge da quando è arrivato in città. Vanoli lo ha riempito di complimenti ma lo ha pure punzecchiato, chiedendogli di diventare un trascinatore.
Mossa tattica
—La Fiorentina si aspetta che Gud faccia esattamente ciò che sa fare e cioè la differenza. Per le prossime gare, senza stravolgere l’assetto o fare grandi rivoluzioni, l’idea è quella di incrementare la sua pericolosità. Facendolo partire sempre dalla sinistra, come sta facendo adesso, Gudmundsson è chiamato ad accentrarsi maggiormente e avvicinarsi alla punta. L’allenatore sta lavorando proprio su questo e lo ha detto chiaramente al giocatore a cui spetta l’abilità di trovare movimenti diversi e gli spazi giusti. Buttarsi dentro, creare superiorità ed entrare di più in area. Diventa fondamentale anche il ruolo della mezzala di riferimento che può togliergli, almeno in parte, compiti di sacrificio e di rientro a cui l’islandese, per sue caratteristiche, è portato. La svolta definitiva passa da qualche accorgimento e dal guizzo decisivo di Gud che potrebbe essere pure incentivato dal rientro dall’infortunio di Solomon: l’esterno israeliano tornerà dopo la sosta e andrà a giocarsi con lui una maglia da titolare sulla sinistra offensiva. Albert non è stato convocato per le due gare amichevoli dell’Islanda ed è un vantaggio perché può lavorare per tutta la sosta al Rocco B. Commisso Viola Park con Vanoli. Giorni preziosi per allenarsi e provare i movimenti.
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Il futuro
—Arrivato nell’agosto del 2024 con la formula del prestito con diritto e poi riscattato dal Genoa nell’estate del 2025, è costato nel suo complesso sui 20 milioni. Un investimento importante che fa riflettere anche per il futuro. Nelle idee del club è tra i calciatori che possono far parte dello zoccolo duro, come base da cui ricominciare la prossima stagione, anche perché per vederlo partire sarebbe necessaria un’offerta economicamente elevata da parte di un’altra società. Le risposte che arriveranno da Gud nel finale di stagione avranno il loro peso così come la volontà del giocatore e la centralità che gli darà l’allenatore che siederà in panchina.
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