L'insonnia rallenta il cervello: ecco come frena i neuroni
La Gazzetta dello Sport

L'insonnia rallenta il cervello: ecco come frena i neuroni

Mercoledì 25 marzo 2026
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Dormire poco ha effetti concreti su memoria e funzioni cognitive. Ecco cosa succede nel cervello

Dormire poco ha effetti concreti su memoria e funzioni cognitive. Ecco cosa succede nel cervello

Giacomo Martiradonna 25 marzo - 18:10 - MILANO

Pur se con forme diverse da specie a specie, il sonno è un comportamento ricorrente nel regno animale. Oltre al recupero psicofisico, è necessario al buon funzionamento dei circuiti neuronali e alla loro comunicazione. A confermarlo è uno studio condotto dal team di ricerca di Michele Bellesi, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria e membro del Centro per le Neuroscienze dell’Università di Camerino, pubblicato su PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences. I risultati suggeriscono che la privazione di sonno abbia effetti molto concreti sulla salute del cervello e sulle funzioni cognitive.

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Insonnia e cervello, i risultati dello studio

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La ricerca, realizzata in collaborazione con l'Istituto di Neuroscienze di Alicante, mostra che dormire poco non stanca semplicemente i neuroni, ma rallenta la trasmissione dei segnali elettrici nel cervello. Alla base di questo effetto c'è una modifica del funzionamento della mielina, il rivestimento delle fibre nervose che rende più efficiente lo scambio di informazioni tra aree cerebrali. Quando è alterata, i segnali impiegano più tempo a propagarsi, con ricadute misurabili su attenzione, coordinazione e prestazioni cognitive, inclusa la memoria.

Il nodo del metabolismo del colesterolo

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L'indagine ha permesso di identificare il potenziale meccanismo biologico sottostante: la mancanza di sonno interferisce con il metabolismo del colesterolo all'interno degli oligodendrociti. Queste cellule sono responsabili della produzione e del mantenimento della guaina mielinica; una disfunzione potrebbe spiegare il declino delle facoltà mentali che si osserva tipicamente nei soggetti con insonnia.

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"I nostri risultati - spiega Bellesi all'Adnkronos - mostrano che il sonno è cruciale non solo per l'attività dei neuroni, ma anche per la salute delle cellule che li supportano. La mielina è fondamentale per la velocità e l'efficienza della comunicazione cerebrale: alterarne il funzionamento significa rallentare l'intero sistema. Questo studio contribuisce a chiarire perché la mancanza di sonno abbia effetti così profondi sulle nostre capacità cognitive". La scoperta apre ora la strada a nuove potenziali strategie per la gestione dei disturbi cognitivi legati alla mancanza di sonno.

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